Ambiente, telerilevamento: primato internazionale del CNR

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ambiente-l-aquilaIl telerilevamento o Remote Sensing permette di ricavare informazioni sull’Ambiente a distanza misurando la radiazione elettromagnetica emessa dalle superfici indagate. Un sistema innovativo, soprattutto grazie allo sviluppo di satelliti e sistemi satellitari che consentono l’osservazione della Terra dallo spazio, ma anche a immagini e dati raccolti da velivoli di vario tipo. L’eccellenza della ricerca italiana nel settore, gia’ ben nota tra gli addetti ai lavori, e’ stata ora confermata e quantificata dalla rivista “Scientometrics”. Nella classifica per nazioni, l’Italia si pone per lavori pubblicati al settimo posto, dopo Usa, Cina, Uk, Francia, Germania e Canada. Per quanto riguarda le strutture di ricerca, anche il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e’ al settimo posto mondiale per articoli pubblicati sul Remote Sensing dopo sei istituzioni Usa – nell’ordine: Nasa, Caltech, University of Maryland, Noaa, University of Colorado – e la Chinese Academy of Sciences, seconda. Dopo il Cnr, la seconda struttura europea e’ il Cnrs francese, che si colloca al sedicesimo posto. “Il successo del Cnr si basa sulla capacita’ di coprire l’intera filiera del telerilevamento a partire dagli sviluppi strumentali, alla gestione dei dati, mettendo insieme esperti di telerilevamento e del settore applicativo: rischi naturali, sicurezza, agricoltura, qualita’ dell’Ambiente, archeologia, beni culturali, meteorologia”, spiega Enrico Brugnoli, direttore del Dipartimento Scienze del sistema Terra e tecnologie per l’Ambiente del Cnr. “L’Ente opera su una gamma molto ampia di sensori e piattaforme, combinando le informazioni da remoto con quelle derivanti da dati al suolo, specialmente nello studio del suolo, della vegetazione e del cambiamento climatico”. Il Cnr investe risorse significative nel settore, dove ha sviluppato un sistema infrastrutturale che comprende tra gli altri: un sistema di campi sperimentali, quali Osservatorio Atmosferico ‘Ciao’ di Tito Scalo e Stazione ‘Ottavio Vittori’ sul Monte Cimone, le stazioni polari in Antartide e Artide, la Stazione Piramide sull’Everest, navi oceanografiche, piattaforme aeree, mezzi mobili di emergenza, sistemi di ricezione, processamento e archiviazione dei dati satellitari. “Un posizionamento internazionale che puo’ dare un grande contributo alla competitivita’ dell’Italia in questo settore, indicato come uno di quelli prioritari dell’Unione Europea”, prosegue Brugnoli. “I dati esaminati confermano la qualita’ della ricerca del Cnr, nonostante i problemi e l’esiguita’ delle risorse a disposizione. E’ un riconoscimento importante che inorgoglisce e premia il nostro impegno, ma al tempo stesso invita a riflettere sull’emergenza che dobbiamo affrontare, sul bisogno di favorire il cambio generazionale e assicurare continuita’ alle ricerche anche attraverso un piano straordinario di assunzioni”, osserva il presidente del CnrLuigi Nicolais. “La ricerca e’ un investimento, rende piu’ ricco il Paese, riorienta e innova i sistemi produttivi, crea opportunita’ di lavoro. Essere riconosciuti quale riferimento di eccellenza in un settore avanzato e trasversale come il remote sensing – conclude – conferma il ruolo chiave del Cnr nei grandi progetti comunitari”.