Non solo neve e gelo, anche piogge alluvionali: Gaza e Cisgiordania in ginocchio [FOTO]

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10Israele e Palestina si stanno trovando in questi giorni a fronteggiare un nemico comune: l’eccezionale ondata di neve e gelo che sta colpendo tutto il Medio Oriente, come anche Siria, Giordania, Egitto e tante altre località. Non solo freddo e neve, però, anche forte maltempo con piogge eccezionali a regime alluvionale in Cisgiordania. Particolarmente colpita la striscia di Gaza. Secondo un portavoce di Hamas, centinaia di abitazioni sono inabitabili e migliaia di persone sono state costrette all’evacuazione. A completare il quadro disastroso nella Striscia la grave penuria di corrente elettrica e di combustibili per il riscaldamento. Di fronte alle difficoltà, l’esercito israeliano si è attivato per soccorrere la popolazione di Gerusalemme (sommersa dalla neve), e delle altre aree colpite dalle inondazioni.
03A Gerusalemme e’ caduto da ieri oltre mezzo metro di neve, e altre precipitazioni sono previste per domani. Le autorita’ sono perentorie ed esigono dalla popolazione che non ci si avventuri fuori di casa. La scorsa notte infatti centinaia di automobilisti si sono fatti sorprendere dalle intemperie mentre erano in viaggio sulle due principali arterie di accesso a Gerusalemme. Molti di loro hanno dovuto trascorrere l’intera nottata nei propri veicoli, mentre di ora in ora la morsa del freddo si faceva sempre piu’ stringente. Solo dopo 12 ore di attivita’ la polizia e l’esercito hanno annunciato di aver completato i soccorsi, avendo tratto in salvo oltre duemila persone, parte delle quali con sintomi iniziali di assideramento.
01Da oltre un secolo a Gerusalemme non si vedeva una nevicata tanto abbondante, tanto piu’ rara in quanto verificatasi all’inizio di dicembre. Il municipio e i suoi apparati di emergenza sono stati colti di sorpresa e il sindaco ha dovuto chiedere l’intervento delle forze armate, mentre decine di migliaia di abitanti restavano prigionieri nelle proprie abitazioni rimaste senza corrente elettrica per il crollo di alberi e di tralicci della luce. Gerusalemme – la citta’ piu’ popolosa di Israele – si e’ trovata cosi’ come in assedio. Come in tempi di guerra, per raggiungerla o lasciarla e’ rimasta solo la ferrovia: che e’ stata presa letteralmente d’assalto da migliaia di persone e che (cosa di per se’ eccezionale) ha proseguito a funzionare anche in serata, dopo l’inizio del riposo sabbatico. La ‘questione neve’, molto insolita per questa citta’ dove e’ massiccia la presenza di religiosi, e’ stata affrontata da importanti rabbini che hanno stabilito che anche domani sara’ obbligatorio presenziare alle preghiere sabbatiche nelle sinagoghe: a meno che in terra non si siano formate lastre di ghiaccio. In quel caso sara’ lecito recitare preghiere in casa. Intanto a Gaza un milione e 700 mila abitanti sono pure chiusi in casa, sia per il freddo intenso (appena +3°C in pieno giorno) sia per l’allagamento di numerose strade dovuto alla crisi della rete fognaria. In alcuni rioni gli spostamenti avvengono mediante barche o altri galleggianti. In serata il coordinatore israeliano per le attivita’ nei Territori ha autorizzato l’inoltro a Gaza di primi aiuti umanitari. Ma a quanto pare le necessita’ immediate della Striscia sono molto superiori.