Dopo le assurde anomalie termiche positive che hanno condizionato questa prima parte della stagione invernale 2013/2014, risultata fra le più miti di sempre visto l’enorme potere acquisito dalle miti correnti perturbate atlantiche, che nel mese di Dicembre sono riuscite a penetrare fino al cuore della Siberia centro-occidentale, con una sostenuta ventilazione da SO e O-SO che è stata in grado di scalfire lo strato d’inversione termica preesistente nei bassi strati (sopra i terreni innevati dell’Eurasia), impedendo cosi il tradizionale “raffreddamento pellicolare” che in inverno trasforma le lande siberiane (ad est degli Urali) in una vera e propria ghiacciaia. Qualcosina, in seno a questo scenario meteo/climatico alquanto bizzarro, sta iniziando a mutare solo ora. In queste ore la situazione sinottica sul vecchio continente è dominata dallo scivolamento di un blocco di aria gelida, d’estrazione artica marittima, che dalla Novaja Zemlja e dal settore più meridionale del mare di Barents si spinge verso la penisola di Kola e il mar Bianco, penetrando fino al nord della Carelia e della Lapponia finlandese e svedese, tramite l’attivazione di una sostenuta ventilazione da NE e N-NE, che tocca punte di oltre i 55-60 km/h lungo il mar Bianco.

Lo scivolamento, in moto semi-retrogrado, di questo blocco d’aria gelida artica marittima, in direzione della Lapponia e della penisola Scandinava, è coadiuvato dalla traslazione di una profonda circolazione depressionaria extratropicale in direzione della Russia europea settentrionale. Questo profondo ciclone extratropicale a carattere freddo, pur iniziando la fase di colmamento, con un ampia occlusione nei bassi strati che dispenserà nevicate diffuse, di debole e moderata intensità, su gran parte della Russia europea settentrionale, presentando un minimo barico al suolo sotto i 994 hpa ad est della città russa di Arcangelo, riuscirà ad aspirare lungo il suo bordo settentrionale un flusso di aria particolarmente gelida, d’estrazione artica, facente capo all’ampia circolazione ciclonica legata al “lobo” siberiano del vortice polare, attivo a ridosso delle coste artiche della Siberia centrale. Questa depressione posizionata sul nord della Russia europea, per mezzo della sua intensa forza centrifuga, ben collaudata a tutte le quote, sarà in grado di richiamare questo significativo blocco di aria gelida che dalla Novaja Zemlja e dal settore più meridionale del mare di Barents si muoverà verso il nord della Carelia e la Lapponia, attraverso la sostenuta ventilazione da NE e N-NE, attiva sul margine nord-occidentale di questa ampia struttura depressionaria.
Nel corso delle serata, una parte dell’aria molto fredda, proveniente dalla Novaja Zemlja e dal settore più meridionale del mare di Barents, una volta inseritasi all’interno della circolazione ciclonica russa, scivolerà lungo il bordo occidentale di questa, invadendo cosi buona parte della penisola Scandinava, con un isoterma di -15°C che entro la mattinata di domani si spingerà verso la Svezia centrale e sulle aree montuose più interne della Norvegia. L’avvezione d’aria molto fredda, di diretta estrazione artica, invaderà la Scandinavia, con particolare riferimento della Svezia (più aperta ai flussi freddi da N-NE), attraverso l’inserimento di una gelida e moderata ventilazione da Nord e N-NO che dalla Lapponia si verserà sul golfo di Botnia, raggiungendo il mar Baltico, sotto forma di venti sostenuti da NO e N-NO che potranno superare anche i 50 km/h, specie nel tratto davanti la Lettonia, la Lituania e il nord della Polonia. Queste correnti d’aria gelida da Nord e N-NO, man mano che scivoleranno verso le coste della Svezia meridionale e le Repubbliche Baltiche, provocheranno un vistoso calo termico fra Finlandia, Svezia e Norvegia, dove i termometri scivoleranno al di sotto dei -7°C -8°C a livello del mare.

In città come Helsinki, Tallin e Stoccolma si sperimenterà un po’ di freddo, con i termometri pronti a scivolare sotto i -7°C -9°C nel corso della serata di lunedì. Helsinki potrebbe scivolare sotto i -10°C -11°C. Oltre al freddo, le correnti gelide da Nord e N-NO, scalzando verso l’alto l’aria più temperata e umida preesistente negli strati più bassi, fra il golfo di Botnia, golfo di Finlandia e mar Baltico, favoriranno anche la formazione di una nuvolosità bassa che potrà dare la stura a delle nevicate di debole e moderata intensità che interesseranno la Svezia centro-meridionale, la Finlandia meridionale e le Repubbliche Baltiche. Su quest’ultime, visto i contrasti termici con l’aria decisamente più mite di lontane origini oceaniche, da Ovest e O-NO, che scorre sul settore più meridionale del mar Baltico, si formeranno degli annuvolamenti cumuliformi un po’ più compatti che potranno dare la stura a nevicate di moderata intensità, inframmezzate da locali e brevi rovesci di neve che colpiranno soprattutto le coste dell’Estonia, la Lettonia e la Lituania, imbiancando buona parte delle città affacciate sul Baltico. Proprio fra sud della Finlandia, Estonia, Lituania e Lettonia per buona parte della settimana i cieli rimarranno molto nuvolosi o coperti, con associate nevicate di debole e moderata intensità che a tratti, potrebbero assumere anche carattere di rovescio fra Estonia, Lituania e Lettonia.
Le precipitazioni nevose lungo il Baltico verranno incentivate dall’ingresso, fra Germania, Polonia, Danimarca e Svezia meridionale, di diversi sistemi frontali di origine atlantica che si spingeranno verso il Baltico, raggiungendo pure l’Estonia, la Lituania e la Lettonia. Qui questi sistemi frontali oceanici intercetteranno il flusso di aria molto fredda che dalla penisola di Kola e dalla Lapponia scivola verso il mar Baltico, mantenendo il campo termico su valori al di sotto dei +0°C a livello del mare, favorendo cosi l’avvento delle precipitazioni nevose fino a quote pianeggianti. Le nevicate si spingeranno fino alla Bielorussia, il nord dell’Ucraina e la Russia europea occidentale. Ma il vero gelo artico s’impadronirà della Lapponia e della Carelia settentrionale, raggiunte nelle prossime ore dal nucleo principale di questo blocco di aria gelida che si dirige verso il nord della Scandinavia penetrando con una sostenuta ventilazione da N-NE che dal mare di Barents, attraverso la penisola di Kola e il mar Bianco, si spingerà verso il cuore della Lapponia, per poi scivolare fra la Svezia e la Finlandia. Intanto già in queste ore, sul territorio lappone, il graduale ingresso dell’aria gelida sta determinando un brusco calo dei valori termici, con i termometri pronti a fiondarsi sotto la soglia dei -25°C -30°C.
Le masse d’aria gelida in quota, essendo molto pesanti, si depositeranno al di sopra di un solido “cuscino d’aria gelida” già preesistente nei bassi strati, a seguito del marcato innevamento del suolo lappone che produce un intenso effetto “Albedo”. In alcune località della Lapponia svedese si segnalano i primi picchi di gelo, al di sotto dei -35°C. A Nikkaluokta è stata registrata una minima di ben -36.8°C, seguita dai -35.8°C di Kvikkjokk Arrenjarka. Nella Lapponia finlandese spiccano i -34.4°C toccati a Muonio, dove peraltro, dopo le persistente nevicate dei giorni scorsi, il manto nevoso ha raggiunto una altezza di ben 56 cm. Non sono da meno neppure i -33.9°C registrati a Sodankyla Vuotso, dove il manto nevoso presenta uno spessore di 65 cm, abbastanza abbondante. Fra domani e martedì, con il passaggio del nucleo centrale di questo blocco di aria gelida, in gran parte della Lapponia, grazie anche al forte irraggiamento notturno agevolato dall’indebolimento della ventilazione settentrionale, i termometri faranno registrare un ulteriore diminuzione, arrivando a sfiorare, in alcune aree della Svezia settentrionale e del nord della Norvegia, il muro dei -39°C -40°C. Gelo che in Lapponia potrebbe persistere fino all’ultima decade del mese di Gennaio, mantenendo un campo termico al di sotto delle medie stagionali per più di una settimana.


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