Maltempo nel Lazio: pioggia e forte vento anche in Ciociaria, nevicate sui rilievi: dati e situazione

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campocatinoIl profondo vortice ciclonico responsabile della severa fase di maltempo che il giorno di Natale ha spazzato tutto il Nord Europa (minimo di ben 930 hPa, paragonabile ad un vero e proprio uragano), ha pilotato un’estesa perturbazione atlantica anche sul nostro Paese. Come spesso avviene in questi casi, ad accorgersene per prime sono state le regioni Nord-Occidentali, dove la pioggia è arrivata già nella giornata della Vigilia; la formazione di un minimo secondario sul Mar Ligure ha poi favorito il richiamo di umide ed intense correnti sciroccali che, impattando contro la dorsale appenninica, per effetto stau, hanno favorito un rapido ed intenso peggioramento delle condizioni meteo-marine su tutto il versante tirrenico, a partire dalla scorsa nottata.  Pienamente colpito anche il Lazio, dove le prime e deboli raffiche sciroccali hanno cominciato a spazzare la costa già nella giornata di ieri; con il passare delle ore, l’escavazione del minimo pressorio sul Ligure ha determinato la rapida formazione di un gradiente barico molto elevato, con una conseguente e decisa intensificazione dei venti. Come si può notare dalla Fig.1, questi ultimi hanno raggiunto intensità massime di ben 95.0 Km/h a Rocca Priora (RM, 700 m s.l.m.) e di 83.7 Km/h ad Ostia Lido (RM), ma spicca anche il valore di 66.0 Km/h in piena città a Frosinone, con non pochi disagi sul tratto ciociaro dell’A1, specie per furgonati e telonati. Proprio la Ciociaria è stata duramente battuta dalle pesanti piogge, con cumulati mediamente tra i 40-60 mm a partire dalla mezzanotte. Lo scirocco ha avuto anche il merito di porre fine alla lunga fase di marcata inversione termica, registrata nei giorni scorsi sul nostro paese ed in particolare proprio nelle vallate del frusinate: le minime sono infatti oscillate tra gli 8-9°C delle pianure interne, fino ai 13-14°C della fascia costiera. I venti di scirocco sono andati via via attenuandosi a partire dalla tarda mattinata, quando, la rotazione delle correnti dai settori nord-occidentali, ha determinato un calo delle temperature, specie in quota, permettendo alla neve di cadere, anche copiosa, sulle cime ciociare.