Erano le 06:52 del mattino e un violentissimo terremoto di magnitudo 7.0 scosse l’Italia centrale, con epicentro nella Marsica, uccidendo circa 30.000 persone nella piana del Fucino, in Abruzzo, e in modo particolare ad Avezzano, Pescina ma anche Sora nel Lazio. La scossa ebbe ripercussioni e fu avvertita su gran parte d’Italia, da nord a sud, con danni anche in altre Regioni mentre alcuni paesi della Marsica, come Tagliacozzo e Luco dei Marsi, si salvarono dal catastrofico terremoto grazie al tipo di terreno su cui poggiano, in grado di ammortizzare i movimenti tellurici. In questo luogo in particolare, non si rilevarono particolari danni alle abitazioni, ancora oggi intatte tra le più antiche.
La scossa, inoltre, si verificò appena 6 anni dopo la catastrofe dello Stretto di Messina. Ecco la scheda con gli effetti macrosismici.
Terremoto con epicentro nel Distretto Sismico: Piana del Fucino
Data 13/01/1915 UTC 06:52
Latitudine 42.0° Longitudine 13.4°
Magnitudo 7.0 Profondità 5 Km
La presente scheda elenca gli effetti macrosismici stimati secondo un modello che utilizza i dati qui esposti. Gli effetti macrosismici rilevati, in una qualsiasi località, possono variare di uno o due livelli, in più o in meno, a seconda della conformazione geologica del territorio o di peculiari caratteristiche costruttive delle abitazioni. Escluso indicazioni diverse, la percettibilità del sisma è intesa in orario diurno. L’accelerazione di picco al suolo: PGA è espressa in cm/s².
N. B. La numerazione e la terminologia utilizzate non equivalgono a quelle riportate in altre scale sismiche.
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Territori a una distanza superiore a 13360 Km dall’epicentro.
0 – Scossa immisurabile PGA < 0.08
Le onde sismiche sono integrate nel rumore di fondo. Il territorio è da ritenersi, a tutti gli effetti pratici e scientifici, non interessato dal terremoto.
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Città e territori a una distanza compresa tra 13360 Km e 8103 Km dall’epicentro:
Los Angeles, Rio de Janeiro, Buenos Aires, Tokyo, Jakarta, Manila, Hong Kong, Seoul, Cape Town
1 – Scossa strumentale 0.08 < PGA < 0.15 ( I MCS )
L’evento sismico è del tutto inconsistente; esso è registrato dalle stazioni sismiche dotate di strumentazione avanzata. Dalla regione non giunge alcuna segnalazione del terremoto.
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Città e territori a una distanza compresa tra 8103 Km e 4915 Km dall’epicentro:
New York, Pechino, Chicago, Montreal, Toronto, Kinshasa, Nairobi, Luanda, Karachi, New Delhi
2 – Scossa impercettibile 0.15 < PGA < 0.30 ( I MCS )
L’intensità dell’evento è trascurabile; esso è rilevato dalle stazioni sismiche presenti nella regione. Generalmente, anche nelle più favorevoli condizioni, la scossa non è avvertita dalla popolazione. Tranne rare eccezioni, dal territorio non pervengono segnalazioni del sisma.
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Città e territori a una distanza compresa tra 4915 Km e 2981 Km dall’epicentro:
Reykjavik, Dakar, Lagos, Khartoum, Riyadh, Sana’a, Tehran, Omsk, Astana, Kabul, Polo Nord
3 – Scossa irrilevante 0.3 < PGA < 0.6 ( I MCS )
Anche in circostanze particolarmente favorevoli, agli ultimi piani degli edifici più alti, quasi nessuno percepisce le minime oscillazioni causate dal sisma. All’aperto, nessuno avverte il terremoto, né il rombo da esso generato. Dalle zone densamente abitate, giungono sporadiche e isolate segnalazioni.
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Città e territori a una distanza compresa tra 2981 Km e 1808 Km dall’epicentro:
Oslo, Stoccolma, Helsinki, Mosca, Dublino, Lisbona, Cairo, Gerusalemme, Damasco, Casablanca
4 – Scossa flebile 0.6 < PGA < 1.2 ( I – II MCS )
Ai piani superiori degli edifici e in condizioni di perfetta quiete, un esiguo numero di persone percepisce un’oscillazione lievissima; tale da non destare alcuna preoccupazione. Tranne rare eccezioni, all’aperto, nessuno avverte la scossa. Generalmente, nella regione, il rombo sismico non è udibile. Pochissime le segnalazioni del terremoto trasmesse via Internet.
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Città e territori a una distanza compresa tra 1808 Km e 1097 Km dall’epicentro:
Berlino, Londra, Parigi, Madrid, Varsavia, Copenaghen, Kiev, Odessa, Ankara, Istanbul, Vilnius
5 – Scossa tenue 1.2 < PGA < 2.5 ( II MCS )
Poche persone in condizioni di quiete, ai piani superiori e intermedi degli edifici, avvertono un leggerissimo tremore. I lampadari sono smossi dalla loro posizione di equilibrio. Tali effetti generano solo un po’ di apprensione in chi li percepisce. All’aperto, quasi nessuno avverte il sisma. Dal territorio giungono poche segnalazioni; in qualche caso isolato, esse riferiscono di un’indistinta, greve sonorità che precede il terremoto.
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Città e territori a una distanza compresa tra 1097 Km e 665 Km dall’epicentro:
Ginevra, Marsiglia, Monaco di Baviera, Vienna, Sofia, Atene, Tripoli, Bucarest, Bratislava, Praga
6 – Scossa lieve 2.5 < PGA < 5.0 ( II – III MCS )
Un discreto numero di persone, all’interno delle abitazioni e in condizioni di quiete, avverte un tremore di modesta entità. I lampadari compiono oscillazioni di ampiezza minima; si ode un sommesso tintinnio di vetri e ceramiche. Tali effetti mettono in apprensione chi li percepisce. All’esterno, pochissime persone avvertono la scossa; qualcuno, con un po’ di anticipo, sente un cupo rumore a bassa frequenza. Dal territorio giunge un discreto numero di segnalazioni.
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Città e territori a una distanza compresa tra 665 Km e 403 Km dall’epicentro:
Milano, Torino, Genova, Trieste, Bolzano, Palermo, Cagliari, Reggio C, Catania, Catanzaro, Lecce
7 – Scossa leggera 5 < PGA < 10 ( III MCS )
All’interno degli edifici, diverse persone avvertono una debole vibrazione. I lampadari compiono oscillazioni di piccola ampiezza; si sente lo scampanellio di cristalleria e vasellame. Qualcuno, preoccupato da tali effetti, per sicurezza, esce all’aperto. All’esterno delle abitazioni, solo in pochi percepiscono il terremoto; alcuni, con un certo anticipo, sentono un rumore simile a un tuono lontano. Tramite Internet è trasmesso un numero considerevole di segnalazioni.
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Città e territori a una distanza compresa tra 403 Km e 245 Km dall’epicentro:
Bologna, Firenze, Venezia, Bari, Prato, Ravenna, Forlì, Cesena, Pistoia, Altamura, Imola, Potenza
8 – Scossa contenuta 10 < PGA < 20 ( III – IV MCS )
Molte persone, all’interno degli edifici, avvertono una vibrazione sismica d’intensità limitata ma tangibile. I lampadari oscillano visibilmente; si sentono vari scricchiolii e tremiti di finestre e vasellame. Qualcuno, mentre dorme, è svegliato. Diversa gente, messa in allarme da tali effetti, preferisce uscire dalle abitazioni. All’aperto, la scossa è percepita da un discreto numero di persone. Costoro sentono, abbastanza chiaramente, il rombo che precede il terremoto. Numerose le segnalazioni del sisma provenienti dal territorio.
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Città e territori a una distanza compresa tra 245 Km e 148 Km dall’epicentro:
Napoli, Foggia, Rimini, Salerno, Ancona, Arezzo, Pesaro, TD Greco, Grosseto, Castellammare DS
9 – Scossa moderata 20 < PGA < 40 ( IV MCS )
All’interno delle abitazioni, moltissima gente avverte la scossa. La vibrazione sismica è piuttosto intensa e sveglia diverse persone. I lampadari compiono ampie oscillazioni. Il tremolio di finestre e suppellettili risuona con insistenza nelle case; alcuni oggetti vengono spostati. La gente è intimorita; in molti escono dagli edifici. All’aperto, un numero considerevole di persone percepisce distintamente il movimento tellurico e il chiaro rombo che lo precede. Le costruzioni non subiscono danni evidenti. Dalle città giungono innumerevoli segnalazioni del terremoto.
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Città e territori a una distanza compresa tra 148 Km e 90 Km dall’epicentro:
Perugia, Giugliano IC, Pozzuoli, Casoria, Caserta, Fiumicino, Afragola, Viterbo, Marano DN, Foligno
10 – Scossa considerevole 40 < PGA < 80 ( V MCS )
All’interno degli edifici, quasi tutti avvertono il terremoto e, talvolta, anche il notevole rombo che lo precede; in molti percepiscono la scossa all’aperto. La sollecitazione sismica è di ragguardevole intensità e sveglia numerose persone. Vasellame e suppellettili vibrano sonoramente. Alcuni oggetti poco stabili e sviluppati in altezza, come bottiglie e candelabri, cadono. I lampadari compiono oscillazioni molto ampie. Le porte e le finestre si aprono e si chiudono. La scossa mette spavento e la gente si riversa per strada. Le case e i monumenti, più deboli e maltenuti, subiscono lievi danni superficiali: sottili crepe nell’intonaco, vetri lesionati, caduta di calcinacci. Numerose le segnalazioni del sisma provenienti dal territorio.
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Città e territori a una distanza compresa tra 90 Km e 54 Km dall’epicentro:
Roma, Pescara, Latina, Terni, Guidonia, Aprilia, Pomezia, Teramo, Chieti, Anzio, Velletri
11 – Scossa forte 80 < PGA < 150 ( VI MCS )
La sollecitazione sismica è particolarmente intensa e solo pochissime persone, all’interno di veicoli in movimento, non la avvertono. L’evento è preceduto da un sinistro rombo udito, non di rado, anche nel chiuso delle abitazioni; chi dorme è svegliato. Gli arredi e le suppellettili vibrano rumorosamente; gli oggetti più instabili cadono dai ripiani. Le porte e le finestre si aprono e si chiudono sbattendo sugli infissi. I lampadari oscillano paurosamente. La gente subisce un forte spavento e corre verso l’esterno degli edifici. Nella concitazione qualcuno potrebbe ferirsi o essere colto da malore. Le costruzioni più deboli e fatiscenti subiscono danni rilevanti: crepe nei muri; finestre rotte; parziale caduta di comignoli e cornicioni. Le abitazioni ordinarie non subiscono danni evidenti. Tramite Internet è trasmesso un numero considerevole di segnalazioni.
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Città e territori a una distanza compresa tra 54 Km e 33 Km dall’epicentro:
L’Aquila, Tivoli, Frosinone, Sora, Sulmona, Ceccano, Colleferro, Anagni, Palestrina, Ferentino
12 – Scossa dannosa 150 < PGA < 300 ( VII MCS )
Tutti percepiscono il terremoto. L’evento è preceduto da un rombo di estesa e intensa sonorità, avvertito spesso, anche all’interno degli edifici. Lo scuotimento sismico è molto forte; gli arredi sono spostati. In casa è un frastuono di suppellettili che cadono per terra, di vetri e specchi che vanno in frantumi. La gente, in preda al panico, corre precipitosamente verso l’esterno delle abitazioni. Si conta qualche vittima isolata e alcuni feriti. Le case e i monumenti più logori e vetusti subiscono gravi danni strutturali; ampie crepe nei muri; porte e finestre divelte; caduta di cornicioni, tegole e comignoli. Gli edifici ordinari subiscono solo danni superficiali e sono ancora agibili. Nel terreno si apre qualche fessurazione; alcune strade secondarie sono impraticabili. Pur nelle difficoltà del momento, dal territorio giunge un discreto numero di segnalazioni.
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Città e territori a una distanza compresa tra 33 Km e 19 Km dall’epicentro:
Alatri, Fiuggi, Subiaco, Carsoli, Piglio, Borgorose, Pescina, S Benedetto DM, Balsorano, Serrone
13 – Scossa rovinosa 300 < PGA < 600 ( VIII MCS )
Lo scuotimento sismico è fortissimo; esso è preceduto da un boato avvertito chiaramente da tutti. Le suppellettili e parte degli arredi sono rovesciate fragorosamente sul pavimento. Le persone, pur avendo difficoltà nei movimenti, cercano disperatamente di uscire all’aperto; si creano situazioni di panico collettivo. Si registrano alcune vittime e diversi feriti. La guida degli autoveicoli è difficoltosa. Le case fatiscenti e i monumenti più instabili collassano parzialmente; le statue cadono dai piedistalli. Antichi paesi e centri storici sono semidistrutti. Le costruzioni ordinarie subiscono danni rilevanti e non sono agibili. Gli edifici costruiti con criteri antisismici non riportano danni evidenti. Nel terreno si aprono larghe crepe; dai pendii scoscesi cadono massi e pietre. Alcune vie di comunicazione sono interrotte. La rete idrica subisce qualche danneggiamento. Sulla costa si genera un maremoto di lieve entità. A causa della grave situazione, sono poche le segnalazioni del sisma trasmesse via Internet.
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Città e territori a una distanza compresa tra 19 Km e 11 Km dall’epicentro:
Celano, Tagliacozzo, Trasacco, Civitella R, Cerchio, Morino, Aielli, S Marie, Ovindoli, C D’Antino
14 – Scossa distruttiva 600 < PGA < 1200 ( IX MCS )
Un grande boato precede il terremoto. La scossa è violenta. Le persone sono sconvolte e disorientate; hanno difficoltà a reggersi in piedi e alcune non riescono a uscire dalle abitazioni. Si contano diverse vittime e molti feriti. Gli oggetti sono sollevati dalla base di appoggio; gli arredi sono rovesciati per terra. Le case fatiscenti e i monumenti più deboli crollano rovinosamente; antichi paesi e centri storici sono distrutti. Le costruzioni ordinarie subiscono gravi danni strutturali e sono pericolanti. Gli edifici costruiti con criteri antisismici riportano solo danni superficiali. Le condutture d’acqua, gas e scarichi subiscono diversi danneggiamenti e rotture. Nel suolo si aprono crepacci dai quali, nelle aree alluvionali, fuoriescono sabbia e fango; si generano frane e smottamenti di terreno. Diverse vie di comunicazione sono interrotte; le rotaie sono leggermente incurvate. I ponti sono gravemente danneggiati. Sulla costa si genera un maremoto di entità moderata. Nella regione la situazione è gravissima; pochissime le segnalazioni da lì trasmesse.
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Città e territori a una distanza compresa tra 11 Km e 5 Km dall’epicentro:
Luco DM, Capistrello, Magliano DM, Scurcola , Massa d’Albe, Castellafiume, Canistro, Cappadocia
15 – Scossa disastrosa 1200 < PGA < 2500 ( X MCS )
Un fragoroso boato precede il terremoto. La scossa è particolarmente violenta; gli oggetti sono sospinti verso l’alto. Le persone sono terrorizzate; impedite nei movimenti, molte non riescono a uscire dalle loro abitazioni. Si registrano numerose vittime e moltissimi feriti. Le costruzioni ordinarie collassano parzialmente ma anche quelle antisismiche subiscono danni rilevanti. I moderni agglomerati urbani sono semidistrutti; antichi paesi e centri storici sono rasi al suolo. Le tubature interrate subiscono troncamenti e rotture in numerosi punti della rete. Le dighe sono danneggiate. Le rotaie sono visibilmente incurvate; molte vie di comunicazione sono interrotte. I ponti sono distrutti. Nel suolo si aprono ampie voragini e crepacci; dai pendii si staccano grandi frane. Nelle aree alluvionali il terreno si liquefa. Un maremoto, di considerevole entità, colpisce la costa aggravando ulteriormente la situazione. Tramite Internet giunge solo qualche isolata segnalazione del sisma.
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Città e territori a una distanza inferiore a 5 Km dall’epicentro:
Avezzano
16 – Scossa devastante 2500 < PGA < 5000 ( XI MCS )
Il terremoto è violentissimo; esso è preceduto da una grande deflagrazione. Gli oggetti sono proiettati verso l’alto. La gente, pervasa dal terrore, è nell’incapacità di muoversi e prendere qualsiasi decisione. Si contano moltissime vittime; solo poche persone rimangono illese. Le costruzioni ordinarie crollano rovinosamente; quelle antisismiche subiscono gravi danni strutturali. Interi agglomerati urbani sono distrutti. Antichi paesi e centri storici sono completamente rasi al suolo. Le reti di servizi e le infrastrutture sono in gran parte distrutte. Le dighe sono gravemente danneggiate. Le ferrovie e le strade sono quasi tutte impraticabili; le rotaie sono fortemente incurvate. Nel suolo si aprono profonde voragini e crepacci; si generano enormi frane; il terreno si liquefa su vaste aree. Un maremoto rovinoso arreca ulteriore distruzione alle zone costiere. Tranne rare eccezioni, dal territorio non pervengono segnalazioni del sisma.
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