Roma avrà la sua Città della Scienza, il progetto presentato ieri in Campidoglio

citta_della_scienza_via_guido_reni_d0La giunta Marino ha annunciato ieri il primo intervento urbanistico di grande respiro dell’attuale amministrazione capitolina, che prevederà la realizzazione di una Città della Scienza negli spazi oggi inutilizzati della ex Caserma Reni, nel quartiere Flaminio (vicino al Parco della Musica e al Maxxi, il museo di arte contemporanea). Un intervento che rimedierà finalmente a una grave carenza: l’assenza nella capitale d’Italia di un centro di cultura scientifica, così come ve ne sono in altre capitali europee ma anche in altre città italiane come Napoli e Milano.

 Secondo una nota del Campidoglio la futura Città della Scienza sarà “un centro di rilevanza internazionale in grado di accogliere, esporre e rendere accessibile al grande pubblico il sapere scientifico e tecnologico in tutte le sue evoluzioni e articolazioni, nonché di promuovere la conoscenza scientifica, di sperimentarla e di diffonderla”. Accanto sorgeranno spazi pubblici, alberghi, negozi, alloggi sociali. 51mila metri quadri da “rigenerare”, un quartiere che cambierà identità e diventerà il più esteso polo culturale cittadino. Questo almeno nelle intenzioni del programma presentato ieri dal sindaco Ignazio Marino e dall’assessore Giovanni Caudo (Trasformazione Urbana).

 E’ “un sogno coltivato per oltre un terzo di secolo”, ha detto il Sindaco. “Un museo contemporaneo della scienza, analogo a quelli presenti in altre capitali europee”. Le linee generali del progetto: dei 51mila metri quadri che formano l’area d’intervento (con 72mila mq. di nuovi edifici), 10mila di superficie fondiaria saranno occupati dalla Città della Scienza. Ci saranno poi 200 residenze private per 27mila metri quadri; 70 alloggi sociali (6mila metri quadri di superficie costruita), spazi commerciali (5mila) e strutture ricettive (5mila). 14mila metri quadri, infine, la superficie effettiva (fondiaria) destinata ad attrezzature pubbliche. I ricavi delle parti messe a reddito finanzieranno l’intervento, senza costi aggiuntivi per il Campidoglio. L’operazione è condotta da Roma Capitale con l’Agenzia del Demanio (Ministero dell’Economia e delle Finanze) e coinvolge il fondo immobiliare della Cassa Depositi e Prestiti (Investimenti SGR).

marino_via_guido_reni_ridotta_d0Gli obiettivi: “Offrire nuovi servizi ai cittadini”, spiega sempre la nota di Roma Capitale, “e mettere a disposizione della città una struttura che vuole essere un contributo alla sua crescita economica, sociale e culturale”. A questo fine il progetto dedica ampio spazio alle connessioni tra il nuovo e l’esistente: tra il complesso della Città della Scienza con le sue pertinenze e l’Auditorium, il Maxxi, lo Stadio Flaminio, il Palazzetto dello Sport, il Villaggio Olimpico. La variante urbanistica che introduce l’intervento, ha sottolineato l’assessore Caudo, “guarda alla dimensione urbana del luogo e non solo al singolo progetto”. L’idea, spiega Caudo, è connotare il Flaminio “come la parte di città storica con la maggior concentrazione e densità di attività culturali, sportive e di sperimentazione artistica”.

Si tiene dunque conto, ad esempio, “delle necessarie relazioni fisico-spaziali e visive con il Maxxi” e “delle continuità funzionali con la via Flaminia e con via del Vignola”. Che si traducono in una nuova piazza “in continuità con via Guido Reni e il Maxxi”; in un “sistema di spazi pubblici all’aperto” a ovest, verso via Piero della Francesca, con edifici per attrezzature ottenuti anche recuperando corpi di fabbrica esistenti; e in un percorso pedonale che collegherà via del Vignola con le aree pure pedonali del Maxxi e con piazza Mancini. Il tutto, inserendo i nuovi elementi – a partire dalla Città della Scienza – in modo organico, partendo “dalla valorizzazione dello spazio aperto” e da una visione che legge come un insieme unico le forme architettoniche e il verde pubblico.