Gli ultimi aggiornamenti deterministici, in particolare quelli relativi al modello americano GFS, continuano a sfoderare, anche se a singhiozzo, scenari da brivido a “sole” 384 ore (ben 16 giorni!). Tanto basta per riaccendere le speranze dei tanti, troppi, freddofili frustrati da una stagione invernale fin qui, effettivamente, deludente sotto il profilo “nivometrico”; tanto basta per mandare in tilt redazioni giornalistiche anche di provata esperienza alle prese, ahinoi, con “annunci-truffa” circa l’arrivo del famigerato “Orso Siberiano” sulla nostra Penisola. Ma, per cortesia, andiamo con ordine…
Nel frattempo siamo alle prese con un serio guasto di stampo prettamente autunnale a causa, o per merito (dipende dai punti di vista) della Perturbazione n.5 del mese di gennaio che, dalla scorsa notte, determina un peggioramento piuttosto organizzato che coinvolge un po’ tutte le regioni, ma segnatamente quelle Settentrionali. Piogge torrenziali ed accumuli notevoli tra Liguria e Toscana, acuite ulteriormente dal considerevole “forcing” orografico imposto dai rilievi dell’Appennino Ligure e Tosco-Emiliano alle umide e temperate correnti da S-SO che risalgono dal basso Mediterraneo. Di conseguenza, sulle regioni Centro-Meridionali, si attivano correnti molto miti ed umide di origine sub-tropicale responsabili, anche nel corso del week-end, di un deciso rialzo termico fin verso valori primaverili. Durante i primi giorni della prossima settimana potremo assistere ad un miglioramento delle condizioni meteorologiche al Nord, mentre i fenomeni continueranno ad insistere sulle regioni Centro-Meridionali e sulla Sicilia, almeno fino alla mattinata di martedì, per l’insistenza della circolazione di aria molto umida, facente capo all’asse di saccatura, in lenta traslazione verso l’area dei Balcani. Le temperature in compenso subiranno un calo, riportandosi intorno alle medie del periodo.
Tornando al medio-lungo termine è ben evidente che, complice un AO negativo, il Vortice Polare troposferico denota i primi segnali di debolezza dall’inizio dell’inverno favorendo, di conseguenza, ondulazioni ben più pronunciate fin anche alle medio-basse latitudini. Ed è ciò che propone l’ultima emissione deterministica del modello americano GFS quando, come si può ben osservare dalla mappa, un nucleo artico scivolerebbe lungo il bordo orientale dell’Anticiclone delle Azzorre verso latitudini meridionali favorendo un peggioramento di chiaro stampo invernale. Ma affinchè ciò possa verificarsi, giocherà un ruolo fondamentale la Wave2 (Anticiclone delle Azzorre) che dovrebbe estendersi alle alte latitudini, sbarrando così la strada alle miti correnti atlantiche.
A tenere a bada i facili entusiasmi intervengono, al momento, gli indici teleconnettivi: è vero che una AO- faciliterebbe gli scambi meridiani ma, purtroppo, nel corso dell’ultima decade del mese di gennaio sarebbe associata ad una NAO+ e ad una EA+, ragion per cui la situazione andrebbe nettamente a favore di un Anticiclone delle Azzorre invadente alle nostre latitudini. Anche il PNA+, associato ad una NAO+, favorirebbe una situazione caratterizzata da zonalità alta e HP disteso sui paralleli in Europa. Al momento, quindi, è strettamente necessario monitorare con attenzione i prossimi “movimenti” atmosferici prendendo atto, allo stesso tempo, che i principali modelli (GFS ed ECMWF) cominciano a “fiutare” il primo vero assaggio invernale nell’ultima decade del mese, proprio in concomitanza dei celebri “Giorni della Merla“.










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