Allerta mari e venti: sullo Ionio stanno per attivarsi le prime burrasche di scirocco, forti mareggiate si preparano a flagellare le coste ioniche

Come previsto, l’affondo fin sull’entroterra marocchino e algerino di masse d’aria fredde, d’estrazione sub-polare marittima, discendenti lungo il bordo più occidentale di una estesa saccatura oceanica che sta sprofondando col proprio perno fino al cuore dell’entroterra desertico algerino, ha già realizzato una particolare circolazione a gomito, sottovento alla catena montuosa dell’Atlante algerino. Parte del flusso freddo, d’estrazione sub-polare marittima, penetrando da NO fino sull’entroterra desertico algerino sta agevolando, più ad est, la conseguente attivazione di un flusso dai quadranti meridionali, di aria molto mite, di matrice sub-tropicale continentale, che dall’entroterra desertico libico convoglierà masse d’aria tiepide sul bordo orientale della saccatura avanzante sul bacino centrale del mar Mediterraneo. Questo flusso mite sub-tropicale continentale, oltre a spingere masse d’aria molto tiepide dall’entroterra desertico del Fezzan, della Tripolitania e della Cirenaica, verso la Sicilia e i mari che circondano l’Italia, determinerà un aumento dei valori di geopotenziale su tutto il bacino orientale del Mediterraneo, grazie al supporto di masse d’aria piuttosto calde anche nella media troposfera che risaliranno in direzione della penisola italiana e dei vicini Balcani.

L’aumento del geopotenziale in quota, piuttosto marcato fra Grecia, Egeo e Turchia, dato il continuo afflusso di aria calda sub-tropicale continentale anche in quota, realizzerà le condizioni ideali per la formazione di un promontorio anticiclonico sempre più robusto sul bacino orientale del Mediterraneo che si ergerà fin in direzione dei Carpazi e della Polonia meridionale con la sua “cresta”. Questo promontorio anticiclonico interciclonico, in formazione in queste ore sopra il settore orientale del Mediterraneo, nel corso della tarda serata/notte, ergendosi verso nord, proverà a legarsi con l’anticiclone che da diversi giorni regna sul mar Baltico, con asse esteso tra la Scandinavia e la Russia europea. Tale processo darà l’incipit per la formazione di una vasta configurazione di blocco sull’Europa orientale che riuscirà a bloccare il flusso perturbato principale che entra dall’Atlantico. Nella mattinata di domani l’azione combinata del “getto polare”, in entrata dall’Atlantico orientale, e del suddetto promontorio anticiclonico di blocco, che si verrà ad alzare come un muro, con massimi di geopotenziali distribuiti tra il Mediterraneo orientale, la Turchia, il mar Nero, l’Ucraina e la Russia europea, agevoleranno lo “Stretching” della saccatura oceanica, mandandola velocemente in “CUT-OFF”, in isolamento attorno la Tunisia settentrionale, con un minimo barico al suolo che dovrebbe scendere poco sotto i 1000 hpa.

L’isolamento di questo “CUT-OFF” a ridosso della Tunisia settentrionale, con un minimo barico poco sotto i 1000 hpa, che si posizionerà ad ovest della Sicilia, determinerà l’attivazione di un intenso flusso sciroccale che dalle coste libiche risalirà lo Ionio, con forti venti da SE, che presenteranno una moderata componente “baroclina” su tutta l’area ionica, producendo su questa una marcata destabilizzazione, con la formazione di ammassi nuvolosi che assumeranno carattere cumuliforme lungo il margine del settore pre-frontale, apportando piogge, rovesci e probabili fenomeni temporaleschi che a fine giornata si porteranno verso le coste ioniche di Sicilia e Calabria, mentre piogge sparse risaliranno in direzione della Basilicata e della Puglia meridionale. La figura ciclonica che si isolerà, con un minimo al suolo sotto i 1000 hpa, sul nord della Tunisia si contrapporrà al suddetto promontorio anticiclonico di blocco, presente sull’Europa orientale, con massimi che toccheranno punte di oltre i 1049-1050 hpa nel sud-ovest della Russia europea, Ciò determinerà un notevole infittimento delle isobare sullo Ionio che dalla mattinata di domani agevolerà l’attivazione di intensi venti di scirocco che dalle coste della Cirenaica e del golfo della Sirte risaliranno in direzione del mar Libico e dello Ionio, acquistando ulteriore intensità nel tratto di mare ad est della Sicilia, con una componente prevalentemente sud-orientale in mare aperto. Questi venti, nel corso della mattinata di venerdì, causa l’inasprimento del “gradiente barico orizzontale” fra la Sicilia e le coste greche, all’altezza dello Ionio centrale spireranno a carattere di burrasca, forza 7-8 Beaufort, su un ampio tratto di mare, che dal golfo della Sirte si estende fino alle coste della Sicilia orientale e della Calabria ionica, sollevando un ingente moto ondoso, con marosi alti anche più di 4.0-5.0 metri in mare aperto. Il fitto  “gradiente barico orizzontale”renderà le burrasche particolarmente intense, ma in mare aperto e a ridosso delle coste ioniche di Calabria e Sicilia.

Il “Fetch” piuttosto ampio, come capita sovente nei flussi sciroccali, esteso dal golfo della Sirte fino alle coste della Calabria ionica e al golfo di Taranto, creerà le condizioni ideali per la formazione di un moto ondoso piuttosto imponente, con onde alte, ma di forma piuttosto allungata, che risaliranno velocemente l’intero Ionio, dirigendosi verso le esposte coste della Sicilia orientale e Calabria ionica, non incontrando alcun tipo di ostacolo durante il loro cammino. Nel corso della tarda serata/notte, fra venerdì 31 e sabato 1 Febbraio, queste ondate, sollevate dai forti venti di burrasca da SE, in azione in mare aperto, si muoveranno in direzione dei litorali ionici di Sicilia e Calabria, sospingendosi su questi in ondate rifratte da E-SE che raggiungeranno la fascia costiera, con “Run-Up” alti anche più di 4.0-5.0 metri, specie fra il messinese e il reggino ionico, ed il catanzarese e buona parte del crotonese. Su questi tratti di costa le ondate arriveranno ben formate e con i massimi “Run-Up”, data l’estensione del “Fetch” e la vicinanza delle burrasche alla costa. Si tratta, per l’appunto, di onde ben formate e molto insidiose, poiché rompendosi su tratti di costa già seriamente vulnerati dall’erosione, rischiano di causare danni anche ingenti ad abitazione, proprietà e attività commerciali. Una parte di queste ondate risaliranno l’alto Ionio, entrando sul golfo di Taranto attraverso imponenti onde di “mare vivo” da SE, alte più di 3.0-4.0 metri, ma con “Run-Up” superiori ai 5.0-6.0 metri a largo della Calabria ionica, che si dirigeranno sulla costa ionica di Basilicata e Puglia, innescando mareggiate di moderata intensità che nella mattinata di sabato flagelleranno soprattutto la costa tarantina, il leccese e la parte più meridionale del brindisino. Anche su questi tratti di costa sono inevitabili danni e soprattutto una netta accelerazione del fenomeno dell’erosione, con interi pezzi di spiagge mangiati dalla furia dei marosi da SE. Il moto ondoso solo dal pomeriggio di sabato comincerà a scadere, con una prolungata onda lunga da SE su tutto lo Ionio che solo dalla mattinata di domenica comincerà ad indebolirsi, scadendo in onde molto lunghe e sempre meno alte, da SE su Calabria e Sicilia ionica, e da S-SE fra coste ioniche della Basilicata e Salento.