
Le due scosse, entrambe di magnitudo locale 2.3, sono avvenute poco prima delle 11. L’epicentro è stato localizzato in un arco di pochi chilometri da Serravalle di Chienti (Macerata).
Alle 12.04 un’altra scossa ha avuto luogo stavolta sulla costa siciliana settentrionale, in provincia di Messina. La scossa ha avuto magnitudo locale 2.4.
Infine un’altra scossa ha avuto luogo poco più di un’ora fa, alle 16.53. L’epicentro in Irpinia, a cavallo fra le province di Salerno (Campania) e Potenza (Basilicata). Questa scossa ha avuto magnitudo locale 2.5.
Le scosse riportate sopra sono quelle di magnitudo superiore a 2.0 registrate dall’INGV e riportate sul sito dell’Istituto Nazionale di geofisica e Vulcanologia. Esistono poi decine di altre scosse di magnitudo inferiore a 2.0, quindi avvertite unicamente dai sismografi. Esse possono essere consultate su Iside (Italian Seismological Instrumental and Parametric Data-Base). Dalla consultazione delle scosse odierne si può vedere che l’attività sismica è andata avanti lungo tutto l’Appennino con decine di piccole scosse. Si tratta della norma: basti pensare che in un solo mese, come ad ottobre, in Italia sono state registrate ben 1681 scosse.