Per la forte ondata di maltempo che ha colpito la regione, in Emilia Romagna al momento la priorità principale a cui si sta lavorando incessantemente è chiudere la breccia dell`argine del Secchia. La Regione fa sapere che precipitazioni particolarmente intense che hanno interessato l`Emilia-Romagna a partire dal 16 gennaio hanno infatti causato altezze fino a 400mm d`acqua nei bacini del Trebbia, Taro, Enza e Secchia, e fino a 300mm nei bacini del Panaro e Reno. Sono seguite ondate di piena significative, costantemente monitorate dai servizi tecnici competenti. In questo contesto, è stata segnalata nella prima mattinata di domenica una rottura dell`argine del Secchia in località San Matteo (Modena) che è progredita molto velocemente sino al crollo, raggiungendo i 50 metri di apertura e stabilizzandosi poi, con un`erosione continua, su un`apertura di 70-80 metri. I tecnici di Aipo, autorità idraulica competente, hanno spiegato come la falla del Secchia sia avvenuta in un tratto di alveo rettilineo, regolarmente sottoposto a manutenzione attraverso periodici sfalci (l`ultimo intervento è stato concluso lo scorso 3 dicembre), pulizie del corpo arginale e già interessato da verifiche post sisma senza che emergessero criticità di rilievo.
L`ipotesi di Aipo è che il cedimento sia dipeso da perforazioni causate da animali come volpi e tassi (cavità create per le tane) insieme all`eccessivo carico delle precipitazioni. Per superare l`emergenza, Aipo ha ritenuto necessario “aggredire” il varco nell`arginatura sia a valle che a monte, procedendo con il riempimento in via provvisoria dell`apertura con l`utilizzo di pietrame. L`operazione – tutt`ora in corso e resa difficoltosa dalla conformazione stessa della sommità arginale – è stata preceduta dalla sistemazione a pista adatta al passaggio dei mezzi d`opera sia a monte che a valle della frana (per un totale di circa 500 metri), al fine del raccordo con i possibili accessi. La creazione delle piste è terminata nel pomeriggio di domenica. Il lavoro è continuato con la sistemazione delle piazzole per la posa del primo pietrame. Le attività sono tutt`ora in corso. Complessivamente, il volume del materiale ritenuto necessario per concludere il lavoro è stimato in almeno 10mila metri cubi. L`obiettivo è chiudere nel più breve tempo possibile la breccia e garantire il progressivo tamponamento della falla entro le prossime 24 ore. A questo fine si sono potenziate le squadre sul campo, e si è proceduto al reperimento dei massi necessari; è al lavoro il Gruppo operativo speciale “Movimento Terra” dei Vigili del fuoco di Roma. Sono circa 600 le persone accolte nei centri predisposti sul territorio: 300 si trovano nelle strutture di Mirandola e Modena, 50 nei centri di Carpi e Medolla; 54 ospiti della casa protetta “Villa Anna” sono stati trasferiti dal 118 all`ospedale di Baggiovara e in altre strutture; un gruppo di disabili di Sorbara è stato accolto a Carpi. Ci sono poi 250 persone che hanno trovato ospitalità in albergo. A queste si aggiungono i cittadini che hanno trovato autonomamente una sistemazione. Il numero degli sfollati è destinato a crescere e nuove strutture di accoglienza saranno allestite in queste ore sul territorio. L`Agenzia regionale di Protezione civile invita chi non ha abbandonato la propria abitazione a restare all`interno, segnalando le necessità (viveri, farmaci e altri beni) al numero 059-200200: i Vigili del fuoco provvederanno alla consegna.
Alluvione in Emilia, gli sfollati sono ancora 600: tecnici al lavoro per chiudere l’argine del fiume Secchia


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