Gli oceani di Marte erano in grado di ospitare la vita: dopo le scoperte di Curiosity, la conferma ulteriore che sul pianeta rosso possa essere nata la vita arriva dal rover Opportunity, che con questo risultato festeggia i suoi 10 anni di lavoro ininterrotto sul suolo marziano. La scoperta e’ stata realizzata da un gruppo di ricercatori coordinato dall’Universita’ di Washington a Saint Louis e pubblicata sulle pagine di Science. Le prove arrivano dall’analisi di campioni di terreno lungo il bordo del cratere Endeavor formatosi a seguito dell’impatto con un meteorite 3,7 miliardi di anni fa. Le indicazioni sulla presenza di minerali argillosi contenenti ferro e alluminio erano arrivate dal satellite Mars Reconnaissance Orbiter e le indagini sul campo effettuate da Opportunity hanno permesso di comprenderne meglio le origini. I campioni raccolti rappresentano la piu’ antica testimonianza della presenza nel passato di acqua liquida. I vari stati indicano inoltre che l’impatto del corpo celeste modifico’ la composizione e l’acidita’ dell’acqua rendendola altamente acida e salina. Prima di questo cambiamento pero’ il mare che copriva l’area aveva tutte le caratteristiche chimico fisiche adatte ad ospitare forme di vita. Arrivato su Marte il 25 gennaio del 2004, il piccolo rover Opportunity (gemello di Spirit) festeggia quindi il suo decimo anno di vita marziana confermando in modo indipendente dal ‘gigante’ e nuovo rover Curiosity che l’acqua del pianeta rosso poteva ospitare forme di vita.
Marte era adatto alla vita: nuove conferme da Opportunity


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