Nel mese di settembre su Meteoweb abbiamo raccontato dello sciame sismico avvenuto al largo del Golfo di Valencia, in Spagna. Una serie di terremoti, oltre 600 fra cui alcune scosse di magnitudo 4.0, provocarono forte allarme sulla costa catalana e valenciana. Il motivo dello sciame venne collegato all’attività di stoccaggio di gas all’interno di un ex giacimento petrolifero, nell’ambito di un progetto nazionale di immagazzinamento di scorte di gas da usare in caso di interruzione delle forniture dall’Africa e dal nord Europa. Il progetto, denominato Castor, venne bloccato a fine settembre dal ministero dell’Interno spagnolo di fronte all’impressionante aumento del numero e della magnitudo delle scosse. Le operazioni di iniezioni di gas nel sottosuolo (un giacimento ubicato diverse centinaia di metri sotto il fondale marino) avevano in sostanza creato disequilibrio lungo alcune faglie presenti nell’area. Da allora, il progetto è sospeso: il gas non viene iniettato in profondità e anche le scosse sismiche sono fortemente diminuite di numero ed entità. Tuttavia non sono terminate: nell’ultima settimana ne sono state registrate due, una di magnitudo 2.2 e l’altra di magnitudo 1.5. La decisione su cosa fare con il progetto di stoccaggio resta in sospeso, e non è facile. Da una parte la prospettiva di ricominciare le iniezioni potrebbe portare a un reintensificarsi dello sciame. Dall’altra, la definitiva sospensione delle operazioni avrebbe dei costi economici enormi.
Sciame sismico nel Golfo di Valencia, le scosse sono diminuite ma l’attività continua


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