I furiosi “Williwaw”, i violenti venti “Catabatici” che spazzano i mari mari antistanti Capo Horn, le isole Aleutine e la Groenlandia

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storm1Tanto temuti dai marinai dei mari del sud e della fascia sub-polare i?“Williwaw”sono quelle violente e fredde raffiche di vento “Catabatico”discendenti dalle coste montuose verso il mare. La caratteristica, quasi unica, del?“Williwaw” è che insorge all’improvviso, senza margini di preavviso, ed in modo molto violento, creando forti turbolenze che possono determinare molte difficoltà a navi e imbarcazioni di varia stazza, rischiando in qualche caso di capovolgerle. Questi venti diventano particolarmente impetuosi durante la discesa lungo le catene montuose che circondano la costa, acquistando ulteriore velocità prima di precipitare in mare, con raffiche ad oltre i?100-120 km/h. Nelle fasi più estreme le raffiche di vento legate ai?“Williwaw”?possono?divenire cosi potenti da raggiungere l’intensità di un vero e proprio uragano,?con raffiche ad oltre i?150-160 km/h.?Nei casi?limite i venti?“Catabatici”,come capita sovente nell’area attorno Capo Horn e lo Stretto di Magellano, possono soffiare fino a?100-120 nodi, ben oltre i?200-220 km/h. Poco prima della loro comparsa le potenti raffiche di vento possono essere precedute da temporanei rialzi delle temperature dovuti alla “bolla d’aria” che viene giù velocemente dalle montagne e si comprime su se stessa. Subito dopo aver raggiunto la costa e il mare la corrente?“Catabatica”?riesce a far fluire aria particolarmente fredda dall’alto che causa un successivo raffreddamento.

yacht-seal-williwawI?“Williwaw”?sono molti noti in alcune aree dell’emisfero australe e boreale. Si manifestano spesso con tutta la loro violenza nello Stretto di Magellano, nella zona di Capo Horn, e nel mare antistante le isole Aleutine, in Alaska, dove l’orografia locale permette l’attivazione di fortissimi venti di caduta dai rilievi interni, molto temuti dai pescatori e marinai di quelle zone.Venti simili ai?“Williwaw”?si possono presentare pure all’interno dei grandi fiordi dell’Alaska sud-orientale, lungo le coste del?Panhandle, dove queste correnti assumono caratteristiche tempestose, specie quando si attivano i forti venti orientali che si gettano a gran velocità dai rilievi della Catena Costiera quando sul Pacifico settentrionale si avvicina un profondo vortice di bassa pressione. Ma anche attorno alle scoscese coste della Groenlandia si possono generare dei venti molto impetuosi, simili ai?“Williwaw”,?che qui vengono chiamati, dalle popolazioni locali,?con il termine di?“Piteraq”.?Per?“Piterag”?si intende quel violento e gelido vento?“Catabatico”?che scende a gran velocità dal Plateau ghiacciato interno verso la zona costiera, “canalizzandosi” e acquistando ulteriore forza all’interno dei principali fiordi groenlandesi, con raffiche capaci di superare i?160-170 km/h.

yacht-in-storm1Il?“Piteraq”?si attiva ogni qual volta una profonda area ciclonica extratropicale dal mare del Labrador e dallo Stretto di Davis si avvicina alle coste groenlandesi, richiamando con forza le masse d’aria gelide e pesanti presenti sopra l’altopiano ghiacciato interno. Anche lungo le coste dell’estremo oriente della Siberia, sui mari attorno la penisola di Kamcatka e nello Stretto di Bering, venti analoghi ai “Williwaw”?sono molto comuni e frequenti e ben conosciuti dalle popolazioni locali. La parola?“Williwaw”?sarebbe stata coniata per la prima volta dai marinai inglesi del XIX secolo che per la prima volta si sono trovati a fare i conti con queste tremende tempeste di vento che cagionarono innumerevoli naufragi. Oggi i?“Williwaw”?sono molto temuti da tutti i velisti (spesso in solitaria) e i marittimi, che seguendo determinate rotte, sono costretti a passare sotto Capo Horn, uno dei tratti di mare più tempestosi dell’intero pianeta. Chi si trova di fronte un?“Williwaw”?di certo può solo sperare di allontanarsi il più possibile dall’area perturbata, cercando dei ripari più sicuri sottocosta nel caso in cui il primo porto si trova ad una distanza ragguardevole. Essendo anche imprevedibili spesso è molto difficile evitarli quando si è già in navigazione in quelle aree.

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