Abruzzo: veleni di Bussi, sequestrate le discariche già sequestrate

gdf_1Proprio nel pomeriggio vi avevamo ampiamente descritto la questione della “discarica dei veleni” di Bussi sul Tirino, in provincia di Pescara. E’ di qualche ora fa la notizia, appresa da abruzzolive.tv, che l’area a nord della zona industriale di Bussi – dove ci sono due discariche, situate sotto il paese, e non lontano dalla cosiddetta megadiscarica dei veleni di località Tremontiè stata posta sotto sequestro (anche se era già stata sequestrata) nell’ambito di una nuova inchiesta dei pm del tribunale di Pescara, Giuseppe Bellelli e Annarita Mantini, sulla mancata messa in sicurezza dei siti.
L’inchiesta che ha portato ai nuovi sequestri conta 8 indagati tra i vertici delle due società che fanno capo alla Solvay e mira a far luce sulla mancata messa in sicurezza delle tre discariche imposta dal ministero dell’Ambiente e volta ad impedire il contatto fra le discariche inquinanti con le falde freatiche e le acque fluviali. Si temono i danni potenzialmente causati sull’ambiente e sulla salute pubblica. Il provvedimento emesso dal gip Maria Michela Di Fine è stato eseguito dai militari della Guardia di Finanza di Pescara e dal Corpo forestale dello Stato di Pescara e Tocco da Casauria. I terreni interessati dal provvedimento di sequestro hanno un’estensione di circa 55.000 metri quadri. Le tre discariche erano già state sequestrate nel 2007 dalla forestale di Pescara e attualmente sono oggetto di un procedimento penale davanti alla Corte d’Assise di Chieti, che conta 19 imputati, quasi tutti ex amministratori e vertici della Montedison, accusati di disastro ambientale e avvelenamento delle acque destinate ad uso potabile. Tutto ciò potrebbe comportare, come specificato nell’ordinanza del gip, il perseverare degli effetti di precipitazione e di percolamento dei rifiuti già interrati nelle suddette discariche con conseguente pericolo per l’ambiente e la salute pubblica. Per questo motivo è contestato il reato di disastro ambientale colposo e di avvelenamento delle acque. Come richiesto dalla Procura, le aree poste sotto sequestro sono state affidate in giudiziale custodia al ministero dell’Ambiente già direttamente interessato al problema a seguito dell’inserimento del sito di Bussi sul Tirino tra quelli più inquinati d’Italia e che necessitano di bonifica.