Roma, chiude per mancanza di fondi la biblioteca di cultura ecologica Fabrizio Giovenale nel parco di Aguzzano

biblioteca01Non è servito a niente (per adesso), l’appello lanciato dai giovani che ormai da anni frequentano il Centro di Cultura Ecologica e la Biblioteca “Fabrizio Giovenale”, nella periferia orientale di Roma, per impedirne la chiusura.

La biblioteca, un luogo di incontro e di cultura dove è possibile consultare centinaia di testi di materie scientifiche, dall’Ecologia alle Scienze Naturali, dalle Scienze della Terra alle Scienze Sociali, da oggi 10 gennaio 2014 è chiusa. Il quartiere di Casal de’ Pazzi vede così perdere un importante centro di cultura e di aggregazione, situato peraltro in un’area verde, il Parco Regionale Urbano di Aguzzano, che come altre aree naturali della Capitale è stato strappato alla cementificazione grazie alla lotta di comitati di cittadini nei decenni passati. Un’area di oltre 60 ettari che funge da polmone verde per l’area est di Roma, insieme al parco dell’Aniene.

Qual’è il motivo della chiusura della biblioteca Fabrizio Giovenale? Secondo quanto riferiscono in una nota diffusa su Facebook, ormai da tempo i collaboratori del Centro non percepiscono più fondi e sono stati costretti alla sospensione delle attività.

Parco_urbano_di_Aguzzano_3Nel corso degli anni l’affluenza da parte dei giovani studenti del quartiere (e non) è aumentata esponenzialmente, e attualmente ci sono oltre 2500 iscritti. Oltre ad essere un luogo di studio è diventato infatti anche un punto di ritrovo e di riferimento, immerso nel verde in una città caotica e inquinata come Roma. Nell’appello per la riapertura della biblioteca, i giovani che la gestiscono propongono una soluzione:  “all’interno dell’area del Centro – affermano nella nota – vi è un altro ambiente, che nel 2009 è stato affidato dalla giunta Alemanno alla Protezione Civile. Siamo a conoscenza del fatto che nel Piano d’Assetto del Parco di Aguzzano quello spazio doveva essere destinato a un’area ristoro. Se questo spazio verrà restituito ad uso pubblico, la biblioteca attraverso l’organizzazione di eventi culturali e con l’attività del punto ristoro, riuscirà a far fronte almeno parzialmente alle spese di gestione, e a migliorare il servizio offerto. Ovviamente gli introiti derivanti dalle attività verrebbero reinvestiti nella biblioteca, a parziale sostegno della struttura stessa. 

Quello che chiediamo è un impegno minimo in quanto nella struttura della Protezione Civile, sono presenti solamente due impiegati, che potrebbero agevolmente essere trasferiti nella loro sede principale”.

A questo link è possibile firmare la petizione per salvare la biblioteca.