Tra domani e dopodomani il “Super Anticiclone” che sta occupando il territorio italiano raggiungerà il massimo “fulgor” determinando, così, ancora condizioni di tempo in prevalenza mite e soleggiato di giorno e facilitando, ahinoi, freddo da inversione, formazione di nebbie e foschie di notte e di primo mattino sulle aree pianeggianti e nelle vallate.
In seguito cosa accadrà? Già, gran bella domanda… Nel corso dei prossimi giorni la robusta area Anticiclonica comincerà inevitabilmente a fiaccarsi, anche se gli indici teleconnettivi non sono del tutto favorevoli ad una sua totale decadenza (AO, NAO, NAM e QBO positivi, PNA negativo e Vortice Polare decisamente compatto). C’è da dire, però, che le singole uscite modellistiche intravedono, nel breve-medio termine un lieve cedimento barico dell’Alta Pressione a causa di impulsi Atlantici caratterizzati, però, da apporti umidi, nubi e qualche timido fenomeno sulle regioni Settentrionali e su quelle del medio-alto versante Tirrenico.
Nel medio-lungo termine, invece, i principali modelli matematici cominciano ad intravedere uno scenario piuttosto interessante: uno “sliding” lungo il bordo meridionale dell’Anticiclone, con moto retrogrado, di masse d’aria particolarmente fredde attese tra il 20 ed 21 dicembre le quali, però, andrebbero ad interessare il medio-basso versante Adriatico ed Sud Italia. Tesi, questa, “supportata” anche dagli indici teleconnettivi i quali la vedrebbero come l’unica “strada” che possa permettere all’Inverno di tornare a fare la “voce grossa”, almeno . E’ ovvio che, con tale congiuntura, si descrivono soltanto ipotesi che, come giusto che sia, necessitano di ulteriori aggiornamenti nel corso dei prossimi giorni.


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