Cosa succederebbe se un asteroide di origine cometaria impattasse la Terra?

di Mattia Alvise Galiazzo – A seconda delle dimensioni e della massa, potrebbe succedere un disastro se colpisse zone abitate. L’energia dell’impatto dipende dalla densita’ dell’asteroide, dalla velocita’ e il suo angolo di impatto. Supponendo che un frammento di cometa di 160 m di diametro “medio” (ipotizzando per esempio un possibile frammento della cometa Ison, vedasi qui) urtasse la nostra superficie a 45° con una velocita’ pre-atmosfera di 52 km/s rispetto alla Terra (ricordiamo che le velocita’ di impatto di un normale asteroide sono di media 20 km/s, per le comete o i loro frammenti si va su velocita’ molto piu’ alte), usando il programma di calcolo “Earth Impact Effects program” (di Robert Marcus, H. Jay Melosh, and Gareth Collins), troviamo che l’impatto creerebbe un cratere di circa 4-5 km (se la densita’ dell’asteroide fosse di 2.5 g/cm3 , densita’ della roccia sedimentaria) e cio’ provocherebbe un sisma di intensita’ vicino a 6.7 della scala Mercalli.

Ad una distanza di 400 km arriverebbero particelle di polvere fine con occasionali frammenti piu’ grandi. A 20 km di distanza si sentirebbe la scossa dopo pochi secondi e fisicamente i vestiti di una persona potrebbero bruciare a cause dell’enorme energia rilasciata e a corpo nudo ci sarebbe ustioni di terzo grado, anche l’erba brucerebbe; insomma gia’ a 20 km di distanza dall’impatto sarebbe un disastro. Questo rende l’idea della potenziale pericolosita’ di tali impatti, fortunatamente capitano molto di rado eventi di tale portata in media uno ogni circa 40000 anni circa, anche se lo stesso caso di Chelyabinsk, di minor rischio, e’ molto piu’ frequente, ma certo meno devastante.