Lo studio del clima nei luoghi immaginari: ecco “Lo Hobbit” e “Il Signore degli Anelli”

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the-hobbitI modelli matematici applicati alle previsioni climatiche si basano su criteri scientifici universali, validi tanto per la Terra reale che per ambienti più immaginari, come la Terra di Mezzo di J.R.R. Tolkien: a dimostrazione, il lavoro dei ricercatori dell’Università inglese di Bristol, che hanno cercato di stabilire quale fosse il clima in cui si svolgono le storie dello “Hobbit” e de il “Signore degli Anelli“.
A facilitare il compito la mappe lasciate dall’autore, che peraltro aveva già esplicitato l’identificazione della Contea – patria degli Hobbit – con un’area geografica dove oggi si trova l’Inghilterra: il che risulta confermato anche dai climatologi.
MordorQuanto a Mordor, il suo clima – pur non tenendo conto dell’influenza non certo benefica di Sauron sull’ambiente della regione, che ospita anche un vulcano attivo – è molto simile a quello del Texas occidentale: caldo, secco e con poca vegetazione. Al contrario, buona parte della Terra di Mezzo sarebbe stata coperta di foreste se lasciata a se stessa, eccettuando cioè l’effetto antropico di Elfi, Uomini, Orchi, Nani e altre creature più o meno ben disposte (difficile che un drago non lasci tracce della sua presenza). Tolkien da parte sua era un amante degli alberi e nei suoi scritti traspare la preoccupazione per una progressiva industrializzazione dell’ambiente rurale in cui era cresciuto e nel quale, come ricorda, le macchine erano una rarità. Come ulteriore curiosità va notato poi che per il loro studio – rigorosamente effettuato durante il tempo libero – i climatologi hanno utilizzato al firma di “Radagast”, lo stregone più “ambientalista” del canone tolkeniano (nell’ambito del quale tuttavia il suo amore per la natura, per quanto lodevole, viene considerato un “tradimento” della sua missione, ovvero l’organizzare la resistenza contro Sauron).