Scosse sismiche nella notte, trema la terra da Gubbio al Gargano

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GubbioTante scosse sismiche nella notte, da Gubbio al Molise. Nella cittadina umbra prosegue lo sciame sismico che dura ormai da molti mesi. Oggi per la terza volta nel giro di quattro giorni è stata registrata una scossa di magnitudo superiore a 3.0. Alle 2.37 la terra ha tremato con un terremoto di magnitudo locale 3.6. Solo quattro giorni prima un’altra forte scossa aveva colpito l’area, con magnitudo 3.9, ed il 20 dicembre un’altra ancora con magnitudo 3.2. Dopo la scossa di stanotte ce ne sono state altre due di magnitudo 2.2 e 2 sempre nella stessa area, oltre a diverse di magnitudo inferiore a 2.0.

L’INGV ha pubblicato attraverso il suo blog un approfondimento sulla sequenza sismica in atto. “La sequenza sismica che sta interessando l’area di Gubbio in particolare dal 18 dicembre, dopo l’evento di magnitudo 3.9, si inquadra in un’area dell’Appennino umbro-marchigiano che ha un rilascio sismico pressoché continuo – si legge nell’articolo. “La zona è nota per alcuni terremoti di magnitudo tra 5 e 6 avvenuti in passato, l’ultimo dei quali a fine aprile del 1984 a sud di Gubbio (magnitudo locale (ML) 5.2)”.  Secondo l’INGV non è ancora chiaro se i terremoti di questi giorni siano legati alla “faglia di Gubbio”, probabilmente la responsabile del sisma dell’84 e oggetto di diversi studi scientifici.

L’area è una delle più sismiche d’Italia, ed è diventata negli ultimi anni un vero laboratorio naturale per lo studio della sismicità. Purtroppo nonostante i progressi della scienza, non è ancora possibile al giorno d’oggi sapere se e quando scosse più forti avverranno nell’area. Come sempre è la prevenzione l’unica arma che abbiamo per evitare danni, attraverso la messa in sicurezza degli edifici e una consapevolezza dei rischi presenti.

Intanto, scosse nella notte anche in Puglia: stanotte alle 2.58 una di magnitudo locale 2.3 ha interessato l’area di Lesina e Poggio Imperiale (Foggia), vicino al Gargano.

Infine una scossa di magnitudo locale 2.4 è stata registrata sempre dall’INGV in Abruzzo, nell’area dei Monti della Laga, in provincia di L’Aquila.