Forti burrasche di libeccio e ponente sferzano il Tirreno: l’ampio “Fetch” sta sollevando ondate di oltre i 5-6 metri, mareggiate fra Calabria e Campania

I mari che circondano l’Italia meridionale sono spazzati da forti venti che stanno rendendo agitati buona parte dei bacini, in special modo il basso Tirreno e il Canale di Sardegna che si presentano persino molto agitati a largo. Come previsto, il sensibile inasprimento del “gradiente barico orizzontale” fra l’Italia centrale e le coste nord-africane, ha attivato intensi venti di libeccio e ponente che hanno soffiato a carattere di burrasca tra Canale di Sardegna, alto Canale di Sicilia e basso Tirreno, con raffiche ad oltre i 70 km/h nel tratto compreso fra Ustica e le Eolie. L’infittimento delle isobare, tra il basso Tirreno, la Sicilia e le coste di Tunisia e Libia, è stato indotto dall’estensione di un ampio cuneo anticiclonico, dell’alta pressione delle Azzorre, fin verso l’entroterra desertico del Marocco e dell’Algeria, dove è penetrata l’isobara di 1022 hpa a sud della catena montuosa dell’Atlante algerino.

Questo cuneo anticiclonico oceanico, spingendosi fino al cuore dell’Africa settentrionale, fra Marocco, Algeria centro-settentrionale ed ovest della Libia, ha da subito interagito con le isobare piuttosto strette, facenti capo alla circolazione depressionaria isolata nella giornata di ieri, tra l’Italia centrale ed il medio Adriatico. L’interazione fra le opposte figure bariche ha prodotto una significativa compressione del “gradiente barico orizzontale” fra il basso Tirreno e l’Italia centro-meridionale che ha determinato un intenso squilibrio barometrico fra la costa nord-africana e i mari italiani. Il fitto “gradiente barico orizzontale” che si è venuto a creare, acuito ulteriormente dalla spinta di masse d’aria sempre più fredde, di lontana origine sub-polare marittima, in sfondamento dal Rodano, che a loro volta hanno causato un aumento della pressione barometrica sul mare delle Baleari, ha agevolato l’innesco di una intensa ventilazione da O-SO e SO, che dal Canale di Sardegna si è rapidamente propagata a tutto il medio-basso Tirreno, fino alle coste di Calabria, Basilicata e Campania, con un intenso libeccio che ha risalito il bacino tirrenico, sollevando un imponente moto ondoso, con onde di “mare vivo” che hanno raggiunto e superato i 5.0 metri di altezza.

La presenza di un “Fetch” (spazio di mare su cui soffia il vento) molto ampio, che dal tratto di mare antistante la costa algerina si estende fino al Canale di Sardegna ed il Tirreno meridionale, ha favorito lo sviluppo di un moto ondoso molto consistente su tutti i bacini più meridionali e sui mari che circondano la Sardegna meridionale e la Sicilia. In particolare il Canale di Sardegna ed il Tirreno meridionale, direttamente esposti alle burrasche da O-SO e Ovest, dove i forti venti da O-SO e Ovest hanno generato imponenti onde di “mare vivo” che hanno raggiunto i 4.0-5.0 metri di altezza nel tratto di mare che separa le coste meridionali della Sardegna a quelle della Sicilia occidentale. Le ondate, in queste ore, stanno già producendo significative mareggiate sulle coste della Sicilia occidentale, nel trapanese, dove si attendono marosi di oltre i 4.0 metri.

Durante la mattinata, queste ondate sollevate dai forti venti occidentali attivi davanti le coste algerine e tunisine, si sono propagate rapidamente in tutto il Tirreno meridionale, con “Run-Up” che hanno toccato persino i 5.0-6.0 metri di altezza fra Ustica e l’arcipelago eoliano. In mattinata la boa di Cetraro, posta a largo delle coste della Calabria tirrenica, ha segnato il passaggio di onde medie alte fino a 5.3 metri, con direzione media di provenienza da 255°. Una parte di queste onde, dopo aver percorso l’intero Tirreno meridionale, andranno a rompersi con grande impeto lungo le coste della Calabria tirrenica e della Campania, producendo delle mareggiate di debole intensità fra il litorale del lametino e l’area del golfo di Policastro, dove irromperanno onde lunghe ben formate, con una direzione media di provenienza, generalmente, da SO e O-SO.

Le onde con i massimi “Run-Up”, oltre i 3.0-4.0 metri, dovrebbero colpire le coste del cosentino tirrenico, parte del litorale della Basilicata occidentale e la costa salernitana, dove giungeranno onde più rifratte da SO. Il moto ondoso metterà a rischio i collegamenti marittimi con le isole minori, specie con Ustica e le Eolie. L’intensa ventilazione da O-SO, assieme al moto ondoso, andrà ad attenuarsi solo dalla tarda serata odierna, calando gradualmente in costanza e intensità, fino a scivolare al di sotto della soglia d’attenzione. Ma solo da domani, con il colmamento della piccola depressione in allontanamento verso levante e il conseguente indebolimento del “gradiente barico orizzontale” sui mari a sud dell’Italia, i venti dai quadranti occidentali torneranno a spirare in forma moderata, presentando locali rinforzi solo fra basso Tirreno orientale e Ionio, dove rimarrà ancora un moto ondoso piuttosto marcato, con una lenta scaduta delle onde lunghe da SO e O-SO, per onde sui 2.5 metri.