Terremoto di domenica nel Matese, magnitudo rivista a 5.0: tutti i dettagli e la nuova scheda con gli effetti macrosismici

MeteoWeb

1480600_10202696370791219_1156539665_nContinua a tremare la terra nell’Italia centro/meridionale, dopo la forte scossa di domenica pomeriggio nel Matese: in meno di 48 ore sono già oltre 150 le scosse sismiche che hanno interessato la zona. Gli epicentri degli aftershock (repliche) localizzati finora, spiega l’INGV, delineano una struttura allungata in direzione nordovest-sudest estesa per circa 10 km. L’epicentro della scossa principale risulta al centro della distribuzione delle repliche (fig. sopra), come se la faglia si fosse propagata in entrambe le direzioni (verso nordovest e verso sudest) a partire da esso. Sebbene queste localizzazioni siano preliminari e potrebbero cambiare nelle analisi attualmente in corso, questo allineamento NO-SE potrebbe rappresentare la traccia della faglia all’origine del terremoto.

intensityL’evento principale

Le forme d’onda (sismogrammi) del terremoto principale della sequenza (29/12 alle 17:08 UTC, ML 4.9) sono state riviste per determinare il meccanismo focale del terremoto, ossia capire qual è la faglia sismogenetica e quale il suo movimento. La procedura automatica che viene usata per il calcolo utilizza le forme d’onda delle stazioni della RSN e viene pubblicata automaticamente sul sito INGV. In pratica si cerca la soluzione dei piani di faglia che meglio riproduce i dati (sismogrammi) osservati. La direzione calcolata per i due piani “nodali” così calcolati (dei quali non è ancora possibile stabilire quale sia quello reale della faglia) si accorda bene con l’allineamento delle repliche descritto sopra, rafforzando l’ipotesi della faglia a direzione appenninica. Successivamente i sismologi rivedono la soluzione e ricalcolano il meccanismo e la magnitudo (la cosiddetta magnitudo momento, Mw, che rappresenta una stima migliore della grandezza del terremoto, soprattutto per forti terremoti). Nel caso del terremoto principale del 29/12, l’analisi ha determinato una leggera revisione della Mw: da 4.9 a 5.0. La soluzione è molto buona perché calcolata con molti dati della RSN, come mostrato nella mappa sotto. La discrepanza è molto piccola e rientra ampiamente nell’incertezza associata alla misura della magnitudo, dell’ordine di +/- 0.2-0.3. La profondità ipocentrale per l’evento principale e per molte delle repliche risulta intorno ai 10-20km. Considerando che questi valori andranno verificati con analisi più sofisticate, essi rientrano tra i valori tipici di queste regioni.

faglie-replicheFaglie e terremoti

La conoscenza delle faglie nella regione del Sannio-Matese è  meno accurata e definita rispetto ad altre aree italiane sismicamente importanti, come ad esempio quelle del vicino Abruzzo. A parte poche zone caratterizzate da rocce calcaree, la morfologia prodotta dall’azione delle faglie viene velocemente nascosta dall’erosione a cui sono sottoposte le rocce più terrigene che occupano gran parte del Sannio. Esistono, a nord e a nord-ovest dell’area interessata dalla sequenza sismica di questi giorni, due faglie ben note e alle quali sono stati associati alcuni dei più forti terremoti della storia di queste zone (linee rosse nella figura sotto). La più a nord, la faglia di Bojano, borda la parte occidentale dell’omonimo bacino ed è stata associata a due grandi terremoti, quello del 1805 e del terribile terremoto del 1456, almeno a uno dei possibili tre segmenti che lo hanno prodotto.

terremotoSi tratta di una faglia che immerge verso NE e quindi non sembra essere in relazione con la sismicità della sequenza sismica in atto (pallini gialli in figura). La faglia a Nord-Ovest, vicino a Venafro, si chiama Acquae Iuliae, così chiamata dagli autori (Galli e Naso, 2008) in quanto attraversa un importante acquedotto romano.  Gli autori ritengono che questa faglia sia stata responsabile di uno dei terremoti che hanno prodotto estesi danni anche a Roma, quello del settembre del 1349. La faglia di Acquae Iuliae immerge verso sud-ovest e anch’essa non sembra essere in continuità con la sismicità che si sta osservando oggi. Purtroppo, la faglia responsabile di un altro grande terremoto italiano, quella associata al terremoto del 1688, che produsse estesi e ingenti danni nell’area immediatamente a sud della sequenza in atto, non è conosciuta. In figura sono riportati i paesi che hanno avuto i massimi danneggiamenti nel 1688 (in viola il X e in nero l’XI grado della scala delle intensità MCS). A questa struttura potrebbe appartenere anche uno dei tre segmenti del citato 1456, in particolare quello più a sud. L’associazione, quindi, della sismicità in atto con una faglia nota rimane al momento problematico e irrisolto. Sono in corso analisi dei dati sismologici per discriminare la geometria e la cinematica della faglia attivatasi con l’evento del 29/12. Lo studio di questi terremoti è molto importante per definire sempre meglio le caratteristiche sismotettoniche del nostro paese e raffinare le stime di pericolosità sismica.

mcsI risentimenti 

Sul sito “haisentitoilterremoto” viene riportata la stima del campo macrosismico dei terremoti che vengono avvertiti in Italia. Per il terremoto del 29/12 ecco la mappa dei risentimenti come ricavata dai questionari compilati on-line dai cittadini (che ringraziamo sempre). Si tratta di oltre 3300 questionari che aiutano a delineare la zona più colpita (con valori stimati del V e VI grado MCS). Si nota anche un risentimento, di basso grado, molto esteso anche nelle regioni adiacenti quelle epicentrali (Campania e Molise). Questi dati sono in buon accordo con quanto calcolato tramite lo scenario dello scuotimento atteso che determiniamo con i dati della RSN e della Rete Accelerometrica Nazionale (del DPC), la cosiddetta “shake-map“.

pgvLa nuova scheda con gli effetti macrosismici, realizzata per MeteoWeb da Giovanni Falcicchia

Terremoto con epicentro nel Distretto Sismico: Monti del Matese

Data  29/12/2013                                          UTC  17:08:43

Latitudine  41.4°                                            Longitudine  14.5°

Magnitudo  5.0                                              Profondità  10.5 Km

La presente scheda elenca gli effetti macrosismici stimati secondo un modello che utilizza i dati qui esposti. Gli effetti macrosismici rilevati, in una qualsiasi località, possono variare di uno o due livelli, in più o in meno, a seconda della conformazione geologica del territorio o di peculiari caratteristiche costruttive delle abitazioni. Escluso indicazioni diverse, la percettibilità del sisma è intesa in orario diurno. L’accelerazione di picco al suolo: PGA è espressa in cm/s².

N. B. La numerazione e la terminologia utilizzate non equivalgono a quelle riportate in altre scale sismiche.

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Territori a una distanza superiore a 1808 Km dall’epicentro.

0     –    Scossa immisurabile              PGA < 0.08

Le onde sismiche sono integrate nel rumore di fondo. Il territorio è da ritenersi, a tutti gli effetti pratici e scientifici, non interessato dal terremoto.

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Città e territori a una distanza compresa tra 1808 Km e 1097 Km dall’epicentro:

Parigi, Madrid, Londra, Berlino, Algeri, Istanbul, Varsavia, Amsterdam, Copenaghen, Kiev, Minsk

1     –    Scossa strumentale                0.08 < PGA < 0.15                  ( I MCS )

L’evento sismico è del tutto inconsistente; esso è registrato dalle stazioni sismiche dotate di strumentazione avanzata. Dalla regione non giunge alcuna segnalazione del terremoto.

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Città e territori a una distanza compresa tra 1097 Km e 665 Km dall’epicentro:

Torino, Aosta, Ginevra, Atene, Tripoli, Vienna, Marsiglia, Barcellona, Monaco B, Praga, Bratislava

2     –    Scossa impercettibile             0.15 < PGA < 0.30                  ( I MCS )

L’intensità dell’evento è trascurabile; esso è rilevato dalle stazioni sismiche presenti nella regione. Generalmente, anche nelle più favorevoli condizioni, la scossa non è avvertita dalla popolazione. Tranne rare eccezioni, dal territorio non pervengono segnalazioni del sisma.

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Città e territori a una distanza compresa tra 665 Km e 403 Km dall’epicentro:

Milano, Genova, Bologna, Venezia, Trieste, Cagliari, Bolzano, Sassari, Verona, Catania, Tirana

3    –     Scossa irrilevante                   0.3 < PGA < 0.6                      ( I MCS )

Anche in circostanze particolarmente favorevoli, agli ultimi piani degli edifici più alti, quasi nessuno percepisce le minime oscillazioni causate dal sisma. All’aperto, nessuno avverte il terremoto, né il rombo da esso generato. Dalle zone densamente abitate, giungono sporadiche e isolate segnalazioni.

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Città e territori a una distanza compresa tra 403 Km e 244 Km dall’epicentro:

Firenze, Palermo, Reggio C, Perugia, Ancona, Arezzo, Rimini, Taranto, Cosenza, Catanzaro, Lecce

4    –     Scossa flebile                          0.6 < PGA < 1.2                      ( I – II MCS )

Ai piani superiori degli edifici e in condizioni di perfetta quiete, un esiguo numero di persone percepisce un’oscillazione lievissima; tale da non destare alcuna preoccupazione. Tranne rare eccezioni, all’aperto, nessuno avverte la scossa. Generalmente, nella regione, il rombo sismico non è udibile. Pochissime le segnalazioni del terremoto trasmesse via Internet.

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Città e territori a una distanza compresa tra 244 Km e 148 Km dall’epicentro:

Roma, Bari, Terni, Andria, Barletta, Guidonia M, Aprilia, Altamura, Fiumicino, Viterbo, Matera

5    –     Scossa tenue                          1.2 < PGA < 2.5                      ( II MCS )

Poche persone in condizioni di quiete, ai piani superiori e intermedi degli edifici, avvertono un leggerissimo tremore. I lampadari sono smossi dalla loro posizione di equilibrio. Tali effetti generano solo un po’ di apprensione in chi li percepisce. All’aperto, quasi nessuno avverte il sisma. Dal territorio giungono poche segnalazioni; in qualche caso isolato, esse riferiscono di un’indistinta, greve sonorità che precede il terremoto.

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Città e territori a una distanza compresa tra 148 Km e 89 Km dall’epicentro:

Foggia, Pescara, Latina, L’Aquila, Potenza, Cerignola, Manfredonia, Chieti, Velletri, Battipaglia

6    –     Scossa lieve                            2.5 < PGA < 5.0                      ( II – III MCS )

Un discreto numero di persone, all’interno delle abitazioni e in condizioni di quiete, avverte un tremore di modesta entità. I lampadari compiono oscillazioni di ampiezza minima; si ode un sommesso tintinnio di vetri e ceramiche. Tali effetti mettono in apprensione chi li percepisce. All’esterno, pochissime persone avvertono la scossa; qualcuno, con un po’ di anticipo, sente un cupo rumore a bassa frequenza. Dal territorio giunge un discreto numero di segnalazioni.

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Città e territori a una distanza compresa tra 89 Km e 54 Km dall’epicentro:

Napoli, Salerno, TD Greco, Pozzuoli, Castellammare DS, Marano DN, Avellino, S Severo, Ercolano

7    –     Scossa leggera                       5 < PGA < 10                          ( III MCS )

All’interno degli edifici, diverse persone avvertono una debole vibrazione. I lampadari compiono oscillazioni di piccola ampiezza; si sente lo scampanellio di cristalleria e vasellame. Qualcuno, preoccupato da tali effetti, per sicurezza, esce all’aperto. All’esterno delle abitazioni, solo in pochi percepiscono il terremoto; alcuni, con un certo anticipo, sentono un rumore simile a un tuono lontano. Tramite Internet è trasmesso un numero considerevole di segnalazioni.

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Città e territori a una distanza compresa tra 54 Km e 31 Km dall’epicentro:

Giugliano IC, Casoria, Caserta, Afragola, Benevento, Acerra, Aversa, Casalnuovo DN, Marcianise

8    –     Scossa  contenuta                   10 < PGA < 20                        ( III – IV MCS )

Molte persone, all’interno degli edifici, avvertono una vibrazione sismica d’intensità limitata ma tangibile. I lampadari oscillano visibilmente; si sentono vari scricchiolii e tremiti di finestre e vasellame. Qualcuno, mentre dorme, è svegliato. Diversa gente, messa in allarme da tali effetti, preferisce uscire dalle abitazioni. All’aperto, la scossa è percepita da un discreto numero di persone. Costoro sentono, abbastanza chiaramente, il rombo che precede il terremoto. Numerose le segnalazioni del sisma provenienti dal territorio.

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Città e territori a una distanza compresa tra 31 Km e 17 Km dall’epicentro:

Campobasso, Isernia, S Agata DG, Telese T, Vitulazio, Vairano P, Pignataro M, Calvi R, Bellona

9    –     Scossa moderata                    20 < PGA < 40                        ( IV MCS )

All’interno delle abitazioni, moltissima gente avverte la scossa. La vibrazione sismica è piuttosto intensa e sveglia diverse persone. I lampadari compiono ampie oscillazioni. Il tremolio di finestre e suppellettili risuona con insistenza nelle case; alcuni oggetti vengono spostati. La gente è intimorita; in molti escono dagli edifici. All’aperto, un numero considerevole di persone percepisce distintamente il movimento tellurico e il chiaro rombo che lo precede. Le costruzioni non subiscono danni evidenti. Dalle città giungono innumerevoli segnalazioni del terremoto.

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Città e territori a una distanza compresa tra 17 Km e 6 Km dall’epicentro:

Piedimonte M, Bojano, Alife, Alvignano, Cerreto S, S Salvatore T, Faicchio, Gioia S, S Lorenzello

10    –   Scossa considerevole                         40 < PGA < 80                        ( V MCS )

All’interno degli edifici, quasi tutti avvertono il terremoto e, talvolta, anche il notevole rombo che lo precede; in molti percepiscono la scossa all’aperto. La sollecitazione sismica è di ragguardevole intensità e sveglia numerose persone. Vasellame e suppellettili vibrano sonoramente. Alcuni oggetti poco stabili e sviluppati in altezza, come bottiglie e candelabri, cadono. I lampadari compiono oscillazioni molto ampie. Le porte e le finestre si aprono e si chiudono. La scossa mette spavento e la gente si riversa per strada. Le case e i monumenti, più deboli e maltenuti, subiscono lievi danni superficiali: sottili crepe nell’intonaco, vetri lesionati, caduta di calcinacci. Numerose le segnalazioni del sisma provenienti dal territorio.

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Città e territori a una distanza inferiore a 6 Km dall’epicentro:

Cusano Mutri, San Potito Sannitico, Castello del Matese

11    –   Scossa forte                            80 < PGA < 150                      ( VI MCS )

La sollecitazione sismica è particolarmente intensa e solo pochissime persone, all’interno di veicoli in movimento, non la avvertono. L’evento è preceduto da un sinistro rombo udito, non di rado, anche nel chiuso delle abitazioni; chi dorme è svegliato. Gli arredi e le suppellettili vibrano rumorosamente; gli oggetti più instabili cadono dai ripiani. Le porte e le finestre si aprono e si chiudono sbattendo sugli infissi. I lampadari oscillano paurosamente. La gente subisce un forte spavento e corre verso l’esterno degli edifici. Nella concitazione qualcuno potrebbe ferirsi o essere colto da malore. Le costruzioni più deboli e fatiscenti subiscono danni rilevanti: crepe nei muri; finestre rotte; parziale caduta di comignoli e cornicioni. Le abitazioni ordinarie non subiscono danni evidenti. Tramite Internet è trasmesso un numero considerevole di segnalazioni.

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