Allerta Meteo, quando “piove sul bagnato”: perché le nuove piogge in arrivo sono ancora più pericolose

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franamosciaNei prossimi giorni sono previsti nuovi forti temporali in particolar modo sul Centro-Nord, con l’arrivo del ciclone Stephanie. Stavolta le precipitazioni in arrivo preoccupano particolarmente. Dopo settimane di forte maltempo infatti, in particolar modo dopo la settimana passata in cui si sono registrati numerosi epidosi di esondazioni fluviali, smottamenti e frane, i terreni sono saturi e l’arrivo di nuova pioggia potrebbe aumentare il numero e l’entità dei fenomeni di dissesto.

Per comprendere meglio come mai i suoli saturi presentino un rischio grave, bisogna conoscere la struttura del sottosuolo. I geologi suddividono il terreno in due zone: quella satura e quella non satura, separate da una fascia di transizione. Il limite fra zona satura e non satura è marcato dal livello della falda acquifera, che oscilla a seconda dell’apporto delle precipitazioni, e che quindi si abbassa in estate e cresce nei mesi invernali.

zonalitverticale001La differenza fra zona satura e non satura è tutta racchiusa nella quantità di acqua presente negli interstizi del terreno: nella zona satura tutti i pori sono occupati, mentre in quella non satura l’acqua può essere presente in percentuali variabili. Nella zona non satura l’acqua non è mai del tutto assente. Esiste infatti una frazione che riesce comunque a legarsi molecolarmente alle particelle che costituiscono il terreno. Essa viene definita acqua di ritenzione, e semplificando si può dire che è quella porzione di acqua presente nel terreno che crea “umidità” e che non si muove verso il basso. Essa è legata in maniera fortissima ai grani del terreno. Va differenziata dall’acqua gravifica, che come dice il nome è libera di muoversi verso il basso per gravità, e che va ad alimentare la falda.

MALTEMPO:FRANATA MONTAGNA NEL VIBONESE,EVACUATO INTERO PAESEInfine, bisogna menzionare sia l’acqua capillare, che risale dalla falda nella zona non satura, sia quella porzione di acqua situata nel terreno a pochissima distanza dalla superficie, che subisce i fenomeni di evapotraspirazione, cioè la somma di evaporazione (passaggio fisico dallo stato liquido a gassoso) e traspirazione (assorbimento di acqua da parte delle radici delle piante).

Con l’aumento delle precipitazioni nei mesi autunnali, la falda idrica e quindi la zona satura, salgono verso il piano campagna, e la fascia non satura si riduce sempre più. In questi giorni, in particolar modo nella pianure alluvionali fluviali e lacustri, la falda è salita al punto da emergere in molti punti, creando vasti pantani. Anche sui pendii montuosi e collinari il terreno è al punto di saturazione, con una percentuale di acqua intrappolata nei pori altissima, prossima al 100%. Basta poco perché questo limite venga raggiunto.

E qui, entra in gioco il problema meccanico: se da una parte i terreni pianeggianti, anche se imbibiti di acqua, non possono dar luogo a franamenti (il problema casomai è quello provocato ai centri abitati ed alle coltivazioni), bastano pendenze minime per scatenare le frane. Il motore delle frane è la forza di gravità. Senza questa forza, non ci sarebbero frane. La presenza dell’acqua non è il motore, ma in qualche modo, volendo semplificare molto, è un importantissimo ingrediente che permette a questo motore di accendersi. In sostanza la presenza di acqua nel terreno lo indebolisce, facendolo diventare più vulnerabile alla gravità e quindi al movimento verso il basso. Inoltre l’acqua ha un peso: ed è proprio questo peso uno degli elementi che portano al movimento.

franaI due fattori che portano alla frana sono proprio questi: da un lato la perdita di resistenza da parte del terreno (potremmo dire “resistenza a franare”), perché viene meno la coesione del materiale e si riducono quelli che in ingegneria sono chiamati gli “sforzi efficaci”. Dall’altra un aumento del peso del pendio, appesantito per la saturazione.

La meccanica delle frane è molto complessa ed entrano in gioco numerosi altri fattori, di cui sarebbe troppo lungo trattare in questo articolo, ma è certamente l’acqua un importantissimo elemento la cui assenza o presenza può significare sicurezza o rischio.

Ecco perché l’arrivo di nuove “bombe d’acqua” previsto da lunedì sulle regioni centro-settentrionali italiane, su terreni saturi o al limite della saturazione, viene visto con preoccupazione.

Inoltre il problema non sono sole le frane ma anche i fiumi: i terreni saturi non assorbono più pioggia e l’acqua di precipitazione scorrerà in superficie riversandosi subito nel reticolo fluviale, causando nuove piene.

Si tratta di fenomeni del tutto naturali, che sono sempre accaduti nella storia della Terra. Il problema è che le attività umane, da quelle agricole ad industriali, per non parlare delle infrastrutture e delle città, sono fortemente vulnerbaili a questi fenomeni, e in molti casi li hanno amplificati a dismisura con lo stravolgimento di equilibri naturali.