Scoperto il meccanismo che scatena le terribili esplosioni dei supervulcani, eventi rari ma talmente violenti da rappresentare le piu’ grandi catastrofi naturali sulla Terra dopo la caduta dei meteoriti giganti. L’innesco di queste ‘bombe’ geologiche sarebbe l’aumento della pressione nella camera magmatica provocato dalla differenza di densita’ tra il magma fuso galleggiante e quello solidificato. Lo dimostra un esperimento che ha permesso di riprodurre per la prima volta in laboratorio le condizioni estreme tipiche dei serbatoi dei supervulcani, come quello di Yellowstone e quello dei Campi Flegrei. Lo studio, illustrato su Nature Geoscience, e’ stato condotto presso la struttura europea per la luce di sincrotrone Esrf (European Synchrotron Radiation Facility) di Grenoble dai ricercatori del Politecnico federale (Eth) di Zurigo insieme ai colleghi del Centro nazionale per la ricerca scientifica francese (Cnrs). I risultati dimostrano che il motore dell’eruzione dei supervulcani e’ dato esclusivamente dall’aumento di pressione generato dalla diversa densita’ delle rocce solidificate e del magma liquido, senza il bisogno di un ‘grilletto’ esterno come per esempio un terremoto. ”E’ una situazione simile a quella di un pallone gonfio d’aria immerso sott’acqua – spiega Wim Malfait del Politecnico di Zurigo – che viene spinto verso l’alto dall’acqua piu’ densa che gli sta intorno”. L’innalzamento della pressione nel serbatoio del supervulcano puo’ essere tale da generare un’esplosione capace di fratturare uno strato di crosta terrestre spesso piu’ di 10 chilometri.
Scoperto il meccanismo che scatena le terribili esplosioni dei supervulcani, dipende dalla densità del magma


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