L’associazione Biancheri, attiva da tempo contro la soppressione dei treni lungo la storica linea ferroviaria Cuneo-Ventimiglia, ha lanciato una proposta: usare questa linea, costruita nell’Ottocento e una delle più spettacolari d’Italia, per collegare l’estremo ponente con Torino abilitando treni d’emergenza. La proposta arriva a pochi giorni dall’incidente nei pressi di Andora, quando a causa di una frana un Intercity è deragliato rischiando di precipitare in mare. Da allora le corse sono sospese fra Savona e Ventimiglia, sostituite da bus, provocando disagi ai pendolari e di fatto interrompendo un pezzo importante di circolazione ferroviaria nel nord-ovest.
La proposta è arrivata dal Presidente dell’Associazione Biancheri e dal Sindaco di Airole, Fausto Molinari, che hanno rivolto l’appello al Governatore Burlando e all’Assessore ai Trasporti regionale Enrico Vesco, che in queste ore incontreranno il Ministro Lupi per fare il punto della situazione.
“Noi abbiamo un’alternativa per collegare il ponente ligure e la Francia con la città di Torino. Questa opportunità è quella di utilizzare la Cuneo-Ventimiglia, che tra l’altro è disponibile come spazi, mettendo dei treni straordinari.” Gli ha fatto eco il primo cittadino Molinari: “Chiediamo il potenziamento della Cuneo-Ventimiglia durante la fase di emergenza in attesa che venga ripristinata la viabilità ferroviaria.”
La ferrovia, la cui costruzione iniziò alla fine dell’Ottocento, ha un tracciato di quasi 100 km che oggi si sviluppa parzialmente anche in territorio francese (al tempo della costruzione era italiano). La particolarità è che la linea passa attraverso il Col di Tenda grazie a un sistema di lunghe gallerie, e compie in poco tempo un dislivello di 1000 metri, passando dalle Alpi al mar Tirreno grazie a un sistema di curve a 360° che riducono la pendenza della ferrovia. Il percorso si snoda inoltre nella meravigliosa valle del Roya, nei pressi della quale c’è la valle delle Meraviglie, dove sono presenti numerose incisioni rupestri antichissime. Una zona di alto valore naturalistico e culturale che la Francia ha saputo valorizzare con treni nuovi e piani turistici, mentre l’Italia sopprime le corse togliendo inoltre un servizio importante per i pendolari.
Da mesi è in atto una forte mobilitazione per evitare la soppressione della linea, che dal 15 dicembre è stata fortemente ridimensionata con l’eliminazione di molte corse (ne restano soltanto due al giorno).
