Continua lo sciame sismico a Gubbio, l’INGV pubblica un nuovo approfondimento

umbria_1Anche oggi nuove scosse sismiche stanno interessando l’area di Gubbio, in Umbria. Nella notte ne sono state registrate due di magnitudo compresa fra 2.0 e 2.4, mentre ieri erano state ben sette le scosse con magnitudo compresa fra 2.0 e 3.2.

Secondo quanto riportato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, dal 22 dicembre scorso le scosse nella zona sono state più di 1250 (considerando anche quelle inferiori a magnitudo 2.0), la più forte delle quali è avvenuta il 22 dicembre ed ha avuto magnitudo 4.0.

L’INGV torna a ricordare in un articolo pubblicato sul suo blog ufficiale, che purtroppo la previsione dei terremoti è ancora, in tutto il mondo, un obiettivo lungi dal poter essere raggiunto. Non possiamo sapere quindi se avverranno scosse più forti nè quando. L’unica maniera per prevenire danni è quella di conoscere la pericolosità sismica del proprio territorio (cioè la probabilità che in un dato sito avvenga un terremoto di una certa entità in un determinato intervallo di tempo) e far in modo che le abitazioni e le altre strutture antropiche resistano alle scosse più forti attese in quel sito.

La zona di Gubbio, situata sull’Appennino Umbro, è caratterizzata da alta sismicità: in quest’area nei prossimi 50 anni c’è una probabilità del 10% che si raggiungano livelli massimi di accelerazione al suolo di 0,25g. Un valore di accelerazione al suolo pari a 0,25g corrisponde a un forte terremoto, in grado di mettere a dura prova le strutture antropiche non anti-sismiche, e corrisponde a uno dei valori massimi raggiungibili in Italia (i valori più alti, di poco inferiori a 0,3g, vengono raggiunti in Calabria). Per inciso, il simbolo “g” si riferisce al valore dell’accelerazione di gravità della Terra, pari a 9,8 m/s2. Un’ accelerazione del suolo pari a 0,25g significa che il terremoto è capace di scuotere un punto del suolo con accelerazione pari a 2,45 m/s2: ciò corisponde a una forte “spinta” che viene data lateralmente alle strutture portanti di un’abitazione o di altra struttura antropica, indebolendola o provocandone il collasso.gubbio

Nella relazione dell’INGV viene ricostruita anche la sismicità storica dell’area di Gubbio, indispensabile per sapere qual’è la pericolosità dell’area. L’ultimo catalogo aggiornato rilasciato per l’Italia si chiama Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI11) ed è accessibile e consultabile a questo indirizzo: http://emidius.mi.ingv.it/CPTI11/. Nell’area dell’Appennino umbro settentrionale i terremoti più forti hanno avuto magnitudo fino a 6.4 (nel 1352 e nel 1781), mentre nel 1751 ne fu registrato uno di magnitudo 6.2. Nei pressi di Gubbio invece i terremoti più forti sono avvenuti nel 1593 e nel 1730 (Mw 5.3) e nel 1984 (Mw 5.6).

Di fronte a questi dati è evidente che pur non potendo prevedere quando avverrà un forte terremoto nell’area, così come in tante altre parti d’Italia, si può sapere la probabilità che esso avvenga, e prevenire danni rinforzando le abitazioni.