Salute: i virus viaggiano in aereo, ‘ignorano’ le distanze geografiche

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VIRUS H1N1Le distanze si sono accorciate anche per i virus: ormai viaggiano in aereo e per spostarsi da una nazione all’altra impiegano meno tempo di quando non farebbero attraversando lo stesso Paese. Di conseguenza per prevedere l’origine e l’andamento di un’epidemia e’ piu’ importante considerare le distanze fra gli aeroporti che le distanze in chilometri. E’ impostato cosi’ il modello matematico messo a punto nella ricerca condotta fra Germania e Svizzera, pubblicata sulla rivista Science. Proprio come i voli aerei, quindi, anche le epidemie potrebbero avere i ”tempi stimati di arrivo”, alla luce dei quali e’ possibile prevederne origine e andamento. ”Il nostro modello prevede di sostituire le distanze geografiche convenzionali con le distanze effettive derivate dalle reti relative alla mobilita”’, scrivono su Science gli autori della ricerca, Dirk Brockman, dell’Istituto Robert Koch di Berlino, e Dirk Helbing, del Politecnico di Zurigo. Alle VIRUS H3N2classiche distanze geografiche, quindi, il modello elaborato dai due studiosi preferisce le ”distanze effettive”, nelle quali i chilometri fra una localita’ e l’altra sono sostituiti con le distanze fra gli aeroporti. Due scali, ad esempio, sono effettivamente vicini quando sono collegati da numerosi voli in modo ripetitivo. E’ alla luce di questa nuova definizione di distanza che il modello matematico messo a punto dai due ricercatori riesce a prevedere dove e quando una malattia infettiva comincera’ a diffondersi in un grande numero di persone. ”Benvengano studi che, come questo, vanno fuori dal seminato per arrivare a nuovi approcci di prevenzione”, ha commentato la virologa Ilaria Capua. ”La prevenzione – ha aggiunto – non puo’ essere piu’ solo basata sulle mascherine, ma puo’ passare per la chiusura di un aeroporto, purche’ sia naturalmente l’aeroporto giusto”. Individuarlo con un buon margine di sicurezza adesso e’ possibile grazie al nuovo modello presentato su Science e ‘collaudato’ a posteriori sull’epidemia di Sars del 2003 e sulla pandemia di influenza del 2009, causata dal virus H1N1. Quello che emerge chiaramente e’ che i virus possono coprire la distanza fra Londra e Madrid molto piu’ facilmente e direttamente che la distanza fra Londra e una qualsiasi citta’ britannica. La diffusione ‘vecchio stile’, via terra, appartiene ormai al passato e poteva andar bene ai tempi in cui, nel XIV secolo, la Morte Nera si diffondeva in Europa.