Dopo mesi di clima insolitamente mite, con temperature da clima primaverile per settimane, l’inverno alla fine è piombato, tutto di un colpo, pure sui paesi dell’Europa orientale. In particolar modo nell’area dei Carpazi, tra Moldavia, Romania e Serbia, dove sta per entrare di scena la prima vera ondata di maltempo, dalle caratteristiche pienamente invernali. In queste ore, il sistema frontale che nella giornata di ieri ha interessato l’Italia centro-meridionale, si è spostato fra la Grecia e i Balcani, apportando su questi un marcato peggioramento, con una estesa nuvolosità a cui si associano precipitazioni diffuse, localmente anche di moderata o forte intensità. Le precipitazioni, a contatto con un campo termico che presenta valori al di sotto dei +0°C a livello del suolo, stanno assumendo prevalente carattere nevoso fino a quote pianeggianti fra Serbia, Moldavia, Romania e Ucraina sud-occidentale, dove sono in atto persistenti nevicate che si stanno estendendo fino all’est della Romania e alla Moldavia. La presenza di una giovane ciclogenesi, che dall’Italia meridionale si muove in direzione dell’alto Ionio, presentando un minimo barico al suolo di 998 hpa, sta producendo un sensibile infittimento delle isobare, fra i Balcani, la Bulgaria, la Romania e la Moldavia. Proprio su questi paesi, le isobare strette della giovane ciclogenesi sui 998 hpa, in movimento verso l’alto Ionio, iniziano ad ammassarsi sopra le isobare, di forma più ellittica, facenti capo al promontorio anticiclonico dinamico, che da giorni insiste fra la Scandinavia, la Finlandia, le Repubbliche Baltiche e la Russia europea, producendo un inasprimento del “gradiente barico orizzontale”, fra i Balcani e le Repubbliche Baltiche. La netta contrapposizione barica, tra la ciclogenesi in scivolamento sullo Ionio, con un minimo attestato sui 998 hpa, ed il più vasto e robusto promontorio anticiclonico russo-scandinavo, che presenta massimi barici al suolo superiori ai 1034 hpa tra Estonia e Lettonia, contribuirà a comprimere ulteriormente il già significativo “gradiente barico orizzontale” esistente sul bordo più meridionale dell’ampia struttura anticiclonica, favorendo l’attivazione di una sostenuta, a tratti pure intensa, ventilazione dai quadranti orientali che sta spazzando il bacino del mar Nero, specie il settore più settentrionale di quest’ultimo, fino alle coste della Romania e della Bulgaria, dove i venti da Est ed E-NE si mascherano da NE sulle regioni della Romania orientale.
L’intensa ventilazione, da Est ed E-NE, che dal bassopiano ucraino e dalla Crimea spinge l’aria fredda, di matrice continentale, in direzione di Moldavia, Romania e nord della Bulgaria, prima di raggiungere il versante orientale dei Carpazi tende ad interferire con il più umido e mite flusso pre-frontale, da Sud e S-SO (attivo sul lato anteriore del sistema frontale), che dall’entroterra desertico della Cirenaica risale masse d’aria temperate, di tipo sub-tropicale, verso l’Egeo e le coste turche, dove peraltro sono in atto anche dei temporali, localmente intensi, esacerbati dal “forcing” orografico indotto dai rilievi turchi nei confronti dell’umida e instabile ventilazione da Sud e S-SO. L’interazione fra le differenti masse d’aria, che avviene proprio fra l’est della Bulgaria e la Romania orientale, con lo scorrimento dell’aria molto mite e umida pre-frontale al di sopra dell’aria molto fredda e pesante che entra dal mar Nero, sta agevolando lo sviluppo di un vasto fronte occluso che sta dispensando precipitazioni piuttosto diffuse che assumono prevalente carattere nevoso, fino al piano, tra Moldavia, Romania e Serbia, dove la neve viene accompagnata da una ventilazione, da E-NE e NE, piuttosto intensa, con raffiche capaci di toccare picchi di oltre i 60-70 km/h. Lungo le coste rumene affacciate sul mar Nero i venti da E-NE, dato il consistente “gradiente barico orizzontale” che si verrà a creare fra la ciclogenesi sullo Ionio e il robusto impianto anticiclonico esteso fra il mar Baltico e la Russia europea, assumeranno carattere di burrasca, spirando con punte capaci di oltrepassare la soglia dei 70 km/h, localmente pure 80 km/h.
Si tratta di venti molto intensi, che oltre a rendere ancora più proibitive le condizioni atmosferiche, manderanno in burrasca il mar Nero orientale, sollevando onde alte anche più di 2.5-3.0 metri che si muoveranno in direzione delle coste rumene, producendo su queste delle mareggiate piuttosto significative. Probabili le interruzioni ai collegamenti marittimi, date le proibitive condizioni meteo/marine. Intanto, in queste ore, una vera e propria tempesta di neve si sta abbattendo sulla capitale Bucarest e le aree limitrofe, dove sta nevicando in maniera molto intensa, con una temperatura di -7°C e forti raffiche di vento che superano i 75 km/h nella zona dell’aeroporto Otopeni. La fitta nevicata sta provocando enormi disagi al traffico stradale, mentre nelle principali autostrade del paese le autorità locali raccomandano la massima prudenza, causa la presenza di insidiose lastre di ghiaccio sull’asfalto. Proprio a causa del ghiaccio e della forte nevicata, nell’autostrada che circonda Bucarest, si sono verificati dei terrificanti tamponamenti a catena, che hanno coinvolto diverse autovetture. Peraltro le forti raffiche di vento, spazzando i terreni innevato, genereranno il tanto temuto fenomeno dello “scaccianeve basso”, i turbini di neve sollevati dal vento che creano drastiche riduzioni della visibilità orizzontale, arrivando ad azzerarla in alcuni casi. Nell’ultimo metar dell’aeroporto di Bucarest, il vento da E-NE ha toccato un picco di ben 85 km/h, rendendo la nevicata ancora più fitta e riducendo la visibilità orizzontale ad appena 200 metri. Il tutto con una temperatura di -7°C. A ridosso della costa rumena, a Kogalniceanu, il vento ha superato i 65 km/h, con raffiche intense prevalentemente da NE. Nevicate veramente abbondanti però dovrebbero interessare il versante orientale dei Carpazi, dove peraltro la neve verrà accompagnata da una gelida ventilazione nord-orientale che renderà le condizioni climatiche decisamente più rigide e proibitive. Solo dal pomeriggio di domani si assisterà ad un progressivo miglioramento, con l’attenuazione dei forti venti da E-NE e l’attenuazione delle precipitazioni nevose che si presenteranno in forma più sparsa fra Bulgaria, Romania, Moldavia e ovest dell’Ucraina.


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