Con l’arrivo dell’inverno la voglia di praticare sport all’aria aperta solitamente svanisce e il pensiero di indossare un caldo pigiama è sicuramente più allettante che infilare una scarpetta da tennis e uscire al freddo!
La corsa, però, è uno sport che viene praticato anche in condizioni climatiche difficili o estreme: si corre, ad esempio, nel deserto con temperature elevate, si corre fra i ghiacci del polo nord o del polo sud. Secondo il Prof. Fulvio Massini, docente di Atletica Leggera presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Firenze, correre con il freddo è possibile ma a determinate condizioni. “Si parte, innanzitutto, con l’analizzare le risposte fisiologiche dell’organismo al freddo” – spiega il Prof. Massini sulle pagine di benessere.com – aggiungendo che “la bassa temperatura esterna fa arrivare meno sangue verso la superficie cutanea per trattenerlo all’interno dell’organismo. Inoltre possono essere avvertiti i brividi: contrazioni muscolari sincrone ed involontarie, che hanno lo scopo di aumentare il calore corporeo. In un ambiente freddo, inoltre, può comparire il fenomeno della “pelle d’oca” o “orripilazione” che consiste nell’erezione della cute e dei peli, per limitare la superficie di scambio calorico tra corpo ed esterno“.
“Detto questo” – continua il Prof. Massini – “è necessario dare dei consigli in modo che si possa sapere come allenarsi in condizioni di freddo: vediamo innanzitutto chi tollera meglio il freddo. Un leggero strato di grasso sottocutaneo consente di sopportare meglio le basse temperature. I corridori in genere tendono, giustamente, ad essere più magri possibile. Chi vorrà partecipare ad una gara sul ghiaccio sarà bene che si presenti in leggerissimo soprappeso. Troppo grasso creerebbe altri problemi, in relazione alla corsa, un piccolissimo strato di grasso proteggerà gli organi interni. Le donne, dicono gli scienziati, tollerano il freddo esattamente come gli uomini, quindi il freddo non costituisce, per loro, una controindicazione a correre.”
Altra cosa molto importante è il vestiario: uno dei maggiori pericoli può essere costituito da tenersi addosso indumenti bagnati di sudore. La testa dovrà essere coperta da un cappellino di lana da togliersi qualora non se n’avverta più il bisogno. Le orecchie: capitano anche in Italia quelle giornate rigide in cui sembra che le orecchie si spezzino; il cappello deve quindi coprire anche le orecchie, oppure si può indossare un cappellino ed un para-orecchie. Il tronco dovrà essere coperto con una maglia a maniche corte, termica, ed una felpa o maglia a maniche lunghe piuttosto pesante, sempre termica. Se fa veramente molto freddo e spira molto vento, sopra potrà essere indossata una giacca sempre in materiale con le caratteristiche sopra descritte. Con il passare dei chilometri, se non tira vento, la giacca potrà essere tolta e legata in vita.
Le gambe saranno coperte da una calzamaglia lunga, sempre in materiale termico. I piedi saranno invece coperti con un bel paio di calzini piuttosto spessi. Sono da preferire i calzini lunghi in modo da tenere coperti i polpacci. Prima di mettersi i calzini si consiglia di preparare il piede con dei balsami che garantiscano una buona circolazione del sangue. Le mani dovranno essere coperte con guanti leggeri da togliere in caso di caldo eccessivo. Situazione che difficilmente avverrà se correrete ai poli Nord o Sud. Chi corre più veloce potrà coprirsi meno, specialmente in gara. Durante quest’ultima, una maglia termica a mezze maniche con sopra una a maniche lunghe ed un paio di bermuda saranno più che sufficienti. I calzini dovranno allora necessariamente coprire il polpaccio. La canottiera sociale sarà l’ultimo indumento da indossare ed avrà scopo più decorativo che protettivo. Chi invece corre ad andatura più lenta, anche in gara, dovrà stare coperto come indicato in precedenza. Chi ha sofferenze intestinali o problemi digestivi, potrà indossare sopra la calzamaglia un paio di pantaloncini o addirittura, in caso “estremo” una cintura del tipo “Gibaud”. Sulla neve si può correre bene con le normali scarpe da corsa munite di battistrada accentuato. Ottime a questo scopo le scarpe da Trial.
“Pensando a quanti si allenano di notte e poi si fermano a fare stretching prima di salire in macchina” – conclude il Prof. Massini – “a costoro va detto di non restare a prendere del freddo inutilmente, ma di andare, prima possibile, in un luogo asciutto, cambiarsi e dopo fare stretching. Quando è freddo è sconsigliabile eseguire allenamenti con accelerazioni e rallentamenti.“


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