L’inverno continua ad essere latitante dal territorio europeo nonostante ormai la stagione si avvia al suo periodo clou, nel pieno del mese di gennaio, ma basta osservare la situazione meteo sul territorio continentale per farsi un’idea di quanto il vero freddo sia lontano dall’Europa. Dopotutto siamo al 5 gennaio e sulle Alpi orientali piove fino a 1.400 metri di altitudine, Pescara ha raggiunto i +20°C di notte (e Ancona i +18°C) e l’Italia sta vivendo in questo weekend un peggioramento di tipico stampo autunnale, con precipitazioni abbondanti (fino a 300mm di pioggia tra ieri e oggi in Liguria e Friuli Venezia Giulia), frane e fiumi in piena. Sull’Appennino la neve cade solo ad alta quota, oltre i 1.500/1.600 metri, come a novembre.
Nei prossimi giorni la situazione meteorologica sul territorio italiano assumerà connotati addirittura primaverili, a causa dell’arrivo di un promontorio anticiclonico Sub-Tropicale dopo che la goccia fredda che in queste ore sta provocando il maltempo si sposterà verso sud/est, nel Mediterraneo orientale. Le temperature aumenteranno ulteriormente e per tutta la settimana entrante avremo bel tempo, compromesso solo da fenomeni tipici dell’anticiclone come nebbie e foschie nelle pianure del centro/nord. Si aggraverà ulteriormente il problema di smog e inquinamento che già a dicembre ha provocato disagi non indifferenti, e le temperature miti complice la grande luminosità per il soleggiamento costante faranno sbocciare fiori e piante su gran parte del centro/sud.
Ovviamente la stagione non è certo ancora compromessa, l’inverno è lungo e verso metà mese si intravede qualche segnale di cambiamento con le prime intense discese di gelo da nord/est verso l’Europa, ma al momento è ancora presto capire quali saranno i nuovi assetti barici continentali: la configurazione sinottica dovrebbe capovolgersi quasi completamente per consentire al freddo di raggiungere l’Italia, con uno stop del flusso zonale atlantico e l’attivazione degli cambi meridiani. Oscillazioni che, ancora, neanche a 10 giorni di termine si riescono a intravedere nelle mappe previsionali. Ne riparleremo nei prossimi aggiornamenti: continuate a seguirci.






















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