Gli sviluppi del caso Stamina ”confermano quello che era gia’ in possesso del ministero in passato, ovvero che non c’erano mai state evidenze positive su questa metodica, che secondo alcuni scienziati addirittura non si poteva nemmeno definire come tale”. Lo afferma in un’intervista alla Stampa Renato Balduzzi, ex ministro della Sanita’ oggi deputato di Scelta civica e presidente della Commissione per gli affari regionali. ”La non nocivita’ e’ sempre stato il presupposto per ragionare su queste terapie – spiega -. Ma anche su questo, quando me ne sono occupato, non avevamo evidenze. Era accertata una non nocivita’ all’inizio delle terapie, non era invece certo quali potessero essere gli effetti nelle fasi successive”. ”Oggi certamente anche questi margini di dubbio si sono ridotti”. Col suo decreto su Stamina, precisa Balduzzi, ”siccome c’era stato una specie di Far West giudiziario”, ”avevamo solamente permesso di continuare le cure a chi aveva gia’ iniziato queste terapie per ordine di un giudice. Dopodiche’ si doveva andare a regime, fissando regole molto precise sulla sperimentazione clinica e sulle cure compassionevoli. Ma erano gli ultimi momenti del governo Monti, non avevamo di fatto piu’ una maggioranza, e il Senato mi stoppo”’. ”Non voglio dare consigli al ministro della Sanita’, ma credo che mentre si prepara a varare la nuova commissione di esperti sarebbe forse opportuno impugnare questa decisione”, dice a proposito del Tar del Lazio che il 4 dicembre scorso ha sospeso il decreto di nomina della prima commissione di esperti che aveva bocciato il metodo. ”La posizione del giudice amministrativo mi sembra quanto meno problematica, non solo per le commissioni che si occupano di sanita’ ma, ad esempio, anche per quelle che decidono tante questioni ambientali”.
Metodo stamina, Balduzzi: “lo sapevamo già, mai state evidenze positive su metodica”


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