Sull’Atlantico sta per nascere la “depressione-uragano” di Natale: l’analisi tecnica e i dettagli sulla forte ondata di maltempo che spazzerà l’Europa occidentale

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Wind3285032and32mslp_Europe_120Il vistoso raffreddamento dei territori dell’Artico canadese, indotto dallo scivolamento del “lobo” canadese del vortice polare verso la baia di Hudson e la penisola del Labrador, sta continuando ad alimentare una possente attività ciclonica sull’Atlantico settentrionale, rinvigorendo la figura della depressione d’Islanda, che proprio in questo periodo mantiene un ottima forma. Questo intenso raffreddamento dell’Artico canadese sta determinando un ulteriore inasprimento del “gradiente di geopotenziale” in quota, e del “gradiente termico orizzontale”  fra le latitudini artiche e quelle temperate, producendo una notevole accelerata del flusso zonale fra le medie ed alte latitudini, con una progressiva intensificazione delle “Westerlies” fra il nord America, l’Atlantico settentrionale, l’Europa e l’Asia centro-settentrionale. Il forte “gradiente di geopotenziale” che si viene a realizzare tende a rinforzare notevolmente il ramo principale del “getto polare”. Quest’ultimo comincia ad assumere un andamento più rettilineo, presentando potenti “Jet Streaks” (massimi di velocità del “getto” in quota), fra l’estremo oriente russo, gli States, il nord Atlantico e l’Europa. Questi “Jet Streaks”, nel corso della prossima settimana, risulteranno particolarmente attivi sull’Atlantico settentrionale, dove si assisterà ad un rafforzamento dell’attività ciclonica e all’incremento delle avvezioni di vorticità positiva prodotte dai massimi di velocità del “getto” in quota, tagliano le spinte meridiane del promontorio anticiclonico delle Azzorre, il quale continua a mantenere un assetto di tipo zonale, spanciandosi lungo le medie latitudini atlantiche. La presenza di un “getto polare” cosi potente sopra i cieli dell’Atlantico nord-occidentale, pronto ad insinuarsi lungo le aree di massimo “gradiente di geopotenziale”, schiaccerà verso le medie latitudini oceaniche l’alta pressione oceanica. Questa impossibilitata ad ergersi verso le alte latitudini sarà costretta a distendersi con i propri elementi principali fin verso le coste marocchine e le Canarie. Sul bordo più settentrionale di questa impalcatura anticiclonica, estesa dal medio Atlantico in direzione del Marocco, stanno cominciando a scorrere delle intense correnti occidentali che dipanano masse d’aria piuttosto miti e umide, di tipo temperate oceaniche, che dall’area del le Azzorre si muoveranno verso le coste portoghesi, quelle della Spagna settentrionale e della Francia. Si viene a realizzare una estesa avvezione di aria molto mite, di tipo temperata oceanica, che si muoverà fin sull’Atlantico orientale settentrionale, andando rapidamente ad interagire sul margine orientale di una circolazione depressionaria principale, in fase di sviluppo e approfondimento nel tratto di oceano a nord-ovest dell’Irlanda.

Rtavn1142Al contempo, un grosso blocco di aria abbastanza gelida, di origini artico marittime, dall’Arcipelago Artico canadese si dirigerà fino alle coste di Terranova, versandosi sopra l’Atlantico nord-settentrionale, con l’attivazione di forti e burrascosi venti da NO e N-NO che spazzeranno lo Stretto di Davis, il mar del Labrador e tutto l’Atlantico nord-occidentale, con raffiche capaci di oltrepassare la soglia dei 100-120 km/h, con picchi fino a 130 km/h. Questo impulso di aria gelida, in discesa dall’Artico canadese, entro le prossime 24-36 ore si intrufolerà all’interno della circolazione depressionaria attiva sull’Atlantico settentrionale, nel tratto di oceano a nord-ovest dell’Irlanda, favorendo una ulteriore alimentazione al vortice ciclonico. L’interazione fra le differenti masse d’aria, quella gelida di origini polari che scende dall’Artico canadese con quelle molto più temperate dalle medie latitudini oceaniche, assieme alla ripresa di vigore del “getto polare” in quota che esce dall’area canadese, inasprirà ulteriormente l’avvezione di vorticità positiva in pieno Atlantico, deponendo a favore dell’ulteriore approfondimento dell’area ciclonica, che diverrà una vera e propria “depressione-uragano”, in grado di generare vere e proprie tempeste di vento in pieno oceano. In pratica, l’enorme divario termico tra il Canada orientale, investito di recente da una intensa ondata di gelo, e l’Atlantico orientale, interessato dalla risalita di masse d’aria molto più miti e umide, andrà ad inasprire tali contrasti termici, agevolando un grosso processo ciclogenetico a sud delle coste groenlandesi, ove è già presente un’area di forte instabilità “baroclina” che si approssima alle Isole Britanniche, richiamando al suo seguito forti venti occidentali che spazzeranno tutta l’area atlantica.

Rtavn1021Nella mattinata di domani, grazie al costante supporto di aria molto gelida, d’estrazione artico canadese, pronta a scivolare sul bordo occidentale, mentre ad est del profondo minimo barico cominceranno a risalire correnti di aria molto più mite ma umida, la profonda “depressione-uragano”, avvicinandosi all’Irlanda e alle coste scozzesi occidentali, tenderà ad approfondirsi ulteriormente, rischiando di toccare dei valori da capogiro, con un minimo barico al suolo stimato anche sotto la soglia dei 935-930 hpa, coadiuvato in quota da un profondo minimo di geopotenziale pronto a scendere al di sotto dei 480-478 DAM. Si potrebbero cosi toccare i valori più bassi raggiunti da una tempesta extratropicale in questo 2013. Tale primato però rischia di essere facilmente battuto con l’avvento dell’inverno australe, quando lungo i mari sub-antartici si genereranno i profondissimi cicloni dell’emisfero meridionale che si muovono molto rapidamente in seno alle potenti “Westerlies” che ruotano attorno le coste dell’Antartide (l‘assenza di terre emerse le rende ancora più violente rispetto ai venti occidentali che si vedono lungo l‘emisfero boreale). La profondissima area ciclonica extratropicale, sotto i 935-930 hpa, contrastando con il robusto anticiclone oceanico che posizionerà i propri massimi di oltre i 1030-1028 hpa sul medio Atlantico, innescherà un ampio e fittissimo “gradiente barico orizzontale” che si distenderà su tutto l’Atlantico settentrionale, inglobando il nord della Spagna, la Francia e le Isole Britanniche.

Rtavn968Nella giornata di martedì, Vigilia di Natale, la profonda “depressione-uragano”, traslando molto lentamente verso est, si avvicinerà con il suo profondissimo minimo barico al suolo alle coste settentrionali dell’Irlanda, sospingendo fortissimi venti, da SO e O-SO, in direzione dell’Irlanda, Scozia, Galles e Inghilterra, dove spireranno venti burrascosi che a tratti potranno raggiungere l’intensità di tempesta. I venti più forti, che raggiungeranno l’intensità di tempesta, sferzeranno le coste dell’Irlanda occidentale, quelle dell’ovest della Scozia, del Galles e dell’Inghilterra occidentale, particolarmente esposte alla furia delle “Westerlies” che sfondano dall’Atlantico. Qui le raffiche, nel giorno della Vigilia di Natale, potranno toccare punte di oltre i 110-120 km/h, con punte sopra i 130 km/h fra il mar d’Irlanda e le isole Ebridi, dove la furia eolica si concentrerà durante la nottata di Natale. Sul resto del territorio britannico, fra Inghilterra e Scozia orientale, come sul nord della Francia, Belgio e Olanda, il giorno della Vigilia si alzeranno forti venti burrascosi, da S-SO e SO, che causeranno non pochi disagi, specie ai trasporti aeroportuali (diversi voli sono a rischio cancellazione, specie in Inghilterra).

07L’intensa ventilazione occidentale che spazzerà l’Atlantico, caratterizzata da un ampio “Fetch” (spazio di mare su cui soffia il vento), solleverà anche un imponente moto ondoso, con la formazione di onde di “mare vivo” molto ben formate che andranno ad infrangersi con grande impeto lungo le coste occidentali dell’Irlanda, della Scozia e dell’Inghilterra sud-occidentale, dalla Cornovaglia alle coste più meridionali del Galles, dove si produrranno intense mareggiate. Alcune di queste potranno superare anche i 7.0-8.0 metri di altezza, specie nel tratto antistante le coste occidentali irlandesi e lungo i litorali occidentali delle isole Ebridi. Ma mareggiate piuttosto intense, prodotte dai forti venti da SO che interesseranno parte dell’Atlantico francese, la Vigilia di Natale flagelleranno anche le coste della Bretagna e la Vandea, dove sarà alto il rischio di possibili inondazioni nei tratti di costa maggiormente depressi. Queste mareggiate, con onde alte anche più di 6.0-7.0 metri, causeranno anche  una forte erosione che minaccerà molti centri costieri, fra Vandea e Bretagna. Nel giorno di Natale la profondissima depressione, riempendosi di aria gelida artico marittima, comincerà a colmarsi, occludendosi e muovendosi verso est. Spostandosi nel tratto di oceano ad est delle isole Far Oer, continuando a convogliare forti venti occidentali sulle Isole Britanniche, mentre una impetuosa ventilazione da NE sferzerà l’Islanda, con raffiche ad oltre i 100 km/h sulle coste settentrionali di questa.

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