E’ partita intorno alle 15 dal molo Giano del porto di Genova la chiatta destinata a trasportare le cinque gru della ditta Vernazza che dovranno rimuovere locomotore e carrozza del’Intercity 660 deragliato a causa di una frana il 17 gennaio scorso, poche centinaia di metri fuori della stazione Andora (Savona), in direzione San Bartolomeo Cervo. Nel giro di tre giorni i tecnici della Vernazza e di Rfi dovrebbero rimuovere locomotore e carrozza sviati dal binario (le altre tre carrozze del convoglio, quelle rimaste sulle rotaie, erano state rimosse e trasportate a Savona il 16 febbraio scorso). Il viaggio da Genova ad Andora, se il mare restera’ calmo, dovrebbe richiedere 12 – 15 ore. Raggiunto lo specchio acqueo antistante la scogliera saranno necessarie
altrettante ore per l’ormeggio e il fissaggio della piattaforma per poi poter avviare le attivita’ di sollevamento del locomotore, della carrozza e il loro conseguente riposizionamento sui binari. Delle cinque le gru che viaggiano a bordo della chiatta, due saranno utilizzate per il sollevamento del materiale rotabile, una posizionata a terra coadiuvera’ le operazioni di stabilizzazione e la traslazione verso monte del locomotore, e due di supporto rimarranno a bordo. Sul binario saranno operative anche le squadre tecniche di Trenitalia che collaboreranno per le attivita’ di supporto a terra. La chiatta utilizzata, fornita alla Vernazza dai cantieri Mariotti, e’ una Flat Top Ballastable, dimensioni 90x27x6,50 m, peso, a vuoto, 2.030 tonnellate, portata 9.700 tonnellate. Sara’ accompagnata da tre rimorchiatori di Oro Mare. La rimozione di quello che resta dell’Intercity dovrebbe avvenire martedi’ e il binario tornare operativo a meta’ marzo. Se il cronoprogramma non sara’ ostacolato dalle condizioni meteomarine o da altri imprevisti, dovrebbe essere mantenuta la promessa fatta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, il 7 febbraio scorso, dopo avere visitato il sito e avere discusso con gli esponenti delle amministrazioni e e delle aziende interessate. Di fronte ai giornalisti , ai tecnici e agli amministratori, Lupi aveva detto: ”Il binario sara’ libero e in funzione entro cinque settimane. Su questo ci giochiamo tutti la faccia”. La liberazione del binario e’ essenziale per il Ponente ligure, che da decenni aspetta il completamento del raddoppio della linea ferroviaria, oggi insufficiente, e il 17 gennaio si era trovato con l’unico binario interrotto. Trenitalia, subito dopo l’incidente, ha immediatamente riprogrammato il servizio tra Savona e Ventimiglia con 25 bus sostitutivi, 7 tra Savona e Ventimiglia per i treni Intercity e 18 tra Albenga e Diano Marina per i treni regionali, ma il disagio per pendolari e studenti e’ rimasto notevole, anche perche’ pochi giorni dopo la terra e’ smottata anche sull’Aurelia, a Capo Mele, nel tratto che collega Andora e Laigueglia. Ha ceduto una parte della collina soprastante la via, sono caduti alcuni massi mentre i detriti sono stati bloccati dalle reti. L’Aurelia dovrebbe essere liberata ai primi di marzo. Per ora chi intende raggiungere Andora dalla Provincia di Savona deve utilizzare l’autostrada Savona-
Ventimiglia e uscire al casello della citta’, oppure la strada di Colla Micheri, che sale dal centro di Laigueglia e arriva ad Andora. Il 17 gennaio, alle 12.40, a interrompere la circolazione ferrroviaria ad Andora era stato lo smottamento di tratto di pendio collinare (di proprieta’ privata) che fiancheggia i binari e che reggeva una terrazza/parcheggio, mentre stava arrivando l’Intercity 6660 Ventimiglia – Milano con a bordo 200 persone. I detriti non hanno investito direttamente il convoglio, parzialmente sviato dal cumulo trovato sul binario. Sono deragliati soltanto il locomotore e la prima carrozza, le altre tre sono rimaste sulle rotaie. In quel tratto la ferrovia passa sopra una scogliera alta alcuni metri: se il tutto il treno fosse uscito dai binari e fosse precipitato dalla scogliera il bilancio avrebbe potuto essere tragico. In sostanza, i danni alle persone sono stati lievi: cinque ricoverati in condizioni non gravi. Le polemiche, comunque non sono mancate. Non soltanto per la presenza di un solo binario dopo decenni di discussioni e di promesse da parte delle istituzioni, ma anche perche’ il sindaco Franco Floris, interpretando probabilmente gli umori dei suoi concittadini, pretendeva che i lavori di sgombero e ripristino del binario iniziassero immediatamente. Ma Rfi, per operare, doveva attendere l’autorizzazione della procura di Savona a entrare nella zona sequestrata in seguito all’inchiesta sul disastro e l’ordinanza dello stesso sindaco che le consentisse di occupare le aree di proprieta’ di privati per ragioni di pubblica utilita’. I primi controlli sono iniziati subito, ma gli interventi sulla infrastruttura ferroviaria interessata dalla frana sono stati avviati lunedi’ 3 febbraio, quando procura e Comune hanno concesso le autorizzazioni. Le squadre tecniche di Rete Ferroviaria Italiana, gli operai e i tecnici di ditte esterne specializzate, operativi sul posto tutti i giorni, sabato e domenica compresi, hanno effettuato rilievi topografici, controllato lo stato di terreni e dei fabbricati e messo in opera le reti chiodate per stabilizzare il fronte franato. Una macchina operatrice attrezzata con particolari pinze taglia – cemento ha sgretolato la terrazza/parcheggio. Squadre specializzate hanno realizzato la struttura in micropali che stabilizza il fronte della frana. Ora il lavoro tocca alle gru.
Andora (Liguria), treno deragliato: al via la rimozione, tutti i dettagli delle operazioni


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