Super-Ciclone, Pasqui (CNR) a MeteoWeb: “tempeste stazionarie al Sud per il mare troppo caldo”

Il “Super-Ciclone” che sta colpendo l’Italia centro/meridionale, oltre a provocare due morti, migliaia di evacuati e danni gravissimi, si è rivelato straordinario dal punto di vista climatologico per eventi davvero eccezionali nelle scorse ore in Calabria, la Regione più colpita: come abbiamo documentato in quest’articolo, nelle zone maggiormente interessate da questa tempesta sono caduti 220mm di pioggia con raffiche di vento superiori ai 100km/h e soprattutto con devastanti mareggiate sul litorale jonico, tanto che al largo di Crotone la boa ondametrica gestita dal servizio mareografico dell’Ispra ha misurato onde alte più di 10 metri con un picco massimo di 11,81 metri, un’onda da record (mai, infatti, le boe del servizio mareografico dell’Ispra che da oltre 30 anni monitorano i mari italiani, avevano registrato qualcosa di simile). L’elemento più importante di questo record, è che il precedente – letteralmente “frantumato” – era di pochissimo tempo fa! Infatti era di 10,5 metri e risaliva proprio a pochi giorni fa in Sardegna, a Capo Caccia l’11 novembre 2013, durante la “Tempesta di San Martino”.
Massimiliano Pasqui 01Intervistato da MeteoWeb, l’esperto ricercatore del Cnr-Ibimet Massimiliano Pasqui (nella foto affianco), si sofferma proprio su quest’aspetto “che mi colpisce particolarmente“: “non stiamo analizzando, infatti, un evento isolato – spiega Pasquima queste giornate terribili fanno parte di un periodo iniziato due mesi fa, caratterizzato dalla costante presenza di attività ciclonica nel Mediterraneo centrale, dove sono arrivate tutte le più importanti ondate di maltempo che hanno attraversato i settori più occidentali del “Mare Nostrum”, per poi svilupparsi proprio sull’Italia. Il nostro Paese ha avuto per due lunghi mesi una notevole persistenza di questi cicloni: è stata la caratteristica sinottica dell’autunno 2013, un fatto che è molto interessante e che sicuramente meriterà un approfondimento in futuro. Di solito, infatti, questi cicloni impiegano pochi giorni ad andare verso est, invece stavolta sono stati molto persistenti soprattutto al Sud e tra le due isole maggiori, e si sono mossi in modo molto molto lento. E’ un aspetto che mi colpisce particolarmente, lo trovo un elemento interessante su cui fare degli approfondimenti”.

E quest’anomalia a che cosa è dovuta?

Il motivo di quest’anomalia balza subito all’occhio ed è la seconda riflessione importante su questa situazione: le temperature del mare, che sono superiori alla norma di circa 2°C in tutto il Mediterraneo centrale. Ecco perchè questi cicloni che negli ultimi due mesi hanno duramente colpito l’Italia si muovono molto lentamente e persistono parecchie ore sulla stessa zona. Il mare è troppo caldo, e ogni volta che arriva una normale perturbazione diventa più intensa perchè il mare caldo ne alimenta l’energia creando questi sistemi che persistono in modo semi-stazionario nelle stesse zone. Ad esempio sabato mattina c’è stato un pericolosissimo “V-Shaped”, che su MeteoWeb avete seguito in diretta, praticamente immobile per molte ore appena a sud/est della Sicilia, tra il mar Jonio e il Canale di Sicilia. Per fortuna è rimasto lì, perchè se avesse colpito la terra ferma avrebbe potuto scaricare centinaia di millimetri di pioggia in poche ore provocando disastri”.
“Su quest’elemento, cioè il mare caldo che alimenta questi sistemi, non solo ci saranno da fare approfondimenti climatici, ma anche una riflessione di studio e ricerca nel senso che bisogna capire che dovremo sempre più fare i conti con questo tipo di fenomeni, e allora è opportuno approfondire le conoscenze su questi meccanismi per prevederli e monitorarli meglio. Forse gli strumenti ci sono già, ma varrebbe la pena di fare una riflessione per mettere tutte insieme le “buone pratiche”. Ogni autunno vediamo questo tipo di situazioni, quest’anno ancora di più ne abbiamo avute di tutti i colori dalla Toscana al centro Italia fino alle isole maggiori e al Sud
“.

Stavolta però è stata fatta prevenzione, con un’opportuna allerta meteo e vari provvedimenti (scuole chiuse, strade interdette al traffico, comunicazioni di allerta alla popolazione) che hanno sicuramente limitato la drammaticità delle conseguenze del maltempo.

Senza fare paragoni con altri episodi, perchè ogni evento ha storia a sè, sicuramente è giusto fare prevenzione, in generale sarebbe sempre opportuno chiudere le strade più pericolose come è stato fatto in alcune zone della Calabria. Ho seguito quello che è successo negli ultimi giorni, il peggioramento è stato superiore alle attese, i dati a posteriori sono davvero sorprendenti. E’ giusto quello che hanno fatto i Sindaci: li considero interventi didattici, esempi da prendere come modello, a prescindere da quello che poi accade davvero. Anche se non fosse accaduto nulla, sarebbe stato giusto prendere provvedimenti: se solo la situazione viene reputata pericolosa, questo basta per prendere provvedimenti perchè è importantissimo tutelare l’incolumità della popolazione. A prescindere, quindi, se poi si verifica o no un evento particolarmente estremo (è facile parlare con il senno di poi), basta il potenziale rischio per attivare le procedure di emergenza e mi auguro che queste azioni ci siano sempre, e non solo adesso che siamo sensibilizzati dal disastro verificatosi in Sardegna poco tempo fa. Dobbiamo ricordarcene anche in futuro. Chi gestisce e amministra il territorio deve sempre informare i cittadini, è molto importante, sono azioni che aiutano sempre“.