In un anno, il numero dei fumatori e’ diminuito sia al nord che al sud. Lo dicono i dati dell’annuario Istat relativi al 2013. In generale, la quota di fumatori resta bassa. La percentuale degli amanti del tabacco si ferma al 20,9%, nel 2012 era il 21,9%, tra la popolazione di 14 anni e piu’. In un anno sono diminuiti a livello nazionale di un punto percentuale, una tendenza in atto da tempo. In particolare, al nord si registra un -1,3% mentre al sud -1,2%. Sul piano regionale, il Lazio ha registrato la quota piu’ alta di fumatori con il 23,6%, seguita dall’Umbria con il 23,1%. Il dato piu’ basso si osserva nella provincia autonoma di Trento con il 16,2% di fumatori. Forti sono le differenze di genere. Tra gli uomini i fumatori sono il 26,4%, tra le donne invece il 15,7%. Il tabagismo coinvolge maggiormente le fasce di eta’ giovanili e adulte. In particolare, tra i maschi la quota piu’ elevata si raggiunge tra i 25 e i 34 anni e si attesta al 36,2%, mentre tra le donne si raggiunge tra i 45-54 anni con il 22,1%. L’abitudine al fumo e’ piu’ diffusa tra i residenti dell’Italia centrale, 22,5%, e nel mezzogiorno, 21%, mentre nel settentrione e’ pari al 20%. I non fumatori, invece, rappresentanto la maggioranza della popolazione con il 54,7%. Anche qui sono evidenti le differenze di genere: il 41,8% degli uomini e il 66,8% delle donne. Gli ex fumatori invece sono il 23,3%: gli uomini sono il 30,8% mentre le donne raggiungono quota 16,3%.
Salute: fumatore un italiano su 5, Lazio e Umbria al top


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