Supervulcano di Yellowstone: per nuovo studio è due volte più grande di quanto ipotizzato

La roccia fusa incandescente al di sotto del Parco Nazionale di Yellowstone, secondo un nuovo studio, sarebbe due volte più grande di quanto precedentemente stimato: ciò significa che il supervulcano potrebbe eruttare con una forza 2.000 volte superiore al Monte Sant’Elena (stratovulcano attivo nello stato di Washington).

Misurando le onde sismiche delle scosse telluriche, gli scienziati sono riusciti a mappare la camera magmatica al di sotto della caldera di Yellowstone fino a 88,5 km, secondo quanto dichiarato dal principale autore dello studio, Jamie Farrell della University of Utah. La camera ha un’ampiezza di 29 km e la sua profondità va dai 5 ai 14 km. Ciò significa che esiste abbastanza materiale al di sotto della superficie per giustificare le tre eruzioni del supervulcano negli ultimi 2.1 milioni di anni, continua Farrell. L’esplosione più intensa (la prima) è stata 2.000 volte superiore a quella del Monte Sant’Elena nel 1980. Un evento simile immetterebbe nell’atmosfera immense quantità di materiale vulcanico, tali da circondare il pianeta: “Sarebbe un evento globale,” sostiene lo scienziato. “Vi sarebbe un’immensa devastazione e un enorme impatto su tutto il globo.” L’ultima eruzione si è verificata 640.000 anni fa, secondo il U.S. Geological Survey. Per molti anni ci si è chiesto se la caldera possa eruttare da un momento all’altro: secondo Farrell non sussisterebbero dati sufficienti per prevedere con precisione la prossima eruzione: “Crediamo si possa verificare un’altra eruzione, solo non sappiamo quando.”