Maltempo in Basilicata, il dramma di Montescaglioso e il precedente del novembre 1959

MontescagliosoE’ ancora molto grave la situazione a Montescaglioso in provincia di Matera, a causa della gigantesca frana provocata dal super-ciclone dei giorni scorsi dopo che nel materano sono caduti fino a 250300mm di pioggia. La frana ha sorpreso i cittadini martedì 3 dicembre verso le 13 con un forte boato. Le strade si sono accartocciate e spezzate e in alcuni punti sono proprio crollate su se stesse. Poche ore dopo nella zona è crollato il supermercato Lidl e altri danni sono stati subiti da abitazioni civili e rurali per le quali sono state emesse le relative ordinanze di sgombero per la tutela dell’incolumità pubblica.Le immagini della frana sono impressionanti: la terra si sposta con forza e distrugge ciò che trova nel suo cammino. Il fronte della frana supera i due chilometri mentre il cosiddetto “piede” è di circa 800-900 metri. 

Il sindaco di Montescaglioso, Giuseppe Silvaggi, ha emesso una ordinanza di ”messa in sicurezza” per contrada ”Cinque Bocche”. Stamattina è stato compiuto un nuovo sopralluogo dai tecnici comunali alla presenza del nuovo presidente della giunta regionale Marcello Pittella, che ha espresso ”attenzione e preoccupazione per il vasto fronte della frana” e ha assicurato impegno per affrontare le diverse problematiche posto dall’evento calamitoso. Il provvedimento del sindaco e’ finalizzato a impedire il ”verificarsi di danni a persone e a cose, con la istituzione di un servizio continuato di vigilanza”. Silvaggi ha emesso, inoltre, altre due ordinanza di sgombero per una abitazione e per due locali utilizzati come magazzini. ”L’altra azione messa in campo – ha spiegato Silvaggi – ha riguardato la collocazione di ‘vetrini’ per misurare lo scivolamento del dissesto, che potrebbe essere stato procurato da piu’ frane. Ci si sta preoccupando anche della presenza di acqua nella zona. Domani avremo la presenza di geologi e saranno effettuati ulteriori sopralluoghi.
frana-montescagliosoL’assessore regionale alle Infrastrutture, Luca Braia, segue costantemente l’evolversi della situazione e per attivare possibili azioni di intervento”. Silvaggi ha anche aggiunto che sta seguendo la situazione delle attivita’ imprenditoriali, compromesse dall’azione della frana. ”Sulla questione- ha concluso Silvaggi – c’e’ l’interessamento del viceministro all’Interno Filippo Bubbico e del Governo, dal quale si attendono azioni di sostegno”.

Da evidenziare- come riporta il blog http://basilicatatour.wordpress.com/ – la testimonianza di Cosimo, un residente della zona oggi 60enne: “un fatto del genere in vita mia l’ho visto solo da bambino. Erano gli anni ’50 e i tempi erano diversi. Anche allora arrivò l’esercito e gli elicotteri. Ma erano altri tempi. Erano altre storie” ripete. Nunzio, 68 anni,perplesso di fronte a questa sciagura che mai avrebbe immaginato di rivivere.

La Basilicata e il metapontino, infatti, non sono nuovi a questi eventi alluvionali ma di questa intensità e gravità si era sentito parlare solo dagli anziani che ancora ricordano il dramma che il territorio metapontino visse nel novembre del 1959. Caddero circa 400 millimetri di pioggia, i fiumi esondarono. Tra i poco più di 10 mila residenti ci furono quasi 2 mila gli sfollati e si contarono 11 morti. Oggi, almeno, il Metapontino che conta oltre 100mila abitanti fa la conta dei danni ma fortunatamente non deve piangere nessun morto.

Una nota polemica: almeno allora i media trattarono e diffusero la notizia. Oggi nessuno si è accorto della Basilicata. Evidentemente la Basilicata non esiste, nonostante molti guru strillano della grande notorietà raggiunta dalla nostra regione. 

lastampa 1959

LA STAMPA, 25 novembre 1959;
NUMEROSE VITTIME, VASTE ZONE ALLAGATE, COMUNICAZIONI INTERROTTE

DEVASTATE DA UN URAGANO SENZA PRECEDENTI LE COSTE DELLA CALABRIA E DELLA BASILICATA Particolarmente colpita dal nubifragio è stata la piana di Metaponto, il «fertile giardino» dell’Ente riforma – Centinaia di ettari sommersi da oltre un metro d’acqua – Tutti i fiumi e i torrenti sono in
piena – Onde alte 20 metri si abbattono sulle spiagge – Danni ingenti alle strade, alle linee ferroviarie, al bestiame – Bloccato un treno con 100 viaggiatori
Un uragano di violenza assolutamente eccezionale è imperversato sull’intera costa Calabro-lucana che si affaccia al Mar «Jonio dalle due di lunedi notte, e per tutte le ventiquattro ore successive. …Il disastro è senza precedenti anche nella piana di Metaponto. Sì tratta del “ fertile giardino” della Lucania dell’Ente Riforma, che
è divenuto uno squallido lago di melma giallastra ove spuntano le case coloniche al centro dei campi allagati. Centinaia di ettari di terreno sono sommersi sotto un metro e trenta centimetri d’acqua e centinaia di famiglie sono state costrette ad abbandonare le loro case a Scanzano e Policoro; erano bloccate nei campi e seno state costrette a salire sui tetti per salvarsi. Squadre di vigili del fuoco e di carabinieri sono al lavoro per il ricupero delle persone e del bestiame. A Policoro uno zuccherificio e la centrale elettrica sono rimasti invasi dalle acque. Policoro e Scanzano, inoltre, sono al buio. Un treno con cento viaggiatori a bordo è rimasto bloccato, fra Salandra e Ferrandina, dall’acqua e dalle frane: solo con l’intervento degli elicotteri militari, che si attendono di momento in momento, sarà possibile recare soccorso ai passeggeri del convoglio. Tutti i fiumi ed i torrenti sono in piena e minacciano nitri danni. Il traffico stradale è pericoloso e la stata’e n. 175 è interrotta. I danni — che per il momento è impossibile valutare con esattezza — raggiungono centinaia di milioni. A Pisticci la pioggia ha prodotto alcune piccole voragini nelle vie Gioberti, Risorgimento, Mazzini, Principessa di Piemonte e Ruggero VII. Sulla provinciale una frana minaccia l’interruzione del traffico. L’autobus di linea per lo scalo non funziona. Le comunicazioni telefoniche e stradali con Craco, Marconia, S. Basilio e Bosco Salice sono interrotte. Altri allagamenti vengono segnalati un po’ dovunque. Le strade sembrano dei fiumi in piena. Mentre tutti i corsi d’acqua del Materano sono straripati con danni ingenti alle campagne, al bestiame ed alle strade, a Matera l’abbondante pioggia ha provocato numerosi ‘ allagamenti nei bassi e nei nuovi rioni di Serra Venerdì e Pio Decimo. I vigili del fuoco hanno ricevuto chiamate ininterrotte. Numerosissimi ponti, fra i quali quello ferroviario sul Sinni, sono stati distrutti dalla furia delle acque. Il fiume Agri è straripato tra Scarnano e Policoro, così pure il Basento, che ha isolato completamente la stazione di Grassano. Il vice-prefetto di Matera, dottor Carneglia, si trova isolato nella zona alluvionata insieme con un gruppo di tecnici con i quali stava cercando di studiare i possibili rimedi alla situazione. Una squadra di soccorso è partita verso lo scalo ferroviario di Grassano sperando di trarre in salvo le persone che vi si trovano.