Gennaio sta finendo e il grande gelo resta lontano non solo dall’Italia, ma da tutta l’Europa centro/occidentale: l’inverno sta trascorrendo imperterrito senza scambi meridiani, ma con un flusso zonale atlantico che relega il grande lago gelido proveniente dal circolo polare artico nelle estremità nord/orientali del nostro continente, mentre il nord America continua a vivere eccezionali ondate di freddo e neve.
Nei prossimi giorni sull’Italia avremo tanto altro maltempo, anche nevicate copiose fino a bassa quota (e localmente in pianura) al nord, a quote medio/basse e collinari al centro/sud, a causa di una saccatura atlantica che spingerà altre masse d’aria polari marittime sul Mediterraneo. Dopo un lungo periodo mite, ecco la normalità invernale ma ancora senza il vero gelo. Nei giorni della merla, addirittura, avremo una profonda perturbazione Afro/Mediterranea che provocherà un intenso richiamo sciroccale con aria calda in risalita dal nord Africa, e abbondanti piogge anche in montagna soprattutto al centro/sud.
Lo stratwarming è iniziato qualche giorno fa ai livelli più elevati della stratosfera, e da lì raggiungerà quelli più bassi nel corso della prossima settimana, entro fine mese o al massimo nei primi giorni di febbraio. Il vortice polare è ancora troppo forte e compatto, dovrà bruscamente interrompersi per consentire al freddo di piombare dalle nostre parti. Dopotutto che l’evoluzione stagionale dipendesse da questo scenario l’avevamo scritto in tempi non sospetti, a metà dicembre, in quest’editoriale: “La stagione invernale 2013/2014 potrà essere ravvivata da uno “Stratwarming” atteso fra Gennaio e Febbraio?“, mentre poi a metà gennaio avevamo segnalato alcuni “intoppi” sorti nel corso della stagione invernale.
Adesso vedremo come andrà a finire: le sorti dell’inverno (quello vero, fatto di freddo e neve a bassa quota) sono ormai appese a un filo. Di nome stratwarming.
