Scienza, test su animali: parla il ricercatore minacciato, “io non mollo”

vivisezione scimmieNon hanno molta voglia di parlare e commentare l’episodio, ma una cosa e’ chiara: non hanno intenzione di mollare le loro ricerche, e hanno gia’ presentato denuncia all’autorita’ giudiziaria. E’ questa la risposta dei quattro ricercatori dell’Universita’ degli Studi di Milano, Edgardo D’Angelo, Claudio Genchi, Alberto Corsini e Maura Francolini, agli insulti – con tanto di foto, nomi e cognomi e numeri di telefono scritti sui muri e sui volantini affissi in diverse strade e perfino sotto casa – subite ad opera di alcuni animalisti per i loro studi e sperimentazioni sugli animali. Lavori fatti nei diversi rami della scienza. D’Angelo, in pensione dal 2011, ha lavorato infatti al Dipartimento di Fisiologia umana, Corsini al dipartimento di Scienze farmacologiche e biomolecolari, e Francolini al dipartimento di Biotecnologie molecolari e medicina traslazionale. L’unico che se la sente di commentare e’ Genchi, professore di Malattie parassitarie. ”Non mi sento in pericolo, anche se mi auguro che non passino alle vie di fatto – spiega -. Queste persone sono dei fanatici che vogliono destabilizzare il sistema, ma non e’ certo per episodi del genere che interromperemo i nostri studi”. Gia’ l’anno scorso aveva subito un atto intimidatorio, ma di minore entita’. ”Erano venuti sotto casa, nel mezzo della notte, a fare degli schiamazzi – racconta -. Pensavo che la cosa fosse finita li’. Mi dispiace solo per i miei nipoti che abitano in zona e vedono quelle scritte”. Tra l’altro, la ricerca per cui e’ finito nel mirino degli animalisti ”e’ stata fatta all’estero – continua Genchi – e io gli animali non li ho neanche visti. Era uno studio per testare l’efficacia di un farmaco sulla filariosi, malattia che colpisce i cani e puo’ trasmettersi all’uomo”. Come parassitologo Genchi e il suo team lavorano su zecche, api e sulle zoonosi, cioe’ malattie infettive che possono trasmettersi dagli animali all’uomo, e anche per curare la salute degli animali. ”Bisogna fare chiarezza – conclude – su cosa e’ la sperimentazione. Purtroppo c’e’ ancora chi crede che esista la vivisezione, ormai vietata dalla legge. In Italia si fa ricerca sugli animali solo quando non ci sono alternative, e comunque su numeri ridotti di esemplari. Non siamo degli ammazza-cani e non ci fa piacere fare studi sugli animali, ma in molti casi non ci sono alternative. Le istituzioni dovrebbero prendere posizione sulla sperimentazione animale, e far capire alla gente che in certe situazioni non puo’ essere sostituita”. Intanto l’Universita’ Statale di Milano ha presentato denuncia contro questo episodio, che non e’ certo il primo. ”Non e’ la prima volta che subiamo atti di questo tipo – fanno sapere dall’ufficio stampa – ma la nostra posizione non cambia. L’11 febbraio verra’ conferita, come deciso, la laurea honoris causa in Chimica e tecnologie farmaceutiche a Silvio Garattini, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico”. L’Universita’ esprime ”piena solidarieta’ ai suoi ricercatori” e ribadisce il suo ”impegno in difesa della ricerca come strumento di miglioramento delle conoscenze e di cura per le persone malate, e sostegno a chi lavora con passione per il raggiungimento di questi obiettivi”.