Nel corso del weekend appena trascorso un nuovo profondissimo ciclone extratropicale si è sviluppato sull’Atlantico orientale, nel tratto di oceano poco a nord-ovest della costa irlandese, con un minimo barico da capogiro, sceso sotto i 956 hpa. Il profondissimo vortice depressionario, nel corso del pomeriggio di ieri, prima di avvicinarsi alle coste della Scozia occidentale, si è approfondito notevolmente, a seguito della discesa del ramo principale del “getto polare”, in uscita dal Canada orientale, che ha presentato dei massimi di velocità (il cosiddetto “Jet Streak”) tra l’Atlantico orientale e la Francia. Bordando l’ampia struttura ciclonica sopra citata lungo il lato più occidentale e meridionale, il “getto polare”, con il suo “Jet Streak” in quota, ha esacerbato l’avvezione di vorticità positiva che alimentava la depressione atlantica, forgiandola in una vera e propria “depressione-uragano”. Il vasto vortice oceanico è stato supportato, lungo il suo lato occidentale, dalla discesa di masse d’aria piuttosto fredde, d’estrazione artica marittima, che dallo Stretto di Danimarca e dal tratto di oceano a sud della Groenlandia si sono versate fino al cuore dell’Atlantico orientale, sotto fortissimi venti da NO e O-NO, che hanno raggiunto l’intensità di tempesta nel tratto di oceano ad ovest dell’Irlanda e delle coste scozzesi occidentali. La discesa della massa d’aria fredda, artica marittima, viene evidenziata, col supporto delle immagini satellitari, da quella nuvolosità puntiforme presente ad ovest delle Isole Britanniche, identificabile in nubi di tipo cumuliformi, come congesti e cumulonembi, originata proprio dal consistente “gradiente termico verticale” presente in seno alla massa d’aria polare, che mantiene le proprie caratteristiche gelide nella media e alta troposfera.
Mentre negli strati più bassi la stessa tende a riscaldarsi, a seguito del passaggio obbligatorio sopra la più tiepida superficie dell’oceano Atlantico. Queste nubi cumuliformi, seppur localizzate, ma ben sviluppate in altezza, dato il forte “gradiente termico verticale” che caratterizza l’aria polare marittima, stanno dando la stura a rovesci, brevi temporali grandinigeni e persino gragnolate fin sulle coste irlandesi, dove l’ingresso dell’aria fredda post-frontale sta già producendo dei rovesci di pioggia, misti a fiocchi di neve fradici. Presentando un minimo barico piuttosto profondo, sceso al di sotto dei 955 hpa, il ciclone extratropicale è accompagnato da un profondissimo “gradiente barico orizzontale”, che rimane particolarmente intenso lungo il lato sud-occidentale della circolazione depressionaria, dove le strettissime isobare cicloniche tendono a comprimere e erodere il bordo più orientale del promontorio anticiclonico delle Azzorre. Quest’ultimo, pur mantenendo il proprio baricentro in mezzo all’Atlantico, con massimi barici di oltre i 1037-1038 hpa attorno i 40° di latitudine nord, presenta nella sua parte più settentrionale un modesto cuneo anticiclonico che tende a proiettarsi verso le coste meridionali groenlandesi, malgrado la presenza di un intenso “getto polare” in uscita dall’area canadese. Tentando di ergersi verso nord le isobare ellittiche dell’anticiclone oceanico tendono a sovrapporsi al già intenso “gradiente barico orizzontale”, attivo lungo il lato più occidentale della profondissima depressione extratropicale, creando un formidabile addensamento di isobare sopra l’Atlantico orientale britannico.
Questo forte “gradiente barico orizzontale”, legato al profondissimo ciclone extratropicale oceanico, sceso sotto i 955 hpa, come detto, sta favorendo l’attivazione di furiosi venti di tempesta, da NO e O-NO, che dall’Atlantico orientale si spingono fino alle coste occidentali dell’Irlanda, con raffiche che superano picchi di oltre i 110-120 km/h nei tratti costieri maggiormente aperti a O-NO e NO. In particolare nel tratto compreso fra Mace Head e Finner, dove proprio in queste ore stanno entrando i forti venti da Ovest e O-NO sulla costa occidentale irlandese, con folate che già superano gli 80 km/h. Ma i venti più violenti, al momento, stanno spazzando il tratto di oceano ad ovest delle coste irlandesi occidentali, con autentiche bufere di vento, da O-NO e NO, che spirano con punte ad oltre i 120 km/h, localmente anche 130 km/h. I venti impetuosi nord-occidentali, attivi sul bordo occidentale della profondissima depressione, stanno contribuendo ad alzare anche un consistente moto ondoso, con ondate di “mare vivo” alte fino a più di 7-8 metri a largo dell’Irlanda occidentale. Queste ondate, davvero imponenti, nel corso delle prossime ore, si muoveranno in direzione delle coste occidentali irlandesi, andandosi a rompersi su queste con grande impeto, attraverso imponenti mareggiate sull’intero tratto di costa, dalla baia di Dingle fino a Capo Malin. Ondate veramente alte, anche più di 8 metri, penetreranno fin dentro la baia di Donegal, con spettacolari colpi di mare. Intanto, nel corso del pomeriggio odierno, il profondissimo ciclone extratropicale, ormai interamente riempito al suo interno dall’aria fredda artica marittima, comincerà la fase di colmamento, avvicinandosi con il suo profondo minimo barico, pronto a salire sopra i 960 hpa, alle isole Ebridi, per poi scivolare, nel corso della serata/notte successiva, fino al mar d’Irlanda, davanti le coste inglesi del Cumberland.
Il ciclone extratropicale, pur colmamdosi, presenterà una vasta occlusione a carattere freddo, che dal mar del Nord si estenderà fino alla Germania, all’Austria e alle Alpi, con un sistema frontale lungo la sua coda finale che entro la prossima serata raggiungerà le regioni di nord-ovest, apportando le prime precipitazioni, nevose fino a bassissima quota, fra Piemonte, Valle d’Aosta, ovest della Lombardia e Liguria. L’arrivo delle precipitazioni, con la loro successiva intensificazione nel corso della giornata di domani, a seguito del passaggio del sistema frontale convogliato dal profondo vortice britannico, favorirà un significativo abbassamento della quota dello “zero termico”, agevolando cosi la caduta dei primi fiocchi di neve fino a quote pianeggiati, fra Piemonte e Lombardia. L’intrusione nella media troposfera di aria ancora più fredda renderà la colonna d’aria sufficientemente adeguata per la caduta di precipitazioni a prevalente carattere nevoso fino a quote pianeggianti.


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