Terremoto del 1908 nello Stretto di Messina: la scheda con gli effetti macrosismici come sarebbe oggi…

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srl_80-2_hs_fig10Grazie al sempre pregevole lavoro di Giovanni Falcicchia, oggi, nel 105° anniversario del devastante terremoto dello Stretto di Messina, proponiamo in esclusiva assoluta  la scheda con gli effetti macrosismici di quel devastante terremoto… come sarebbe oggi! E’ considerato uno degli eventi più catastrofici del XX secolo. Si verificò alle ore 5:20 del 28 dicembre 1908 e in 37 “lunghissimi” secondi rase al suolo le città di Messina e Reggio Calabria provocando oltre 100.000 morti. La magnitudo stimata è di 7,2 gradi (XI-XII Mercalli) e fuuno dei più potenti sismi della storia italiana. Ne seguì un altrettanto devastante maremoto con onde alte fino a 15 metri nelle zone joniche dello Stretto.

Copia  di srl_80-2_hs_fig1 (1)Terremoto con epicentro nel Distretto Sismico: Stretto di Messina.

Data  28/12/1908                                          UTC  04:20:27

Latitudine  38.15°                                          Longitudine  15.68°

Magnitudo  7.2                                              Profondità  6 Km

La presente scheda elenca gli effetti macrosismici stimati secondo un modello che utilizza i dati qui esposti. Gli effetti macrosismici rilevati, in una qualsiasi località, possono variare di uno o due livelli, in più o in meno, a seconda della conformazione geologica del territorio o di peculiari caratteristiche costruttive delle abitazioni. Escluso indicazioni diverse, la percettibilità del sisma è intesa in orario diurno. L’accelerazione di picco al suolo: PGA è espressa in cm/s².

N. B. La numerazione e la terminologia utilizzate non equivalgono a quelle riportate in altre scale sismiche.

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srl_80-2_hs_fig3Città e territori a una distanza compresa tra 299 Km e 181 Km dall’epicentro:

Palermo, Taranto, Salerno, Marsala, Trapani, Potenza, Castellammare DS, Matera, Agrigento

9    –     Scossa moderata                    20 < PGA < 40                        ( IV MCS )

All’interno delle abitazioni, moltissima gente avverte la scossa. La vibrazione sismica è piuttosto intensa e sveglia diverse persone. I lampadari compiono ampie oscillazioni. Il tremolio di finestre e suppellettili risuona con insistenza nelle case; alcuni oggetti vengono spostati. La gente è intimorita; in molti escono dagli edifici. All’aperto, un numero considerevole di persone percepisce distintamente il movimento tellurico e il chiaro rombo che lo precede. Le costruzioni non subiscono danni evidenti. Dalle città giungono innumerevoli segnalazioni del terremoto.

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srl_80-2_hs_fig2Città e territori a una distanza compresa tra 181 Km e 110 Km dall’epicentro:

Siracusa, Catanzaro, Gela, Ragusa, Cosenza, Vittoria, Crotone, Caltanissetta, Modica, Corigliano C

10    –   Scossa considerevole                         40 < PGA < 80                        ( V MCS )

All’interno degli edifici, quasi tutti avvertono il terremoto e, talvolta, anche il notevole rombo che lo precede; in molti percepiscono la scossa all’aperto. La sollecitazione sismica è di ragguardevole intensità e sveglia numerose persone. Vasellame e suppellettili vibrano sonoramente. Alcuni oggetti poco stabili e sviluppati in altezza, come bottiglie e candelabri, cadono. I lampadari compiono oscillazioni molto ampie. Le porte e le finestre si aprono e si chiudono. La scossa mette spavento e la gente si riversa per strada. Le case e i monumenti, più deboli e maltenuti, subiscono lievi danni superficiali: sottili crepe nell’intonaco, vetri lesionati, caduta di calcinacci. Numerose le segnalazioni del sisma provenienti dal territorio.

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srl_80-2_hs_fig7Città e territori a una distanza compresa tra 110 Km e 66 Km dall’epicentro:

Catania, Lamezia T, Acireale, Paternò, Misterbianco, Adrano, Aci C, Mascalucia, Giarre, Gravina C

11    –   Scossa forte                            80 < PGA < 150                      ( VI MCS )

La sollecitazione sismica è particolarmente intensa e solo pochissime persone, all’interno di veicoli in movimento, non la avvertono. L’evento è preceduto da un sinistro rombo udito, non di rado, anche nel chiuso delle abitazioni; chi dorme è svegliato. Gli arredi e le suppellettili vibrano rumorosamente; gli oggetti più instabili cadono dai ripiani. Le porte e le finestre si aprono e si chiudono sbattendo sugli infissi. I lampadari oscillano paurosamente. La gente subisce un forte spavento e corre verso l’esterno degli edifici. Nella concitazione qualcuno potrebbe ferirsi o essere colto da malore. Le costruzioni più deboli e fatiscenti subiscono danni rilevanti: crepe nei muri; finestre rotte; parziale caduta di comignoli e cornicioni. Le abitazioni ordinarie non subiscono danni evidenti. Tramite Internet è trasmesso un numero considerevole di segnalazioni.

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srl_80-2_hs_fig4Città e territori a una distanza compresa tra 66 Km e 40 Km dall’epicentro:

Barcellona PG, Vibo V, Siderno, Rosarno, Mascali, Patti, Locri, Polistena, Taormina, Fiumefreddo S

12     – Scossa dannosa                      150 < PGA < 300                    ( VII MCS )

Tutti percepiscono il terremoto. L’evento è preceduto da un rombo di estesa e intensa sonorità, avvertito spesso, anche all’interno degli edifici. Lo scuotimento sismico è molto forte; gli arredi sono spostati. In casa è un frastuono di suppellettili che cadono per terra, di vetri e specchi che vanno in frantumi. La gente, in preda al panico, corre precipitosamente verso l’esterno delle abitazioni. Si conta qualche vittima isolata e alcuni feriti. Le case e i monumenti più logori e vetusti subiscono gravi danni strutturali; ampie crepe nei muri; porte e finestre divelte; caduta di cornicioni, tegole e comignoli. Gli edifici ordinari subiscono solo danni superficiali e sono ancora agibili. Nel terreno si apre qualche fessurazione; alcune strade secondarie sono impraticabili. Pur nelle difficoltà del momento, dal territorio giunge un discreto numero di segnalazioni.

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srl_80-2_hs_fig1 (1)Città e territori a una distanza compresa tra 40 Km e 24 Km dall’epicentro:

Milazzo, Gioia T, Taurianova, Melito PS, Cittanova, S Teresa R, Rizziconi, Torregrotta, S Filippo M

13    –   Scossa rovinosa                      300 < PGA < 600                     ( VIII MCS )

Lo scuotimento sismico è fortissimo; esso è preceduto da un boato avvertito chiaramente da tutti. Le suppellettili e parte degli arredi sono rovesciate fragorosamente sul pavimento. Le persone, pur avendo difficoltà nei movimenti, cercano disperatamente di uscire all’aperto; si creano situazioni di panico collettivo. Si registrano alcune vittime e diversi feriti. La guida degli autoveicoli è difficoltosa. Le case fatiscenti e i monumenti più instabili collassano parzialmente; le statue cadono dai piedistalli. Antichi paesi e centri storici sono semidistrutti. Le costruzioni ordinarie subiscono danni rilevanti e non sono agibili. Gli edifici costruiti con criteri antisismici non riportano danni evidenti. Nel terreno si aprono larghe crepe; dai pendii scoscesi cadono massi e pietre. Alcune vie di comunicazione sono interrotte. La rete idrica subisce qualche danneggiamento. Sulla costa si genera un maremoto di lieve entità. A causa della grave situazione, sono poche le segnalazioni del sisma trasmesse via Internet.

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Tsunami1908Città e territori a una distanza compresa tra 24 Km e 14 Km dall’epicentro:

Palmi, Bagnara C, Villafranca T, Rometta, MS Giovanni, S Eufemia, Saponara, Delianuova, Seminara

14   –    Scossa distruttiva                   600 < PGA < 1200                  ( IX MCS )

Un grande boato precede il terremoto. La scossa è violenta. Le persone sono sconvolte e disorientate; hanno difficoltà a reggersi in piedi e alcune non riescono a uscire dalle abitazioni. Si contano diverse vittime e molti feriti. Gli oggetti sono sollevati dalla base di appoggio; gli arredi sono rovesciati per terra. Le case fatiscenti e i monumenti più deboli crollano rovinosamente; antichi paesi e centri storici sono distrutti. Le costruzioni ordinarie subiscono gravi danni strutturali e sono pericolanti. Gli edifici costruiti con criteri antisismici riportano solo danni superficiali. Le condutture d’acqua, gas e scarichi subiscono diversi danneggiamenti e rotture. Nel suolo si aprono crepacci dai quali, nelle aree alluvionali, fuoriescono sabbia e fango; si generano frane e smottamenti di terreno. Diverse vie di comunicazione sono interrotte; le rotaie sono leggermente incurvate. I ponti sono gravemente danneggiati. Sulla costa si genera un maremoto di entità moderata. Nella regione la situazione è gravissima; pochissime le segnalazioni da lì trasmesse.

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ImmagineCittà e territori a una distanza compresa tra 14 Km e 7 Km dall’epicentro:

Messina, Reggio C, S Stefano in Aspromonte, Leganadi, Sant’Alessio in Aspromonte

15    –   Scossa disastrosa                   1200 < PGA < 2500                ( X MCS )

Un fragoroso boato precede il terremoto. La scossa è particolarmente violenta; gli oggetti sono sospinti verso l’alto. Le persone sono terrorizzate; impedite nei movimenti, molte non riescono a uscire dalle loro abitazioni. Si registrano numerose vittime e moltissimi feriti. Le costruzioni ordinarie collassano parzialmente ma anche quelle antisismiche subiscono danni rilevanti. I moderni agglomerati urbani sono semidistrutti; antichi paesi e centri storici sono rasi al suolo. Le tubature interrate subiscono troncamenti e rotture in numerosi punti della rete. Le dighe sono danneggiate. Le rotaie sono visibilmente incurvate; molte vie di comunicazione sono interrotte. I ponti sono distrutti. Nel suolo si aprono ampie voragini e crepacci; dai pendii si staccano grandi frane. Nelle aree alluvionali il terreno si liquefa. Un maremoto, di considerevole entità, colpisce la costa aggravando ulteriormente la situazione. Tramite Internet giunge solo qualche isolata segnalazione del sisma.

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738px-Mappa_terremoto_1908Città e territori a una distanza inferiore a 7 Km dall’epicentro:

Villa San Giovanni, Scilla, Campo Calabro, San Roberto, Fiumara, Calanna

16    –   Scossa devastante                  2500 < PGA < 5000                ( XI MCS )

Il terremoto è violentissimo; esso è preceduto da una grande deflagrazione. Gli oggetti sono proiettati verso l’alto. La gente, pervasa dal terrore, è nell’incapacità di muoversi e prendere qualsiasi decisione. Si contano moltissime vittime; solo poche persone rimangono illese. Le costruzioni ordinarie crollano rovinosamente; quelle antisismiche subiscono gravi danni strutturali. Interi agglomerati urbani sono distrutti. Antichi paesi e centri storici sono completamente rasi al suolo. Le reti di servizi e le infrastrutture sono in gran parte distrutte. Le dighe sono gravemente danneggiate. Le ferrovie e le strade sono quasi tutte impraticabili; le rotaie sono fortemente incurvate. Nel suolo si aprono profonde voragini e crepacci; si generano enormi frane; il terreno si liquefa su vaste aree. Un maremoto rovinoso arreca ulteriore distruzione alle zone costiere. Tranne rare eccezioni, dal territorio non pervengono segnalazioni del sisma.

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