Opere d’arte sui muraglioni di travertino che arginano il Tevere, nel centro di Roma. Questo il progetto che verrà realizzato nei prossimi mesi e che interesserà un lungo tratto lungo il fiume, da ponte Sisto a ponte Mazzini, e che porterà la firma del sudafricano William Kentridge. Non si tratta propriamente di un murales, perché non verrà usata vernice né spray: verranno ricavate 90 figure alte fino a 9 metri, pulendo lo sporco depositatosi nei decenni passati sul bianco del travertino. L’opera avrà come titolo “Triumph and Laments”e ripercorrà con figure simboliche i trionfi e le sconfitte succedutesi nella storia di Roma.
Non sarà comunque un’opera rivolta al passato, né sarà una sorta di timeline con un ordine cronologico. Accanto ai volti d’imperatori e schiavi lungo le banchine del fiume si animeranno anche figure della storia più attuale, protagoniste di pagine di storia recenti, disegnate alla maniera evocativa di Kentridge, con disegni e animazione.
L’opera dovrebbe essere ultimata per l’estate del 2014, ma non sono esclusi ritardi per la burocrazia. La tecnica usata dal famoso artista sudafricano sarà quella già testata nel 2005 dalla Jones, che l’ha ideata: si chiama pulitura selettiva, semplicemente dell’acqua toglie la patina di smog che si è accumulata sui muraglioni (i quali sono formati da travertino, roccia calcarea bianca). Nessuna vernice e nessun intervento invasivo verranno attuati. L’opera riqualificherà l’area delle banchine del Tevere, mai adeguatamente valorizzate.
Il progetto è frutto dell’impegno dell’associazione onlus Tevereterno, che da tempo aveva richiesto il permesso per l’esecuzione dell’opera. Secondo il direttore della Onlus Thomas Rankin, “nessuno ha detto no al progetto e, anche se qualcuno tarda a rispondere formalmente, le prime risposte arrivate sono state tutte positive per un progetto che, se proprio dobbiamo usare il termine ‘graffiti’ è giusto ricordare che essi sono nati anticamente proprio sui muri e con un graffio quindi, proprio come la pulitura selettiva, con una modalità di sottrazione. Niente a che vedere con quelli che sono i graffiti della cultura americana degli anni Ottanta” ribadisce Rankin, ricordando anche che il progetto non sono stati chiesti soldi (l’appoggio verrà dato da gallerie private).


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