Inquinamento, percolato in torrente a Genova: è di nuovo emergenza

“Siamo di nuovo in emergenza ma finora non risulta un rischio sanitario, in base ai limiti previsti”. Lo ha affermato l’assessore all’Ambiente del Comune di Genova, Valeria Garrotta, rispondendo alle interrogazioni di alcuni consiglieri sul percolato riversato nel rio Cassinelle per evitare la tracimazione delle vasche della discarica di Scarpino. I liquami provenienti dalla maxi discarica che sorge sulle alture del quartiere di Sestri Ponente hanno reso l’acqua del piccolo affluente del torrente Chiaravagna marrone e maleodorante, allarmando la popolazione di una delle zone più popolose del capoluogo ligure. “La situazione -ha spiegato l’assessore- si è creata in seguito a una pioggia prolungata. Le vasche di percolato, che inizialmente erano vuote, si sono riempite. A quanto dice Amiu”, l’azienda che gestisce il ciclo dei rifiuti in città, “l’apporto imprevisto -ha sottolineato Garrotta- viene dalla vecchia discarica, Scarpino 1, da acque di falda”. “Si è impedito -ha detto ancora l’assessore genovese- che il liquido tracimasse, con un contenuto inquinante superiore. Il livello, con il cessare delle piogge, è calato ma nelle ultime ore la pioggia è ripresa. E’ stata esplorata la possibilità di soluzioni migliorative ma non è stato possibile trovarne sull’urgenza. Anche lo sversamento nel rio Secco non è stato sufficiente. Siamo di nuovo in emergenza”, ha ammesso Garrotta. Per fronteggiare questa nuova emergenza, “è previsto -ha annunciato l’assessore comunale all’Ambiente- lo sversamento del percolato di Scarpino 1, per evitare di sversare quello di Scarpino 2, molto più inquinante. Per il medio termine -ha concluso- siamo in attesa da domani di proposte di soluzione da parte di Amiu”.