La rete di sorveglianza Influnet, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità, conferma la crescita dei casi di influenza. I bambini sotto i 5 anni di età risultano, attualmente, i più colpiti e, come avvertono gli esperti, il picco arriverà a fine gennaio. Le scuole sono decimate e i più piccoli, costretti a stare a letto, fanno, spesso, da “untore” per tutta la famiglia.
SINTOMI: La febbre esordisce in forma elevata per 2 giorni, poi cala, salvo ripresentarsi per un altro paio di giorni. Ad essa si aggiungono sintomi collaterali di tipo respiratorio (raffreddore, tosse prima stizzosa e poi grassa, mal di gola, dolori muscolari) o di tipo gastrointestinale (con vomito e scariche diarroiche). Il tutto dura, complessivamente, 5-6 giorni. Solitamente i bimbi hanno una capacità di sopportazione delle forme influenzali molto più elevata degli adulti, per cui giocano tranquillamente anche se colpiti da febbre alta. CURE: Come curare l’influenza nei piccoli? Col paracetamolo, se serve, portando molta pazienza, senza antibiotici (salvo espressa prescrizione pediatrica dopo la visita del bambino), senza cortisonici per via orale (salvo espressa indicazione medica). Il cortisone è un antinfiammatorio broncodilatatore necessario in caso di broncospasmo, pertanto la sua utilità deve essere valutata dal pediatra.
CONSIGLI ALIMENTARI COLDIRETTI: Come riportato dalla Coldiretti, in una nota in riferimento al forte aumento dei casi di influenza stagionale che sta colpendo, al momento, soprattutto i bimbi, l’alimentazione gioca un ruolo chiave nella prevenzione, per cui è consigliabile iniziare la giornata con latte, miele o marmellata a colazione, proseguendola con zuppe, verdure, legumi, frutta di stagione (kiwi, clementine, arance) e verdure ricche di antiossidanti, alimenti ricchi di probiotici (yogurt, parmigiano ecc.), aglio (che contiene allicina, molto utile nella prevenzione). E’ importante mantenere le vie respiratorie libere, pulire il nasino, aiutare il piccolo a bere con spremute e bevande dissetanti.
PREVENZIONE:Considerato che si resta contagiosi dal momento della contrazione del virus, fino a 5-7 giorni dalla scomparsa dei sintomi, è opportuno limitare il contagio, adottando semplici regole comportamentali: lavando spesso le mani, portando la mano alla bocca nel tossire o nello starnutire, utilizzando fazzoletti di carta usa e getta e mascherine, se esposti a contatto con altre persone non malate. Il riposo, tenendo a casa il bimbo per qualche giorno, aiuterà ad impedire la diffusione del contagio tra i suoi amichetti di scuola. QUANDO RIVOLGERSI AL PEDIATRA: Bisogna rivolgersi al pediatra se la febbre che si ripresenta si protrae oltre i 2 giorni e l’influenza dura, complessivamente, più di 5-6 giorni; se il bimbo appare stanco e abbattuto anche con febbre non molto elevata; se la diarrea e il vomito sono molto frequenti e espongono il piccolo al rischio di disidratazione.


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