La vicenda delle terapie con cellule staminali è diventata particolarmente discussa in Italia, in seguito ad una serie di servizi messi in onda dalle Iene, in prima serata, su Italia 1, in cui veniva mostrato l’appello dei genitori di Sofia, una bimba affetta da leucodistrofia metacromatica, una malattia neurodegenerativa non curabile. Per comprendere cosa sta accadendo in queste ore, è importante fare il punto della situazione: la Stamina Foundation è una onlus costituita nel 2009 da Vannoni che, stando al suo sito, si pone come obiettivo principale quello di riunire i ricercatori di differenti Paesi altamente specializzati nell’ambito delle cellule staminali adulte. Le cellule staminali sono cellule non ancora specializzate, per cui in grado di trasformarsi in un’ampia gamma di tipi di cellule del corpo, attraverso il processo di differenziamento cellulare. Tali cellule esistono anche negli adulti e sono fondamentali per la produzione di particolari cellule, come i 200 miliardi di globuli rossi di cui, quotidianamente, abbiamo bisogno. Sono meno versatili rispetto a quelle embrionali, ma facilmente ricavabili da diversi tessuti dell’organismo, compresi gli strati adiposi.
Per la relativa facilità con cui possono essere ricavate, le cellule staminali adulte mesenchimali sono molto studiate, offrendo possibili soluzioni per curare particolari malattie, grazie al fatto che possono generare nuovi tessuti. Inoltre, esse pongono meno problemi etici rispetto alle staminali embrionali, che si ottengono attraverso la distruzione degli embrioni, che non si potranno quindi evolvere in feti e, successivamente, in individui. In Italia, poi, la legge vieta di utilizzare cellule embrionali a scopi di ricerca o cura. Dopo aver analizzato i verbali del primo Comitato scientifico costituito dal Ministero della Salute per esprimersi sulla controversa cura basata su infusioni di cellule staminali, la prestigiosa rivista internazionale “Nature”, tornando sul caso Stamina in un nuovo servizio, pubblicato online e sul numero cartaceo in uscita, boccia Stamina, dicendo: “Una serie di documenti schiaccianti visti da Nature evidenziano profonde preoccupazioni sulla sicurezza e sull’efficacia della controversa terapia a base di staminali promossa dall’italiana Stamina Foundation“. Secondo la nota rivista, esistono “gravi carenze ed emissioni nel Protocollo clinico di Stamina”, con “trattamenti standardizzati” e “errori concettuali”, tra cui “un’apparente ignoranza della biologia delle cellule staminali con alcune sezioni copiate da Wikipedia”.
Nel duro editoriale, Nature ricorda l’accordo raggiunto a dicembre dal professor Camillo Ricordi, diabetologo dell’Università di Miami, con Stamina, per iniziare a testare campioni di cellule dei pazienti nelle sue strutture a Miami. Il test, secondo Ricordi, che nega di essere a favore di Stamina, ma dice di essere un sostenitore ei pazienti che hanno bisogno di sapere se il trattamento funziona, è l’unico modo per portare chiarezza. La prestigiosa rivista Nature, dopo aver riportato un lungo elenco di elementi che gettano ombre sulla terapia e la ricostruzione dei punti deboli che spuntano dalle carte degli esperti, punta i riflettori sui dissapori e sui divorzi che l’esame e la sperimentazione, prima annunciata e poi stoppata, si è portata dietro. Uno dei primi a prendere le distanze dal professor Ricordi è Carlo Croce, dell’Università dell’Ohio, uno dei pionieri della ricerca sulle basi molecolari dei tumori, dimessosi dalla Fondazione Rimed, l’istituto di medicina rigenerativa nato recentemente a Palermo presieduto da Ricordi.
L’associazione “The Cure Alliance”, fondata da Ricordi, è stata abbandonata da altri nomi illustri: Carlo Alberto Redi, direttore del Laboratorio di Biologia dello Sviluppo dell’Università di Pavia, Giulio Cossu, dello University College di Londra, uno dei maggiori esperti mondiali di staminali e Francesca Pasinelli, direttore generale di Telethon. E se Ricordi, intervistato da Nature, parla di “un’orchestrazione tesa a gettare fango”, Vannoni, sul suo profilo Facebook, ironizza: ”Attenzione Stamina è pericolosa e non serve a nulla (“al massimo fa ingrassare”), pubblicando le foto di Gioele, un bimbo sottoposto al Metodo, e concludendo: “Il resto è tutta fuffa”.


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