La Commissione Ue ha lanciato un piano d’azione per lo sfruttamento dell’energia oceanica, un settore ancora allo stato embrionale ma che potrebbe avere un grande potenziale in futuro, anche in termini occupazionali (40mila nuovi posti di lavoro entro il 2035).
Bruxelles ha deciso di avviare un Forum che coinvolgerà tutti i diversi attori, dalle autorità all’industria alle organizzazioni ambientali. Questo dovrà produrre una roadmap con cifre per aiutare lo sviluppo del settore, che include tutte le tecnologie per la raccolta delle energie rinnovabili provenienti dai mari e dagli oceani (maree, moto ondoso, temperatura dell’acqua, salinità), ad eccezione dell’energia eolica offshore. “L’energia oceanica possiede un potenziale considerevole per aumentare la sicurezza di approvvigionamento” dell’Europa, ha dichiarato il commissario Ue all’energia Guenther Oettinger, spiegando che l’obiettivo della comunicazione odierna è ”promuovere l’innovazione tecnologica e a conseguire e andare oltre gli obiettivi della strategia Europa 2020”, contribuendo allo ‘sviluppo e all’integrazione nel sistema energetico europeo di ”un’ampia gamma di fonti di energie rinnovabili, fra cui l’energia oceanica. L’obiettivo del Forum è di individuare, ha spiegato la commissaria alla pesca Maria Damanaki, le modalità per superare le difficoltà che il settore incontra oggi, ovvero i costi, l’accesso ai finanziamenti, le barriere amministrative e i problemi ambientali.


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