Forte temporale nevoso si abbatte sull’area di Tokyo, nella capitale giapponese non cadeva cosi tanta neve dal Gennaio del 1984

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La fitta nevicata paralizza il traffico stradale per le vie di Tokyo
La fitta nevicata paralizza il traffico stradale per le vie di Tokyo

Dopo l’intensa nevicata della scorsa settimana l’area di Tokyo, nei giorni scorsi, è stata investita da una nuova pesante nevicata, causata dal passaggio di un fronte freddo seguito da masse d’aria molto fredde d’origine polare continentale marittimizzata, che ha lasciato al suolo oltre 20 cm di neve fresca. Nel giro di una settimana la capitale nipponica ha dovuto fare i conti con un forte evento nevoso, che ha provocato ingentissimi disagi e purtroppo anche molti incidenti stradali, con tanto di vittime e feriti. A differenza del “blizzard” della scorsa settimana, stavolta la fitta nevicata è stata prodotta da un forte temporale nevoso che ha scaricato quantitativi di neve anche più ingenti nelle aree dell’entroterra, come a Kumagaya e località limitrofe. A tratti la neve è caduta sotto forti rovesci nevosi, caduti dalla base di cumulonembi in aria fredda, che hanno provocato una drastica riduzione della visibilità orizzontale, con i conseguenti disagi da essa derivati. Proprio grazie all’intensità delle precipitazioni convettive che su Tokyo, a fine evento, il manto nevoso ha raggiunto e superato un accumulo di oltre i 19-20 cm. L’evento è stato molto localizzato e piuttosto rapido rispetto la bufera dello scorso 8 Febbraio 2014, quando su Tokyo nevico ininterrottamente per oltre 24 ore di fila, con una temperatura di appena +1°C e forti raffiche di vento da N-NO che hanno toccato picchi di oltre i 70-80 km/h.

12535134875_352060dda1_oBasti pensare che durante il temporale nevoso, a pochi chilometri all’interno della baia di Tokyo, la temperatura era sui +8°C +9°C, mentre poco a sud dell’area metropolitana al posto della neve cadeva una pioggia fredda piuttosto fitta e accompagnata da temperature largamente positive. Le nevicate, nei mesi invernali, da Dicembre a Febbraio, non sono molto frequenti nella piana del Kanto, la grande area metropolitana di Tokyo, in particolare quando si manifestano con carattere di “blizzard”. Negli ultimi anni le visite della “dama bianca” su Tokyo si sono drasticamente ridotte per svariate cause. Il 2007 fu l’unico inverno in cui non si vide nemmeno un fiocco di neve svolazzante sulla più grande città nipponica. Eppure quest’anno, l’inverno 2013/2014, sembra invertire questa tendenza. In quest’episodio solo l’area di Tokyo ha vissuto un evento nevoso veramente significativo, con accumuli di neve che nelle zone più occidentali della capitale giapponese hanno superato i 25 cm, arrivando quasi ad eguagliare i 27 cm della nevicata singola del 12 Febbraio 1994, quando Tokyo fu spazzata da una autentica tempesta di neve.

1392085154-tokyo-stopped-by-worst-snow-storm-in-20-years_3897526Con queste due intense nevicate il Febbraio 2014 diventa il mese più nevoso dal Gennaio 1984 per la più grande città del paese del Sol Levante. Oltre all’area di Tokyo una bella nevicata mattutina, subito sostituita dalla pioggia, ha imbiancato pure la città di Kyoto, depositando al suolo circa 2 cm di neve fresca, subito fusa dalla pioggia, mentre appena 1 cm ha imbiancato anche il centro di Osaka. Ma anche su quest’ultima la neve ha avuto una durata limitata, visto il sopravvento della pioggia che ha sciolto ogni traccia del manto bianco. Solo a Nagoya la “dama bianca” è stata in grado di attecchire con maggiore decisione, lasciando un accumulo di circa 5-6 cm. Come capita spesso durante il periodo invernale l’ondata di maltempo che ha colpito questa parte del Giappone è stata determinata dall’affondo di una ampia saccatura artica dalla Siberia orientale. Tale saccatura, scivolando verso sud, è venuta a contatto con i massimi di velocità del “Polar Jet” provenienti dalle aree più interne della Cina. Si è cosi creata una forte avvezione di vorticità positiva in quota che ha favorito lo sviluppo di una giovane ciclogenesi che è stata successivamente approfondita dalla discesa di un vasto blocco di aria piuttosto gelida, di matrice continentale siberiana, direttamente dalla Repubblica di Jacuzia, il polo del grande gelo siberiano. L’enorme blocco di aria gelida continentale, provvisto di isoterme di -15°C -20°C alla quota di 850 hpa (circa 1100 metri), si è notevolmente marittimizzato durante il passaggio obbligatorio sopra le più miti acque del mar del Giappone e mare di Okhotsk.

sjcjapanstorm215eA contatto con la più mite superficie marina la massa d’aria gelida, di origini siberiane, si è riscaldata e si è caricata di umidità fin dagli strati più bassi, instabilizzandosi al proprio interno e determinando la rapida formazione di estesi corpi nuvolosi cumuliformi (cumulonembi) che vanno ad impattare e addossarsi sui rilievi più elevati dell’isola di Hokkaido e Honshù, determinando fitti rovesci e temporali nevosi sulle coste occidentali di tali isole. Bisogna anche dire che l’aria fredda siberiana, pur umidificandosi, è costretta a transitare sopra un tratto di mare non molto ampio, tanto da raggiungere le coste occidentali nipponiche conservando buona parte delle proprie origine gelide, specie negli strati più alti. Ciò alimenta l’attività convettiva (correnti ascensionali) e la formazione di imponenti annuvolamenti cumuliformi che danno la stura ai rovesci nevosi e intensi temporali, fin sulle coste. In questi casi è rilevante anche la presenza dei rilievi piuttosto elevati sulle aree più interne dell’isola di Honshù e Hokkaido (le Alpi giapponesi) che costringono le masse d’aria fredde, di lontane origini siberiane, a sollevarsi per raffreddarsi e condensarsi, favorendo la genesi di grandi annuvolamenti lungo il versante occidentale, affacciato al mar del Giappone.

tokyo-snow-20140208In questo caso, il transito di un intenso sistema frontale nei bassi strati, con un ben consolidato fronte freddo che si è allontanato molto rapidamente sul Pacifico nord-occidentale, ha favorito precipitazioni molto più diffuse e organizzate che si sono estese anche alle coste orientali di Honshù, solitamente sottovento alle Alpi Giapponesi quando spirano gli intensi e gelidi venti da O-NO e NO, pronti a convogliare l’aria molto gelida di origini siberiane, dopo il transito obbligatorio sopra il mar del Giappone. Dopo aver investito il Giappone centro-settentrionale le masse d’aria molto gelide, di vecchia origine siberiana, si sono rapidamente propagate sul Pacifico nord-occidentale, attraverso l’attivazione di forti venti da NO e N-NO che hanno spirato a carattere di burrasca, con raffiche fino a 80-90 km/h. Su Tokyo, come sul resto dell’arcipelago giapponese, il tempo è rapidamente migliorato, grazie all’avanzamento da ovest di un promontorio anticiclonico di carattere mobile che sta riportando cieli generalmente sereni o poco nuvolosi, mentre le temperature stanno già facendo registrare un significativo aumento, con massime pronte a portarsi sopra i +9°C +10°C. Con queste temperature della neve caduta non ne rimarrà nemmeno una traccia.