Tartaruga Caretta caretta, la Calabria in prima fila per la tutela

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CarettacarettaLa Calabria ionica rappresenta la piu’ importante area di nidificazione della tartaruga marina Caretta caretta in Italia, specie minacciata e tra le piu’ ”carismatiche” della fauna nazionale. Il settore costiero principalmente interessato al fenomeno si estende lungo i circa 40 km tra Capo dell’Armi e Capo Bruzzano, coincidenti in buona parte con la ”Costa dei gelsomini” e ricadenti in 11 comuni, da Melito di Porto Salvo a Bianco, in provincia di Reggio Calabria. Ogni anno, in quest’area, si localizzano una ventina di nidi, corrispondenti al 50-70% di tutti i nidi in Italia, deposti da una residua popolazione nidificante, geneticamente differenziabile da tutte le altre popolazioni mediterranee. Per tutelare questa popolazione e gli habitat costieri in cui si riproduce, la Calabria ha ottenuto per la prima volta un finanziamento europeo nell’ambito del programma Life+: il progetto Life Caretta Calabria. Il progetto e’ partito ufficialmente il 1 ottobre di quest’anno e il 16 dicembre si terra’ a Palizzi, comune capofila del progetto, il primo meeting operativo fra i partner, per avviare fattivamente le attivita’ che si concluderanno nel 2017. Il progetto, che ammonta a circa 2 milioni e 900mila euro, e’ stato finanziato al 58% da fondi europei e cofinanziato per la restante parte dai partner del progetto, cio’ che rappresenta un ottimo esempio di cooperazione fra autorita’ locali (come i Comuni di Palizzi e Brancaleone e la Regione Calabria), enti di ricerca pubblici e soggetti privati (l’Universita’ della Calabria e la Societa’ Chlora sas) e la sfera delle associazioni (Legambiente), coadiuvati dall’esperienza di assistenza tecnica alla gestione progettuale della Euroworks Consulting sprl. Il progetto ha l’obiettivo di attuare interventi per la conservazione della residua popolazione di Caretta: ripristino degli habitat di nidificazione in settori costieri strategici per la nidificazione (spiagge e duna); mitigazione delle minacce legate alle attivita’ antropiche (dall’inquinamento luminoso che disorienta le tartarughe appena nate provocandone la morte, alla pulizia meccanica delle spiagge che ne minaccia i nidi); riduzione della mortalita’ causata da catture accidentali nelle attivita’ di pesca ed elaborazione di un modello per la gestione delle aree di pesca; campagna di comunicazione volta alla sensibilizzazione dei cittadini e dei pescatori per un approccio rispettoso dello sfruttamento delle risorse marine. Gli effetti positivi di tali interventi non andranno solo a beneficio di Caretta e del suo habitat, ma anche della popolazione. La riqualificazione naturalistica delle spiagge, ad esempio, implica ricadute positive in termine di attrattivita’ turistica del settore costiero, anche per il grande valore d’immagine (un ”brand” si direbbe oggi) che comporta la presenza della tartaruga marina. La fama nazionale di quest’area, come sito di nidificazione nazionale di Caretta, e’ peraltro cresciuta, a livello nazionale e internazionale, nell’ultimo decennio proprio in conseguenza dei risultati del progetto di ricerca dedicato alla specie (Progetto TartaCare Calabria) promosso e coordinato dall’Universita’ della Calabria. L’attuazione di questo progetto potrebbe quindi segnare un modello innovativo, a livello regionale, per le politiche di conservazione e la gestione delle risorse naturali, conciliando le esigenze di tutela delle specie e degli habitat con approcci rispettosi di fruizione delle risorse, forieri anche di benefici economici per le comunita’ locali.