I modelli climatici globali dovrebbero tenere in conto anche l’attivita’ di minuscoli funghi nei calcoli dei cicli di carbonio, secondo un nuovo studio statunitense pubblicato su Nature. La ricerca condotta dall’Universita’ del Texas ha scoperto che i funghi microscopici che vivono nelle radici delle piante svolgono un ruolo fondamentale nella conservazione e nel rilascio del carbonio dal suolo all’atmosfera. Alcuni tipi di funghi simbiotici possono portare addirittura all’immagazzinamento del settanta per cento in piu’ di carbonio nel suolo. “I flussi naturali di carbonio tra la terra e l’atmosfera sono enormi e svolgono un ruolo cruciale nella regolazione della concentrazione di anidride carbonica nell’aria e del clima della Terra”, ha spiegato Colin Averill, autore principale dello studio. “La nostra analisi – ha aggiunto – stabilisce chiaramente che a diversi tipi di funghi che colonizzano le radici delle piante corrispondono controlli maggiori o minori sul ciclo globale del carbonio. Un impatto che non e’ stato pienamente considerato fino ad ora”. I funghi che svolgono la parte piu’ utile e dura del “lavoro” sono quelli del gruppo delle ecto-ericoidi micorrize (EEM): quando le piante si uniscono all’EEM contengono il settanta per cento di carbonio in piu’ per unita’ di azoto delle piante connesse ai micorrizici arbuscolari (AM). I funghi EEM permettono alle piante di competere con i microbi per l’azoto disponibile, riducendo cosi’ la quantita’ di decomposizione e di carbonio rilasciata nell’atmosfera.
Clima: il rilascio di carbonio dipende da funghi microscopici


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?