Ormai sono e saranno ancora loro i protagonisti indiscussi della scena meteorologica in Europa: l’Anticiclone sub-tropicale e la vasta e profonda depressione a ridosso dell’Islanda, “attori” capaci di configurare le dinamiche atmosferiche anche sulla nostra Penisola.
Da un lato, quindi, l’area Anticiclonica che, da diversi giorni, assicura un tipo di tempo uggioso e nebbioso, specie lungo le pianure e le valli più interne delle regioni settentrionali e centrali, ove la riduzione della visibilità è realtà anche durante le ore centrali del giorno.
Dall’altro, di contro, la vasta depressione d’Islanda il cui minimo (967 hPa!) è ben visibile a nord-ovest della Gran Bretagna; il suo movimento antiorario favorisce lo scorrimento di un marcato flusso temperato atlantico che interessa, più direttamente, le Isole Britanniche, l’Europa occidentale e parte della Scandinavia.
Da diversi giorni siamo soliti ripetervi, anche a costo di sembrare noiosi, che non sarà facile sbarazzarsi di una situazione sinottica così monotona: d’altronde, pur volendo analizzare nuovamente gli indici teleconnettivi, si era ampiamente parlato di una graduale, ma lenta, modifica dello scacchiere barico nel corso delle prossime settimane: AO, NAO, NAM e QBO, sempre su valori positivi, fotografano alla perfezione lo stato di piena salute del Vortice Polare che, ahinoi, non coincide affatto con la speranza di chi attende una stagione invernale decisamente più dinamica, fatta di importanti scambi meridiani. Anche l’asse dello stesso Vortice Polare depone sfavorevolmente ad irruzioni artiche verso l’Italia.
Tocca restare “aggrappati” all’unica soluzione possibile in questo momento: il graduale abbassamento del flusso Atlantico potrebbe favorire, a fasi alterne, affondi perturbati in sede Mediterranea; il più deciso, tra questi, potrebbe determinare un Natale dai due volti sulla nostra Penisola: nubi, piogge e nevicate a quote medio-alte sulle regioni Settentrionali e su quelle del medio-alto versante Tirrenico, mentre le regioni del Medio Adriatico e Meridionali potrebbero essere interessate da intense correnti sud-occidentali le quali, come spesso accade in tale contesto barico, favorirebbero condizioni di generale variabilità, un rialzo termico e, di conseguenza, temperature più che gradevoli per il periodo. Niente freddo e niente “Bianco Natale” insomma.
In seguito, ma entriamo nel fantameteo, i modelli matematici suggeriscono un’azione Nord-Atlantica ben più incisiva che, così, andrebbe a favorire l’ingresso di aria via via più fredda nel Mediterraneo.
Per il momento i dettagli, vista la distanza temporale dall’evento, li tratteremo con cura nel corso dei prossimi aggiornamenti.


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