L’asteroide 2014 AA si è frammentato a 3000 Km ad est di Caracas: tutti i dettagli

Che il fenomeno degli asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra sia un problema di non poco conto, è dimostrato dal fatto che gli astronomi erano intenti a scandagliare la volta celeste anche nella notte di capodanno. Il ricercatore Richard Kowalski, osservato un puntino sospetto di magnitudine 19 a nord della costellazione di Orione, ha immediatamente confermato la nuova scoperta inviando le coordinate al Minor Planet Center dell’Unione Astronomica Internazionale, prima di tornare ad osservare l’intruso. La scoperta, avvenuta grazie al telescopio riflettore del Monte Lemmon, in Arizona, ha sancito la catalogazione del primo asteroide del 2014. Un oggetto di circa 4 metri con una particolarità: si trovava, al momento della scoperta, a soli 500.000 chilometri dal nostro pianeta. Designato 2014 AA, la roccia spaziale era destinata ad impattare sulla superficie della Terra da li a poche ore, ma la sua mole non particolarmente estesa, lo ha da subito identificato come un oggetto innocuo. Secondo i calcoli preliminari di Stephen Chesley, del Jet Propulsion Laboratory, l’impatto sarebbe avvenuto sopra l’Oceano Atlantico, da qualche parte tra l’America centrale e l’Africa orientale. Un’analisi dei dati agli infrasuoni condotta da Peter Brown, della University of Western Ontario, ha permesso una maggiore precisione, pur non tenendo in considerazione i venti, che possono aver spostato il punto di impatto verso est. Secondo il ricercatore, la detonazione è avvenuta in atmosfera, in una posizione equivalente a circa 3000 chilometri a est di Caracas, in Venezuela. “L’energia è molto difficile da stimare, i segnali sono deboli e sepolti nel rumore“, spiega Brown.

Credit: Peter Brown
Credit: Peter Brown

Tuttavia – aggiunge – siamo fortunati che l’evento sia accaduto dopo la mezzanotte locale, quando i venti erano più calmi“. “Se ciò fosse avvenuto qualche ora prima – spiega –  non avremmo nemmeno osservato il segnale“. L’energia sprigionata in tale evento, dev’essere stata equivalente alla potenza esplosiva di 500-1000 tonnellate di tritolo, che pur potente in termini umani, rappresenta un valore piccolo per un evento di questo genere. Non è stato nemmeno paragonabile all’evento di Chelyabinsk. “Sono casi molto diversi dall’asteroide detonato sugli Urali, che nessuno aveva visto avvicinarsi alla Terra. 2014 AA e’ stato avvistato mentre tutti i telescopi nella notte del primo gennaio erano puntati verso un altro asteroide, 2013 YL2, che oggi raggiungera’ la minima distanza dalla Terra“. ‘‘2014 AA e’ stato scoperto intorno alle 7 del mattino italiane del primo gennaio, mentre l’ingresso nell’atmosfera sarebbe avvenuto quasi 24 ore piu’ tardi, con margine di incertezza di circa 10 ore”, dice l’astroisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e curatore scientifico del Planetario di Roma. Le sue dimensioni pari ad una piccola utilitaria non gli hanno permesso di raggiungere il suolo, ma deve aver creato una palla di fuoco davvero notevole. “Tuttavia, la sua posizione non ha consentito rilevamenti visivi“, spiega William Cooke, del Meteoroid Environment Office ad Huntsville, in Alabama. “Sembra che fosse troppo lontano dalle coste“, aggiunge lo scienziato. L’impatto è avvenuto a sole 22 ore dal rapporto di Kowalski, ad appena cinque anni da un altro piccolo asteroide, denominato con la sigla 2008 TC3, che impattò nella nostra atmosfera nel Sudan, appena dopo 19 ore dalla sua scoperta (avvenuta con lo stesso telescopio). Sulla base delle immagini scattate nelle ore antecedenti l’impatto, l’asteroide ha mostrato un’orbita a bassa inclinazione di origine non cometaria.